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  1. guido dv Rispondi
    concordo con luc. l'articolo si basa sul presupposto che l'aumento del budget per la difesa voglia dire più militare, più carne da cannone, e più guerre. questo forse è vero in Italia non negli USA dove la spesa in armamenti vuole dire ricerca e commesse per le aziende super tecnologiche che producono droni, ummaned veichles, armi super precise, nonche caccia, portaaerei, missili, etc...
  2. guido dv Rispondi
    articolo fortemente biased. l'autore è un pacifista convinto e cerca di distorcere la realta dei fatti per supportare i suoi ideali. si ricordi, signor caruso, che i periodi in cui maggiormente si è cercata la pace sono quelli in cui sono scoppiati i conflitti più sanguinosi. Chamberlain docet. Reagan ha sconfitto l'URSS senza spargere una goccia di sangue. Leontieff negli anni 80 dimostrò mediante le sue matrici delle interdipendenze settoriali che la spesa in armamenti ha il maggior volano sulla crescita del pil che in ogni altro settore. Essa ha inoltre diversi benefici: 1) ci rende più sicuri; 2) non ci rovina la vita con ulteriori adempimenti burocratici come in Italia la spesa nella PA; 3) può essere facilmente tagliata. a livello anedottico, la spesa in armamenti comporta enormi investimenti in ricerca e sviluppo che poi hanno ricadute estremamente positive in campo civile. Se non ci fosse stata la II guerra mondiale probabilmente dal punto di vista tecnologico saremmo 20 o 30anni addietro nel campo dei trasporti, dell'energia, dell'informatica.
  3. Francesco Camagni Rispondi
    Benché l'aumento spesa militare non si traduca necessariamente in un aumento dei coscritti o nello scatenarsi di conflitti, certo è che le risorse ad essa destinate potrebbero venir convogliate verso investimenti con un volano economico più ampio (e.g. infrastrutture commerciali, ricerca & sviluppo, welfare, istruzione). In soldoni, un carro armato (una volta pagati progettisti e costruttori) non produce reddito, a meno che non lo usi per depredare un nemico delle sue risorse. Al contrario di una strada, una università, un inter-porto o un ospedale.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Per quanto riguarda le malattie mentali bisogna precisare che esse non dipendono dalla spesa per la difesa bensì 1. dalle guerre, dalle devastazioni, dalle vite spezzate o perse (ne soffre uno su quattro in Siria dicono alcune ong) e 2. (a prescindere dalle guerre e dall'armamento) dal disagio creato dalla crisi economica, dalla perdita di lavoro, dalla povertà, dall'umiliazione subita in seguito a ingiustizie, soprusi e sfortuna. Non esistono studi o numeri su questo fenomeno che sta affliggendo l'Italia più dei suoi vicini.
  5. Henri Schmit Rispondi
    Trovo l'analisi complessivamente convincente. Il primo punto è incontestabile benché la carriera militare stessa possa procurare un'ottima formazione spendibile anche in numerosi settori civili. Accumulazione di capitale deve leggersi forse come distrazione delle risorse a favore di settori presunti meno utili. È una petizione di principio. Il secondo punto è un caso particolare del primo solo che è ancora più evidente il fattore traino che può esercitare il settore difesa sulla ricerca nei settori civili. Il rischio di corruzione aumenta ovviamente insieme alla spese pubblica, non a quella militare. Il punto più importante è l'ultimo, la riduzione dei servizi pubblici civili causato dall'aumento della spesa militare o l'aumento del deficit e del debito, effetti altrettanto nocivi. Detto ciò, non esiste tuttavia benessere e pace senza una efficiente difesa, senza sicurezza. È ovviamente più comodo farsi garantire la sicurezza da terzi. Ma è un'illusione che prima o poi mostra la sua vera faccia: la servitù. Quindi quello che fa Trump è probabilmente dannoso per il suo paese, ma può essere salutario per l'UE a patto che i paesi finora meno disposti a contribuire alla difesa loro e comune aumentino drasticamente la spesa militare. Altre miliardi che mancheranno all'appello.
  6. Paolo Palazzi Rispondi
    Tutto l'articolo si basa sull'ipotesi che la potenza militare e addirittura la guerra guerreggiata sia fatta per divertimento o follia governativa, cioè economicamente uno spreco di risorse. Invece la potenza militare e le guerre sono state la base per la crescita e la capacità degli Stati Uniti di essere il paese più ricco e potente sulla terra! Se si potesse calcolare la differenza di produttività di un dollaro speso per attività militare e di un dollaro speso per la sanità pubblica potremmo capire meglio il senso della politica di Trump!
  7. luc Rispondi
    Una considerazione: l'articolo dettaglia correttamente le conseguenze di un incremento del numero di militari e in particolare nel caso di loro impiego in conflitti. Non é pero' automatico che l'incremento delle spese si traduca in un esercito più numeroso anziché in armamenti più costosi - a parità / quasi-parità di effettivi. I punti (ii), (iii) e (iv) citati nel primo paragrafo mi apparirebbero quindi più rilevanti per l'analisi della scelta da un punto di vista puramente economico.