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  1. BRUNO Rispondi
    L’eliminazione del Senato semplificherebbe l’iter di produzione delle leggi, ma priverebbe il sistema di una struttura democratica di controllo e ostacolo nei confronti di eventuali abusi del governo in carica, senza prevedere alcuno strumento sostitutivo. Le conseguenze potrebbero essere gravi tanto più in presenza di un parlamento di “nominati” (come prevede l’Italicum), i quali tenderebbero ad evitare contrapposizioni col Premier – Capo del partito in quanto perno fondamentale del loro futuro politico, come l’esperienza Berlusconiana (ma non solo) insegna. Bruno Pietra
    • Henri Schmit Rispondi
      Giustissimo. Risposta : Serve une legge elettorale rispettosa dei diritti dei candidati (art. 51, degli elettori (art. 48) e dei deputati (art. 67), indipendentemente dall'esito del referendum. O "maggioritaria" di collegio uninominale o "proporzionale" in piccole circoscrizioni da tre a cinque seggi, senza riconta nazionale, con un solo voto che vale sia per la lista sia per il candidato. Visto che la prossima legislatura sarà senz'altro anche costituente, è forse preferibile la seconda. A prescindere dal referendum, la legge elettorale è la questione istituzionale più importante.
  2. Massimo GIANNINI Rispondi
    La conclusione dell'autore è qualcosa di stupefacente e uno spottone per i sostenitori del SI. Tuttavia il trade-off tra una camera solo che dà la fiducia e i pesi e contrappesi della democrazia c'è. Il rischio che una camera eletta male o non si sa come dia troppo potere poi al governo che esprime e/o a una parte politica non è da escludere, anzi. Il problema della fiducia al governo poteva risolversi diversamente e bicameralismo e stabilità del governo non sono necessariamente legati. Il problema non è la fiducia al governo delle camere ma i parlamentari che cambiano di parte politica nelle due camere. Bastava regolare questo problema per avere più stabilità e anche una realizzazione dei programmi elettorali maggiore. Ad esempio la riforma costituzionale in questo senso non c'era nel programma del PD. Perché la si fa?
    • Daniele Patrioli Rispondi
      analogamente, la risposta di Giannini è uno spottone per il NO. Seppur il problema della stabilità dei governi può e deve migliorare anche con altri strumenti, questo non significa che farlo anche attraverso il passaggio costituzionale sia di per sé negativo. E' qualcosa in quella direzione, e seppur non perfetto (frutto come sempre in politica di una negoziazione e di una mediazione) è sempre meglio di niente. A meno di clamorose ed evidenti controindicazioni io suggerisco l'apertura al cambiamento, un cambiamento che va giudicato nella sua impronta generale.
  3. LUCA Rispondi
    la storia nostra mi pare indichi qualcosa di diverso. Ad esempio, l'istituzione del SSN , che per me è una grande riforma, fu fatta sotto governi diverso ma con lo stesso parlamento. Il presupposto per il quale le riforme devono creare malcontento, e quindi serve il tempo per riassorbirlo, deve essere indagato e non dato per scontato. E poi c'è l'esperienza Berlusconi che Veltroni fece stravincere nel 2008 e aveva 5 anni di prospettiva, quali grandi e utili riforme ha fatto?
  4. Franco Tegoni Rispondi
    Eppure nei primi trentanni dopo la guerra sono state fatte riforme "pesanti" come quella agraria e quella sulla statalizzazione dell'energie elettrica. A me sembra che la stabilità sia più tutelata se si introducesse la regola della sfiducia costruttiva. In ogni caso sarebbe meglio un premio di magg. ad una coalizione che ad un solo partito.
  5. Henri Schmit Rispondi
    Democrazia vuol dire che la gente decide, delegando temporaneamente, eleggendo rappresentanti o esprimendosi su un quesito. Per non ingannare la gente, cioè il padrone, bisogna chiarire su che cosa di volta in volta si vota: su deputati (art. 67), su partiti (legge elettorale), su un programma (quale?), su un candidato PM (indicato sulla scheda, ma quello in carica è stato eletto (giustamente) dal parlamento (e nominato dal PdR)), su una squadra di governo, su un presidente? Quali misure di riforma costituzionale mancano? Il monocameralismo almeno per la fiducia può favorire la stabilità. Ma con quale legge elettorale sarà eletta la principale o unica camera? Bisogna chiarire queste cose - oggi più confuse che MAI - prima di parlare di stabilità del governo. In Italia si vorrebbero avere i risultati delle best practice internazionali senza pagarne il prezzo.
  6. luca Rispondi
    Ho però l'impressione che le cose abbiano cominciato ad andar peggio piuttosto di recente, quando i governi han goduto di maggior stabilità, rispetto ad anni in cui duravano a volte anche pochi mesi, ma l'Italia cresceva economicamente, godeva di una pubblica informazione meno omologata e perseguiva politiche di maggior equità. Qual è la durata media dei governi in carica negli ultimi venticinque anni?