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  1. Marco Trento Rispondi
    Obbligare i padri a stare a casa è illiberale. I genitori decidano liberamente come organizzare la loro vita famigliare. Il modo migliore per conciliare lavoro e famiglia non è obbligare i padri a stare a casa, ma riconoscere che la divisione dei ruoli fra uomini e donne è il sistema più efficiente di gestione dei figli. Gli uomini non hanno l'utero né possono allattare. Questa è la natura. La soluzione non è più asili nido, assegni famigliari e politiche pubbliche: la soluzione è abbandonare il femminismo di stampo sessantottino e veteromarxista (sfruttamento, patriarcato, fallocrazia e simili), che ha causato denatalità, e smettere di dipingere la maternità come una sciagura. Ciò non significa essere talebani, fasciocattolici, bigotti e reazionari. Una volta bonificato il dibattito pubblico dal politicamente corretto e dall'egalitarismo radicale, torneremo a capire una semplice evidenza: solo le donne possono dare la vita e che dare la vita è una cosa meravigliosa.
  2. davide445 Rispondi
    E' tutto bello e tutto giusto. Ma in un mercato del lavoro che strozza le imprese, che quindi non vogliono assumere se non quando è impossibile non farlo, con una strutturale inefficenza e mancanza di competitività in settori ad elevato valore aggiunto, vedo veramente poco prioritario per tutti l'impegno di conciliare famiglia e lavoro. In generale il problema è creare le condizioni per generare posti di lavoro qualificati per tutti. Per questo contratti e iniziative di non immediato beneficio come la conciliazione vengono subito sacrificate, come ho visto di persona fare in una grande società con migliaia di dipendenti. Part time etc vengono osteggiati sempre maggiormente, semplicemente perché le aziende non hanno risorse da investire. La cultura dell'arraffare e sopravvivere è radicata in un paese che vede l'imprenditore come un soggetto da spremere. Prima facciamo in modo che le aziende possano fare bene il loro lavoro senza dover sopportare il peso incommensurabile della burocrazia italiana, poi sono sicuro che i paradisi del nord europa arriveranno anche da noi.