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  1. Henri Schmit Rispondi
    Da ormai sei mesi è chiaro che l'unica grande sfida mal celata dietro la misera riforma costituzionale è la riformulazione della legge elettorale, per UNA o per DUE camere. La scelta è fra l'ennesimo inganno (trucchi e abusi per condizionare l'esito, avvallati dalla maggior parte dei dotti esperti di cui il paese abbonda) e una legge semplice, equa e rispettosa dei diritti dei cittadini (art. 48 e 51) e dei deputati (art. 67), e quindi ipso facto efficiente. Se non bastasse per assicurare non saprei quale stabilità di governo, bisognerebbe agire direttamente sull'esecutivo, attraverso una vera riforma costituzionale (che fra altro dovrebbe riproporre la revisione Renzi-Boschi del titolo V, sopprimendo però anche gli statuti speciali e imponendo un sistema elettorale scrupolosamente democratico per i consigli regionali), che come minimo dovrebbe prevedere la sfiducia costruttiva, se no l'elezione diretta del presidente della repubblica, in ogni caso un vero monocameralismo, magari un senato solo consultivo composto da un numero ristretto di esperti nominati dal Parlamento, una conferenza delle regioni con veri poteri in poche aree, e infine il referendum d’iniziativa popolare in tutte le materie, ma a condizioni di firme e di quorum esigenti.
  2. Salvatore Borghese Rispondi
    C'è un'inesattezza: le soglie previste dal Consultellum in vigore per il Senato sono dell'8% per le liste non coalizzate e del 3% per le liste facenti parte di coalizioni che ottengono almeno il 20%, il tutto calcolato su base regionale. La trina di soglie 2-4-10 valeva per la Camera, ma con l'Italicum alla Camera resta solo una soglia del 3% valida per tutti.
    • Paolo Balduzzi Rispondi
      Ha ragione, è stata una svista da parte mia! correggiamo! Grazie mille
  3. Giuseppe Medda Rispondi
    Visto che in questa legislatura di transizione si sono fatti carico di governare il PD e FI, sarebbe l'occasione per fare un governo guidato dal M5S con dei compiti precisi, come fare la legge elettorale e traghettare il Paese fino all'estate o all'autunno. I compiti precisi darebbero opportunità per un appoggio esterno allargato. Inoltre, sembra opportuno che siano i fronti del no a fare una proposta per la legge elettorale condivisa. È anche ora che il M5S si sporchi le mani lavorando direttamente per il Paese.
    • Henri Schmit Rispondi
      Dopo il verdetto popolare e le (quasi)dimissioni del premier, l'iniziativa politica appartiene alla maggioranza parlamentare, o più precisamente alle due anime del PD; quella formale a tutti i deputati o gruppi parlamentari. Il M5S ha già fatto la sua proposta, abbastanza bizantina per essere rinviata al mittente. La base (copiata dal primo modello proporzionale di lista 'libera' inventato nel 1864 a Ginevra) è però sana e, tolti gli inutili o dannosi bizantinsmi, potrebbe servire a chi ha l'iniziativa politica di formulare finalmente una proposta seria, ampiamente condivisa, semplice, equa, conforme ai principi costituzionali (art.48, 51 e 67) e per questo anche efficiente.