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  1. Davide Carloni Rispondi
    Ho letto il tuo articolo e volevo esprimerti la mia piena condivisione di quanto da te espresso. Ancora una volta dobbiamo parlare di Cultura Alimentare e perciò di Educazione Alimentare. E’ un impegno per tutti gli stakeolder: Consumatori, Istituzioni, Imprese, Associazioni espressione delle professioni e del sociale. Creare una sensibilità corale e condivisa sul tema alimentazione è condizione ineludibile per tutelare la salute di tutti su questo versante. Complimenti ancora per la riflessione da te proposta che condivido pienamente
  2. massimo Rispondi
    sarebbe auspicabile che la scuola insegnasse come si deve italiano matematica e inglese,l'educazione alimentare o stradale o lo yoga o altre castronerie del genere non sono il tema della scuola primaria.
  3. Cristina Rispondi
    Condivido l'articolo e condivido le idee. La scuola è il luogo dell'educazione e ciò comprende anche quella alimentare, soprattutto come prevenzione sanitaria. In molte regioni le ASL e le Regioni stesse hanno interessanti progetti educativi attivi volti ad educare i bambini sugli alimenti e le loro proprietà e sulla prevenzione allo spreco alimentare. Credo che tale educazione dovrebbe partire ed essere condivisa anche dalla famiglia, che purtroppo si sta trasformando sempre più in fornitrice ufficiale di pasti congelati o merendine preconfezionate. La famiglia dovrebbe invece lottare per avere bandi ben formulati, con richieste chiare e attuabili in cui prevalga la stagionalità, la varietà e la freschezza del prodotto. Credo che le origini dei malfunzionamenti siano proprio nella stesura dei bandi stessi che andrebbero preparati da esperti consapevoli e non come semplice atto di ufficio. Per rispondere ad alcuni commenti sopra, non è una visione utopica, molte aziende oggi giorno hanno ottime mense con pasti equilibrati accompagnati da strategie educative nutrizionali a prezzi più che buoni. Se non puntiamo sulla prevenzione alimentare e dei sani stili di vita presto il sistema sanitario non potrà più sostenersi. Pretendere che i nostri figli siano nutriti in modo adeguato da noi e da chi li educa, la scuola, è un'importante azione di prevenzione. Sarebbe bello se la famiglia condividesse e supportasse questo percorso educativo.
  4. Angela Rispondi
    Condivido quanto scritto nell'articolo. ANCHE i contesti scolastici dovrebbero farsi promotori di una cultura volta alla corretta nutrizione, cosa che avrebbe ricadute positive a livello psicodisico ed emotivo, quindi non limitate a constrastare il problema dell'obesità.
  5. Pierluigi Rispondi
    Condivido la filosofia che sottende il suo articolo e credo che abbia un contenuto politico importante ed una visione migliorativa della società; e credo che i suoi concetti siano realizzabili e non utopici. Mi piacerebbe che la regione Emilia Romagna e poi il Ministero dell'Istruzione pubblica e quello della Sanità seguissero questa scia. Complimenti e in bocca al lupo per le Sue battaglie!
  6. Danilo Rispondi
    La mensa sarebbe luogo di educazione alimentare? Ma su quale pianeta? Ma mi facesse il favore....
  7. AMariner Rispondi
    Concordo con chi ha già commentato, e aggiungo che negli ultimi decenni sono aumentate le mense scolastiche e anche l'obesità infantile, (fuori topic, ma fate fare tanto sport a i vostri figli, anche se può costare qualche sacrificio) non c'è rapporto di causa effetto, me nemmeno effetti positivi. Sempre una certa mentalità conservatrice, in Italia non potrà mai nascere una airbnb delle scuole, che mette in relazione chi è a casa senza lavoro e chi avrebbe bisogno, senza la rigidità delle mense, di pasti per i figli a scuola ? Saremo come al solito colonizzati da multinazionali estere ,,,,,,,
  8. giovanni Rispondi
    L'unica soluzione consiste nel dotare ogni scuola di cucina, ci sraebbe trasparenza su fornitori, menu' e prezzi. I pasti sarebbero servti caldi e la comunità scolastica potrebbe partecipare in qualche modo alla produzione dei pasti. Quale educazione alimentare si può ricavare invece consumando i pasti plastificati di chi è costretto a lucrare su pranzi a 5 euro?
  9. Giuseppe Rispondi
    Sarei d'accordo se la mensa fosse gratuita.
  10. Massimo GIANNINI Rispondi
    "Consumo collettivo del pranzo come parte del processo educativo consiste proprio nel fatto che tutti i pasti siano uguali". L'errore d'impostazione è tutto li': voler imporre il menu e la mensa scolastica a qualsiasi costo attribuendogli delle qualità che non ha e non può avere. Senza contare che la diversità tra gli alunni è aumentata sia secondo razze, religioni e scelte d'alimentazione personali (vegetariani, vegani, allergici, ecc.).
    • Lorenzo Rispondi
      Non è un errore di impostazione e il menù deriva dalla scienza della nutrizione. Siamo nella scuola pubblica dove ogni difformità ha dei costi (es.: come garantire la tracciabilità del panino familiare mangiato dal ragazzino che fa mensa e viceversa la scaloppina assaggiata dal compagnetto che non si avvale del servizio?), alla fine non sopportabili, per la collettività (se vuol rimanere tale). Per le esigenze individuali ci sono le scuole paritarie.
  11. bob Rispondi
    ...i doveri si possono pretendere quandi poniamo tutti su una capacità di spesa almeno minima e dignitosa. Sapesse Lei cosa vuol dire per una famiglia magari mono-reddito l' economia di un ottimo panino per il bambino, oltre che il guadagno in salute. Ci si può fidare di una struttura che indice una gara di fornitura alimentare basata sul concetto del " massimo ribass"?? Un Paese dove troppe attività basano la loro esistenza su norme scritte ad hoc per favorirle e che non sanno cosa vuol dire: cliente, qualità e servizio
  12. Neviana Rispondi
    Carissima Santa, i tuoi principi sono condivisibilissima ma la realtà resta diversa. Non so di prezzi o altro, ma so che andando a mangiare in mensa tutti i giorni, in mense gestite dalle stesse società appaltatrici per le scuole, anche prendendo solo insalata e petto di pollo si ingrassa, per effetto dell'olio non di qualità e del tanto burro utilizzato, sempre e comunque, nelle cucine delle mense. Questo per esperienza diretta. Non so quanto si debba pagare ed immagino non poco, per cui capisco che alcuni decidano di provvedere diversamente. Ciao Neviana
    • marideb Rispondi
      Pienamente d'accordo,non siamo in Svezia