logo


  1. Michele Rispondi
    Consiglio la lettura del rapporto del 2012. Nella versione del 30 luglio, la "lente di ingrandimento" calcola i 10 mld di contributi eliminabili estrapolando delle stime percentuali, dedotte a grandi linee dal Bilancio dello Stato, al ben più ampio Conto Consolidato del Settore Pubblico. È finita che i "burocrati", che conoscono a memoria la loro materia, hanno facilmente sbaragliato i riformatori. Ce se ne può meravigliare?
  2. Franco Chiarenza Rispondi
    Il problema del difficile rapporto tra politica e burocrazia è sempre esistito. Per ricondurlo in limiti fisiologici (oggi ampiamente superati) occorre una forte volontà politica non condizionata da preoccupazioni elettorali. E' stata una delle tante occasioni perse dal governo Monti. Va ricordata positivamente l'iniziativa del Sole 24 Ore di monitorare lo stato di attuazione dei provvedimanti approvati dal parlamento. La trasparenza rappresenta il principale strumento di contrasto alle inerzie (e talvolta al boicottaggio) delle burocrazie. Le quali talvolta frenano in attesa che cambi il governo e il ministro di turno per insabbiare tutto con la complicità dei nuovi arrivati. I ministri passano, i direttori generali restano - si diceva una volta. Adesso il livello di resistenza va ricercato più in basso.
  3. Paolo Bianco Rispondi
    Peraltro se Passera e Monti avessero davvero voluto, sarebbe bastato loro inserirlo come unico obiettivo di risultato e i burocrati l'avrebbero fatto subito, piuttosto che subire un taglio del 30-50% della retribuzione.
  4. Savino Rispondi
    Lo Stato ha il dovere di pianificare, programmare e implementare il ricambio generazionale nella P.A. a beneficio dell'efficienza, dell'innovazione tecnologica e della prevenzione della corruzione. Costi quel che costi, si tratta di risparmio ed efficienza in prospettiva.
  5. Giovanni Rispondi
    Articolo estremamente interessante, ma mi pare dimostri esattamente il contrario della tesi che vuole sostenere. E’ evidente che la responsabilità è sempre della politica. Se Primo ministro e Ministro dello sviluppo economico fossero stati seriamente e fermamente intenzionati a tagliare i sussidi, ma soprattutto avessero stabilito una chiara intesa politica fra di loro prima ancora di istituire commissioni di esperti esterni, penso che alla fine le cose si sarebbero fatte.
  6. Maurizio Staffa Rispondi
    Io penso che la responsabilità è sempre della politica. In ogni caso e siccome oggi la burocrazia è uno dei problemi cardine di questo paese, bisognerebbe trattarla come le piaghe che abbiamo curato - più o meno bene come la mafia e il terrorismo - con leggi speciali. Sempre che il sistema elettorale (non certo il proporzionale puro) consenta la formazione di un Governo adeguato.
    • Henri Schmit Rispondi
      Ottima presa di posizione. Che non contraddice, ma completa l'analisi dell'articolo.
    • Lorenzo Rispondi
      L'esito della consultazione referendaria di dicembre la dice lunga su come la burocrazia sia parte integrante del reddito e della soddisfazione di tante famiglie. Perché sradicarla?
  7. Luigi Rossetti Rispondi
    Non sono convinto della tenuta dell'impianto metodologico usato dall'autore a supporto della tesi per siano i burocrati a frenare il paese. L'assunto è sfidante ma la declinazione è obiettivamente debole. Viene infatti usato ancora una volta il tema delle risorse per le imprese secondo cui i trasferimenti sarebbero disponibili e discrezionali nella cifra rappresentata oggi dall'autore e ieri dal rapporto dei professori Alesina e Giavazzi. Autorevoli studi hanno dimostrato dati tecnici alla mano che i trasferimenti alle imprese gestiti dalle regioni sono per ben oltre il 95% frutto della gestione di programmi comunitari. e quindi frutto di vincoli e scelte sostanzialmente ed i gran parte esogeni su cui il grado di discrezionalità è, come noto, relativamente basso. L'evidenza è quindi quella di una realtà, quella dei contributi alle imprese, in cui il ruolo del MInistero pure importante, non è tuttavia tale da assurgere a paradigma della incapacità della burocrazia ad essere pare del cambiamento. Suggerirei di valutare accanto ai temi delle strutture burocratiche già ampiamente trattati quelii dell'assenza sostanziale da parte della politica di un cultura della gestione della cosa pubblica orientata al risultato, alla misurabilità degli obiettivi, alla valutazione dei risultati. In sintesi lavorare sullo snellimento della regolazione piuttosto che sull'ingorgo di procedure ed oneri in capo all'utente/impresa.
  8. Henri Schmit Rispondi
    Non penso di andare fuori tema se faccio presente una riflessione che riguarda un fatto di pochi giorni fa quando due persone pubbliche molte autorevoli, S. Cassese e V. Cantone, commentando i misfatti al vertice della Consip, hanno insistito sull'importanza di rendere tali strutture della PA e le nomine dei loro responsabili più indipendenti dalla politica. Secondo il mio modesto parere questo tipo di reazione e di soluzione è caratteristica del modello italiano e del suo fallimento: Negli altri principali paesi dell'UE la diagnosi del problema (inefficienza o irregolarità, vizi molto comuni) e la cura sarebbero l'opposto, cioè si rivendicherebbe una maggiore responsabilità dell'istanza politica che nomina e che dovrebbe sorvegliare, non una (impossibile, finta e ingannevole) separazione fra politica e vertici della PA. Sembra che tutti abbiano perso la speranza che possa esistere un'istanza politica costretta ad essere responsabile e che paga se sbaglia.
  9. ciro amergellina Rispondi
    Condivido in pieno l'analisi di presentazione del volume. Non esiste buon governo, sistema elettorale, riforma costituzionale o classe politica che possa riformare se la cinghia di trasmissione al paese reale non funziona. Con casi di norme cadute nel vuoto per mancanza di decreti ministeriali o regolamenti attuativi si potrebbe fare un altro volume. Per rimanere sui paralleli con gli USA: in occasione della nomina di Trump ho letto che lo spoil system presidenziale riguarda circa 4.000 cariche. Se solo in Italia un primo ministro potesse nominare tutti i capi di gabinetto e le prime tre linee di vertice di ciascun ministero.
  10. Massimo Bassetti Rispondi
    È sempre la stessa storia che si ripete, la burocrazia che spadroneggia e rende impossibile qualsiasi passo avanti verso una maggiore libertà. In letteratura si è chiamato in vari modi: legge di Parkinson, cattura, effetto slavina.. Andrebbero operati tagli lineari seri, è l'unica speranza ragionevole. Nel momento in cui si coinvolge la burocrazia, ci si può aspettare solo ulteriore spesa
  11. Costanza Pera Rispondi
    La povera politica che viene intralciata dalla bucrazia? Suvvia! Passerà poteva mettere su una commissione di esperti e avere l'elenco delle norme da abrogare, che peraltro la Ragioneria conosce benissimo. La verità è che di togliere sussidi la politica non ha nessuna voglia.lL'autostrasporto conta 250.000 aziende che sono un bacino elettorale enorme...
  12. Alessandro Sebastiani Rispondi
    Siamo quindi senza speranza ? Ricordo una lettura dei tempi del liceo, negli anni 70, in cui Aldo Moro affrontava una simile problematica, concludendo che la politica spesso non riusciva nei propri intenti a causa degli ostacoli posti dalla burocrazia. Ancora più indietro nel tempo, Ignazio Silone dal suo esilio Svizzero scriveva a proposito della crisi delle istituzioni democratiche "La sovranità reale passa alla burocrazia (...) i corpi legislativi fanno la figura di assemblee di chiacchieroni" e infine concludeva che ciò può portare alla dittatura "come il colesterolo all'infarto" (da: La scuola dei dittatori). Se un tentativo di cambiamento è risultato impossibile a un presidente del consiglio dotato di grande serietà e preparazione, ma poco appeal televisivo, forse invece una riforma, vera o presunta, della burocrazia riuscirà a qualche demagogo populista ? La storia insegna ... e la politica attuale preoccupa.
  13. sante perticaro Rispondi
    La burocrazia FA IL SUO DOVERE APPLICANDO LE LEGGI ESISTENTI, LA POLITICA DEVE CAMBIARLE: quindi non c'è mai un rapporto facile. Abilità politica è coinvolgere la burocrazia per innovare
    • bob Rispondi
      la burocrazia a garanzia per il futuro si creò le Regioni e per consolidarsi creò la " bufala federalista"
    • Alessandro Sebastiani Rispondi
      Hai ragione, quello che dici è la necessaria e utile funzione in uno stato moderno della burocrazia, ma la burocrazia è fatta di persone e alcune non hanno quel senso dello stato e del dovere che occorre, per evitare le degenerazioni che purtroppo tutti noi cittadini conosciamo. Vorrei aggiungere che anche coloro che lavorano nei comuni, province, regioni, ministeri, ecc. ben conoscono le inefficienze del sistema. Non sto parlando dei fatti più gravi, che comunque esistono e sono numerosi, ma della mancanza di "spirito di servizio" che i funzionari dovrebbero avere : le richieste dei cittadini sono spesso considerate delle "noiose seccature", magari foriere di responsabilità che si vorrebbero evitare. A mio modesto parere affermare che non esistono problemi è sbagliato, al contrario bisogna riconoscerli e impegnarsi per risolverli. Da questo atteggiamento può nascere la fiducia nel domani. Lo dico come padre di due figli che, come tanti altri, con una laurea e volontà di fare, guardano all'estero come la meta del loro futuro. Io cerco di contrastare il loro pessimismo sull'Italia, ma non bastano le parole, occorrono le riforme, e di corsa