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  1. Federico Leva Rispondi
    A differenza di Vincenzo Scrutinio, vedo invece un'utilità in questi numeri: non solo aggiornano quelli disponibili, alquanto datati, ma sembrano confermare un'ottima notizia cioè una larga "normalizzazione" della vita sessuale di una popolazione prima costretta a pratiche scarsamente efficaci (come il cruising, che sostanzialmente scompare). Ovviamente si possono dare giudizi opposti della "normalizzazione". È vero che sarebbe utile confrontare anche il contenuto oltre che il mezzo della ricerca. Per esempio, a scopi di prevenzione sanitaria sarebbe utile sapere se cresca o diminuisca il numero di chi si informa dello stato di salute/esami del sangue dell'altro, a prescindere dal metodo. Peraltro i risultati mi paiono conformi, nel senso generale, a quelli di http://doai.io/10.1080/00918369.2013.819256 .
  2. luca Rispondi
    anche io credo che senza una comparazione con dati di persone etero non emergano analisi. di certo, se i dati di persone etero mostrano abitudini meno promiscue, facilmente l'impostazione di questa ricerca li avrebbe nascosti. è infatti un pericolo grave per la ricerca il fatto che l'autore abbia un'opinione di fondo che prescinda i dati. dall'articolo sembra che l'approccio sia questo: la sessualità gay non ha nulla di diverso dalla sessualità etero, quindi i dati mostrano che non c'è una predisposizione alla promiscuità. è chiaro che con questo approccio le ricerche favorevoli si pubblicano, le altre no. così non emergono conclusioni scientifiche
    • Luigi La Fauci Rispondi
      Gentile Luca, ti ringrazio per questo commento. Altri lettori notano che le tendenze che emergono dai dati sono interessanti di per sé, e con loro si può notare anche che i dati sono interpretati attraverso la lente delle conoscenze raccolte da esperti sui mutamenti della sessualità in Italia. Sono felice che tu sottolinei che le conclusioni del pezzo, offerte come contributo alla trattazione empirica di un tema complesso che richiede l'impegno di tanti ricercatori, siano favorevoli all'apertura di un dibattito informato sulle pratiche sessuali.
  3. Luca Pinelli Rispondi
    Sinceramente non capisco dove si sia voluto andare a parare. Ci si sarebbe aspettati un aumento del livello di promiscuita' rispetto al 1995? O cos'altro? Sarebbe invece interessante una comparazione con dati analoghi relativi ad eterosessuali. Questo si, potrebbe sfatare alcuni miti.
  4. Vincenzo Scrutinio Rispondi
    Con tutto il dovuto rispetto per l'autore non mi sembra di vedere delle grandi dinamiche come giustamente sottolineato nel articolo. Le percentuali sono relativamente stabili e la grande novita' sembra essere quella del esperienza online. A questo punto cosa molto interessante ma non credo osservabile sarebbe identificare con piu' precisione il tipo di app/sito webb. Anche il tipo di relazione cercata dovrebbe rientrare nel analisi (se richiesto/identificato). Non vedo come Grinder possa essere molto diverso da un incontro in sauna. Altro elemento importante sarebbe una piu' puntuale comparazione con i trend degli eterosessuali. Per quanto mi sembra ragionevole l'affermazione, riportare dati per comparare i due gruppi potrebbe senza dubbio aiutare. Cordiali saluti
    • Luigi La Fauci Rispondi
      Gentile Vincenzo, grazie per queste osservazioni. Come noti l'articolo si sofferma tanto sugli aspetti di stabilità delle culture sessuali dei giovani gay quanto sulle loro trasformazioni. La diversità degli usi di siti e app per incontri romantici e sessuali è un tema molto interessante che va approfondito, così come le differenti o simili esperienze di omosessuali e eterosessuali.