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  1. Henri Schmit Rispondi
    A qualche settimana di distanza il quadro è più chiaro: La May si gioca tutta sul punto 1. del mio commento (la fiscalità) e l'UE si difenderà con il punto 2. (il passaporto di libera prestazione di servizio). Il VP tedesco del PE ha annunciato che non si faranno sconti all'Uk. Alla fine sarà una partita loose-loose per UE e per UK, da far piangere.
  2. Henri Schmit Rispondi
    Cameron (l'UK) detestava Juncker (cioè il Lx), non solo perché questo era in sintonia con D e F, ma soprattutto: i grandi operatori internazionali (non solo Apple, Google, Amazon, ma anche GE, 3M, costruttori auto giapponesi, banche cinesi, gestori americani etc) non europei, desiderosi di lavorare in UE devono decidere dove insediarsi; la scelta è funzione di 1. convenienza fiscale (l'UK post-Brexit sarà facilmente competitiva), di convenienza regolamentare (l'UK rischia di perdere pesantemente contro i suoi concorrenti europei; il Lx da ormai 40 anni si posiziona sistematicamente sulle scelte più flessibili, più aperte, più permissiva concesse dai regolamenti UE; l'argomento vale soprattutto in materia finanziaria, cavallo di battaglia della City; 3. il tasso di cambio, anello debole dell'UK (a meno che adotti, come la CH, una politica il più possibile in sintonia con BCE). Toyota ha dichiarato che qualsiasi decisione d'investimento in UK è rinviata a maggior chiarezza; il tema era già acuto 16/20 anni fa quando venne deciso l'euro e la partecipazione dei singoli stati. 4. Fattori culturali (lingua, expertise professionale del capitale umano), politici (stabilità, continuità del quadro regolamentare in senso lato, fiscalità compresa) e infrastrutturali. L'UK rischia grosso. L'Italia avrebbe un'opportunità, se riuscisse a definire un orizzonte chiaro (consenso politico) su almeno 5/10 anni. (il riformismo litigioso va nella direzione opposta).
  3. Gianni De Fraja Rispondi
    La svalutazione, come sostengono gli anti-euro, aiuta chi esporta e danneggia chi importa. EasyJet e SportsDirect sono aziende che importano, quindi dovranno aumentare i prezzi, e i loro prezzi relativi aumenteranno: gli inglesi andranno più al ristorante e compreranno meno vestiti, e in vacanza a Blackpool invece che in Croazia. In realtà i problemi di queste due imprese sono altri, legati alla loro gestione (inefficiente l'una, boicottata l'altra). E sono d'accordo che l'esito della negoziazione influenzerà l'economia nel medio-lungo period. Quello che secondo me pochi dicono è che il problema maggiore dell'UK sarà la carenza di manodopera dovuta all'ateggiamento verso gli immigranti, ancor più che quello che verrà causato dalla riduzione dell'accesso al mercato europeo.
  4. Henri Schmit Rispondi
    Quid del mercato immobiliare, particolarmente liquido ed efficiente, soprattutto a Londra, e quindi ottimo indicatore economico? La variazione dei prezzi indica realtà e previsione della domanda, espressione diretta dell'attività, degli utili e dei salari. Nel frattempo gli investitori esteri hanno già perso sul cambio.
  5. Gabriele Pucci Rispondi
    Gentile professore, la sua analisi mi sembra un tentativo maldestro di convincere gli europei all'Eurexit. Miglioramenti della bilancia commerciale e maggiori opportunità di lavoro per i residenti. Mi sembra che anche Lei abbia molti dubbi sull'opportunità dell'UE. Saluti da Siena.
  6. Bruno Cavazzuti Rispondi
    Gentile Professore, non ci sono dubbi che l'economia britannica sia andata bene fine a giugno, cioè prima del voto. Quello che secondo me non ha messo in evidenza é l'impatto del calo del GBP sulla redditività delle imprese che importano prodotti, materie prime o finite che siano, in valute diverse dal GBP, e mi riferisco, per esempio, ai casi di Easyjet e di Sports Direct, che hanno rivisto al ribasso gli utili in questi giorni a causa del crollo del pound, e sono solo i primi. E che passeranno questi aumenti ai consumatori. Tutto questo, ma nessuno di noi due lo può prevedere, senza considerare l'impatto che avranno le negoziazioni dell Brexit sull'economia britannica. Magari la prossima volta che passo per Nottingham a trovare mia cognata, che insegna li, ci facciamo una chiacchierata.
  7. Emanuele Rispondi
    Riguardo la questione del tasso di cambio della sterlina sarebbe interessante approfondire sul perché sia rimasto così elevato così a lungo, pre brexit, in presenza di una bilancia commerciale in elevato deficit.