logo


  1. Amegighi Rispondi
    Ovviamente la sentenza scatenerà l'ennesima bufera di critiche, plausi e demagogia, che caratterizzano la nostra politica. Mi interessa sottolineare, da inesperto e quindi non conoscitore della materia giuridica, il fatto che si ponga l'attenzione sul "fruitore"; cioè, in poche parole, sul "cliente" o "consumatore" del servizio in questione. Troppo spesso questa figura, che dovrebbe essere centrale in un libero mercato, diventa marginale nelle leggi civili (vedi la legge annacquata sulla class-action), salvo rientrare fondamentale nelle varie esternazioni politiche. Chiaramente le varie "lobbies" di potere riescono a "regolare" a loro piacimento la stesura finale delle leggi, pur sempre svolta dai cittadini che abbiamo eletto, cioè dai Parlamentari, sollevando la questione fondamentale, che non mi pare sia così al centro dell'attenzione, sul rapporto di responsabilità tra elettori di un Collegio elettorale e i/il loro rappresentanti/e nel Parlamento. Un rapporto di "responsabilità diretta" che nè le liste bloccate, nè quelle libere, nè un sistema uninominale maggioritario come quello americano, sembrano in grado di imporre. Con il risultato che, come Lei scrive nel suo articolo, si può andare avanti per anni, tra contenziosi e piccole modifiche introdotte, per raggiungere una, anzi LA CHIAREZZA, che è espressa, nel caso in questione, nella nostra Carta Costituzionale.
    • massimo greco Rispondi
      Esattamente, risalendo, risalendo, la responsabilità politica emerge inevitabilmente sia nella fase del nobile esercizio del potere legislativo sia in quello - meno discrezionale - applicativo/esecutivo.