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  1. Henri Schmit Rispondi
    Bellissime analisi, inclusi gli allegati, ma quanto valgono senza misure precise per migliorare i parametri? Dove sono le expertise per definire quello (abbastanza ovvio) che c'è da fare?
  2. Guiko74 Guido Rispondi
    Che la produttività italiana sia in declino da parecchio tempo è elemento noto e ovvio ma la domanda è: quanto siamo peggiorati? I dati europei e mondiali possono dare una lettura ed una spiegazione del trend di fondo. La conferenza della Banca D’Italia, in memoria di Riccardo Faini, dal titolo “Italy’s lost productivity and how to geti t back” fornisce qualche spunto e dato interessante. Riassumendo: 1) L’Italia ha registrato un trend discendente della produttività dovuto soprattutto al declino del settore manifatturiero 2) Considerando i periodi 1974-1992, 1992-2007, 2007-2015 la produttività è scesa in tutti i paesi europei tranne che in Spagna dove nel periodo 2007-2015 è scresciuta rispetto al periodo precedente; anche i paesi no-euro come Uk e Danimarca hanno seguito tale trend mentre Finlandia, Svezia e Svizzera hanno avuto un 1992-2007 maggiore del periodo 1974-1992 ma minore del periodo 2007-2015 come avvenuto anche in Usa e Canada 3) In Italia la produttività del lavoro dagli anni ’90 è scesa notevolmente Non può essere quindi l’euro ad aver determinato un calo forte della produttività ma forse tale crollo è imputabile principalmente a movimenti sulle valute ed il commercio dovuti alla globalizzazione ed alla tecnologia. Di sicuro l’euro ha creato un forte divario tra paesi più forti (nord Europa) e più deboli (Club Med) anche se poi le soluzioni per reagire e ripartire, invece di aspettare l’intervento salvifico della Bce o dell’Europa, si possono trovare all’interno come dimostrato dalla Spagna, data per spacciata qualche anno fa ed ora unico paese con produttività più alta nel periodo della crisi 2007-2015 rispetto al periodo precedente 1991-2007.