logo


  1. Henri Schmit Rispondi
    Condivido le valutazioni degli autori. Ogni regola è un'occasione per abusarne. Spetta al legislatore e a chi professa consigli definire gli abusi per evitare tanto gli abusi quanto l'arbitrario nella repressione. Il governo invece ha preferito cancellare tutto, gettare la spugna. Non c'è dubbio che la situazione materiale e giuridica dei lavoratori sia complessivamente peggiorata sensibilmente negli ultimi 15 anni. Ma che cosa hanno fatto i sindacati e i partiti di sinistra per evitare o attenuare questa evoluzione? Poco o niente. Le condizioni sono drammatiche per i conti pubblici, disastrose per le imprese e disperate per lavoratori. Senza soluzioni sostenibili affonderanno tutti insieme.
  2. Keynes1985 Rispondi
    Articolo chiaramente neoliberista (che poi guardando l'università in cui studiate è anche scontato). Bisognerebbe partire dal concetto che non esiste lavoro senza diritti. I voucher escludono non soltanto diritti come ferie retribuite, diritto al cumulo per gli assegni di disoccupazione, diritto alla malattia retribuita ma con una contribuzione previdenziale pari al 13% viene anche negato il diritto a una pensione degna. Vi invito a cambiare ottica, a pensare che, ad esempio, se le famiglie non riescono a conciliare vita e lavoro e non riescono a pagare dignitosamente chi le aiuta, il problema probabilmente è che le famiglie si sono impoverite, che i tempi di lavoro si sono allungati a parità di salari, che gli asili nido non esistono e così via.
    • Pier Doloni Franzusi Rispondi
      Risposta chiaramente ideologica e veterocomunista. Tanto parlare di diritti e principi, ignorando che in tipo il 100% dei casi in cui oggi si usano i voucher domani tornera' il nero. Ma almeno la purezza resta.
  3. Michele Rispondi
    Il governo ha abolito i voucher unicamente per evitare una sonora sconfitta, praticamente certa se ci fosse stato il referendum. Ormai il peggiore nemico dei politici è il voto popolare. Si cerca di evitarlo in ogni modo. Quanto ai voucher o similia dovrebbero essere limitati a famiglie o singoli non imprenditori. Altrimenti diventano una copertura sistematica per il lavoro nero.
    • Berillio Rispondi
      Il voto del popolino sprovveduto, supponente, in balia dei peggiori sobillatori, è il peggiore nemico del nostro Paese, ossia degli stessi votanti. Bene ha fatto il Governo a proteggerli dalla loro stessa ignoranza.
  4. carlo giulio lorenzetti settimanni Rispondi
    Prescindendo dal merito della questione, appaiono davvero singolari le motivazioni addotte dal presidente del Consiglio per giustificare il decreto col quale il governo ha deciso di sopprimere i voucher: evitare cioè che gli italiani tornino a dividersi tra favorevoli e contrari. Quasi non fosse insita nella natura stessa dell'istituto referendario (e, più in generale, in qualsiasi consultazione democratica) e del tutto fisiologica l'espressione di pareri e volontà diverse e contrapposte .Dubbia anche la costituzionalità del ricorso al decreto legge e la sussistenza dei requisiti di necessità ed urgenza invocati per evitare lo svolgimento di quello che è a tutti gli effetti un adempimento costituzionale. In altri casi il Parlamento ha provveduto di sua iniziativa ad accogliere le richieste provenienti dai cittadini che si sono fatti promotori di un referendum abrogando o modificando le norme che ne formavano oggetto, ma lo strumento corretto dovrebbe sempre essere quello della legge ordinaria.
  5. Filippo Crescentini Rispondi
    Non vedo nessun riferimento al fatto che la CGIL ha promosso i tre referendum sul jobs act - compreso quello per eliminare i voucher - e, contestualmente, ha raccolto le firme per la proposta di legge di iniziativa popolare avente per oggetto l'approvazione della "Carta universale dei diritti del lavoro". Gli artt. 80 e 81 di tale proposta sono dedicati alla regolazione del lavoro occasionale. Premesso che la proposta di legge è da tempo davanti al Parlamento e sarebbe bene che fosse discussa, si potrebbe consigliare al governo di stralciare quei due articoli e farne oggetto di un decreto-legge, in ragione dell'urgenza di colmare il vuoto legislativo creato dalla sua decisione di eliminare le norme vigenti relative all'uso dei voucher, ovvero alla possibilità di acquistare il lavoro in tabaccheria.