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  1. Federico Leva Rispondi
    Non aiuterebbe molto se si costringessero tutte le banche e fondi pensione dell'Eurozona a una diversificazione dei titoli di stato? Per esempio, c'è chi sostiene che i tedeschi si lamentino tanto del QE BCE perché i fondi pensione sono costretti a comprare bund, che però ora hanno rese fin negative. Se li sostituissero con titoli di Francia, Spagna e Italia, sarebbero tutti piú contenti.
  2. Vale Rispondi
    Il Sig. Veron con una visione ampia dalla platea di Bruxelles stå proponendo una bella accelerata verso il default del Paese. Complimenti alla perspicacia tecnica e strategica. Cordiali saluti
  3. Stefano Scarabelli Rispondi
    Il problema fondamentale dell'Eurozona è che vi sono pesanti squilibri nelle posizioni finanziarie nette verso l'estero dei diversi paesi membri. Questo fatto sta generando una fuga di capitali verso i paesi con i surplus più elevati, come Germania e Paesi Bassi. La situazione non precipita solo perchè la BCE, con QE e TLTRO, ci mette una pezza (ancora per poco tempo). In una situazione del genere, pensare di spezzare il legame debito sovrano-banche nei paesi "periferici" senza perdite per nessuno è alquanto utopistico. Se le banche italiane vendessero i btp, lo spread con il bund aumenterebbe. Se dovessero aumentare il capitale accantonato a fronte dell'esposizione sovrana, dovrebbero tagliare i crediti all'economia reale oppure lanciare aumenti che difficilmente verrebbero sottoscritti da investitori privati. La realtà è una sola: la struttura dell'Eurozona è insostenibile e per cambiarla bisogna "solo" decidere chi debba accollarsi le perdite. Il problema dell'esposizione bancaria ai titoli di stato è solo una spia di un malessere ben più profondo. Distinti saluti
  4. Massimo Matteoli Rispondi
    L'investimento in titoli di stato dei paesi dell'Unione penso sia l'investimento "più sicuro" che al momento possa esistere. In particolare proprio per la disciplina di bilancio che l'Unione è riuscita ad imporre, in misura per altro addirittura superiore a quanto sarebbe stato opportuno in questa fase. In un quadro simile aggiungere ai limiti istituzionali ai bilanci pubblici anche limiti ai bilanci privati delle banche in nome di una supposta "pericolosità" dei titoli di stato dell'Unione può essere definito, in termini non tecnici ma che spero rendino l'idea, solo come una cura peggiore del male. Già parlarne è sbagliato, perche induce scelte antieconomiche della banche verso titoli più rischiosi od a minor rendimento solo per stare dietro alle ubbie di chi pensa che se fallisce uno stato le banche si possono salvare.
    • Domenico Rispondi
      Condivido
    • roberto Rispondi
      Mi associo.Certo questo non toglie che ci debbano essere limiti nei titoli in pancia alle banche dato che sono tutti sottratti all'economia reale e che i titoli di paesi a rischio dovrebbero essere tollerati nel sistema bancario nazionale con un tetto complessivo intorno all'1% del PIL
    • Piero Rispondi
      Disamina condivisibile ma che suona come una campana a morto per l'organizzazione europea così come la conosciamo. .....