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  1. Riccardo Rispondi
    Caro Raul, questa sua affermazione: "la storia insegna che la deterrenza non è sempre stabile." è sbagliata. La storia insegna che la deterrenza (basata sul possesso di armi nucleari) ha sempre garantito la pace. Inoltre, pur non avendo un controfattuale preciso (non sappiamo che sarebbe successo tra USA e URSS senza le armi nucleari), la storia ci insegna anche che due potenze - prima dell'avvento dell'equilibrio nucleare - erano sempre destinate a combattersi (da Sparta e Atene fino alla seconda guerra mondiale). Cordialità
  2. Luca Morandini Rispondi
    Per quanto rifuarda l'Impoverimento del capitale umano: i confronti abdrebbero controllati per livello socio-economico e zona geografica, e non solo per eta', in quanto sono in genere i giovani piu' svantaggiati in partenza (per classe o zona geografica di residenza) che si arruolano. Al contario, l'esercito e' spesso visto come un veicolo di promozione sociale, e, negli USA o in Australia, anche come rete di sicurezza sociale (VA). La teoria che le nazioni non traggano vantaggio dalla ricerca per scopi militati e' in effetti sorprendente, e voglio sperare si appoggi su solide argomentazioni: staremo a vedere. Non credo ci vogliano tanti studi statistici per capire che <> . La frase <> risulta apodittica: in realta' le "armi" non sono un fattore indipendente, ma strumenti di un disegno strategico; disegno che puo' essere teso ad aumentare la sicurezza, oppure a minarla. Per quanto riguarda il reclutamento, non so cosa l'autore intenda per "Sud-Est Asiatico" (non certo la Corea), ma, operazioni di controllo del territorio a parte, gli eserciti hanno sempre minor bisogno di uomini per via dell'automazione e della specializzazione: non mi aspetto dunque un'impennata nel numero dei militari USA.