logo


  1. Marco Brocca Rispondi
    Concordo con l' analisi di Bob. Il segreto non é digitalizzare le PMI; bensì, secondo me, creare la cultura e la curiosità negli imprenditori in modo che siano essi stessi a richiedere le tic, a sentirne la necessità (ma viene da chiedersi "ne sentono la necessità?"; in genere solo quando ci si trova veramente in crisi si aguzza l' ingegno per uscirne!). Lavoro nel settore della zootecnia da latte. Trenta anni di contributi tramite piani di sviluppo rurale hanno decuplicato le dimensioni delle imprese; ma non ci é stato un parallelo cambio di mentalità negli imprenditori. Risultato: molte stalle hanno enormi capitali investiti ma sono gestite come negli anni 60 e questo ha portato ad un forte indebitamento.
  2. bob Rispondi
    prof.re l' analisi di soli dati e tebelle non riesce a mio avviso ad inquadrare il problema. Si potrebbe fare se alla sua ricerca si associa una analisi sociologica dei territori e dei distretti. Prima di arrivare alla alle considerazioni da Lei illustrate si dovrebbe analizzare il livello culturale in cui versiamo. Saper leggere e scrivere! Vogliamo partire da qui? Altrimenti si percepisce che con una bacchetta magica ...tutto diventa oro. "piccolo è bello" era lo slogan con cui per oltre 30 anni ci siamo presi in giro soprattutto in certi distretti e in certi territori. La parola marketing ancora oggi è ai più sconosciuta e sostenere " siamo bravi a produrre ma meno bravi a vendere" è una magra consolazione, un mettere la testa sotto la sabbia. L' apertura mentale, l'innovazione nasce da un incubatoio chiamato " cultura" che studia, trova, inventa e cerca poi la tecnologia per crescere. Siamo il Paese con meno lettori di libri e giornali, siamo il Paese con una burocrazia soffocante e vecchia allergica a qualsiasi innovazione . Siamo il Paese dove si mette in dubbio la cultura umanistica che è proprio la palestra del pensare
  3. paolo neirotti Rispondi
    Articolo interessante, con risultati che richiamano quelli già evidenziati un anno fa su lavoce, nell'articolo "Il buio oltre la fibra" (scritto da me insieme ad Emilio Paolucci e Danilo Pesce). Il punto centrale è infatti la limitata capacità delle imprese italiane di usare le tecnologie digitali per fare "cose nuove" e per supportare l'introduzione nuove logiche gestionali con clienti e fornitori (e-commerce, sviluppo prodotto, logistica). Questo è il punto preoccupante in merito alla capacità delle nostre PMI di abbracciare il paradigma di Industry 4.0, che rappresenta una innovazione radicale nei modelli di business e nelle modalità di progettazione e gestione di processi industriali e prodotti.
    • bob Rispondi
      "..la limitata capacità delle imprese italiane di usare le tecnologie digitali .." Le chiedo da cosa dipende?
      • paolo neirotti Rispondi
        Concordo con la sua analisi, Bob. I problemi sono legati alla disponibilità di capitale umano e manageriale. Ad esempio, per le imprese B2C vendere e promuovere i propri prodotti online richiede un insieme di competenze abbastanza complesso da costruire per un'azienda del made in italy (nuovi approcci alla comunicazione, gestione della visibilità sui motori di ricerca, nuovi approcci alla logistica). In più l'offerta di servizi legati a internet per le PMI è stata spesso inefficiente e molte imprese si "sono scottate le mani".
        • bob Rispondi
          egregio Neirotti avendo una modesta esperienza di marketing avendo lavorato 35 anni fà per una multinazionale americana io sono venuto alla conclusione che per operare sulla rete c'è bisogno proprio di una cultura umanistica di base che poi è propedeutica ( sia nel caso del web e per altro) per una cultura specifica e scientifica. Ma se non si sa leggere e capire un articolo di giornale o non si sa impostare un proprio discorso dove andiamo? Aggiungo che " capitale umano e manageriale" non si crea con la bacchetta magica si crea con progetti culturali che hanno tempi lunghi . Ecco perchè sostengo che il pur apprezzabile lavoro di tabelle e statistiche nell'articolo non solo non possono inquadrare la problematica ma assolutamente non la risolvono se non analizziamo la Storia e le origini di questo sfracello