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  1. Lorenzo Rispondi
    È utile dare lettura del seguente estratto dal resoconto della 419a SEDUTA della Commissiome del 26.04.2015, relativa alla L. 124 che mi sono appuntato: "(...) MADIA, ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione. Signor Presidente, onorevoli senatori, prima di tutto è importante sottolineare quale sia l'approccio della riforma della pubblica amministrazione che proprio in questi giorni stiamo discutendo in Commissione affari costituzionali in Senato. (...) In questo senso, credo che l'intervento che facciamo prima di tutto sulla dirigenza, e quindi sulla testa, sul motore di chi oggi lavora nell'amministrazione pubblica, sia importante proprio nella direzione del merito. Nella riforma della pubblica amministrazione puntiamo su una dirigenza autonoma ed indipendente dalla politica, così come richiede, tra l'altro, il nostro dettato costituzionale, che individua nel concorso la modalità per entrare nella pubblica amministrazione. A questo proposito, voglio dire che abbiamo dietro di noi diversi anni di cattiva amministrazione, durante i quali si è spesso entrati nell'amministrazione pubblica senza concorso e oggi vogliamo risolvere anche questa situazione, in cui spesso si è derogato alla Costituzione facendo lavorare nell'amministrazione pubblica senza che le modalità di accesso fossero state quelle previste dalla nostra Carta costituzionale. Ebbene, vogliamo una dirigenza autonoma e indipendente dalla politica, alla quale si acceda per concorso" !!!!!!!!!!!!
    • Nicolò boggian Rispondi
      Nelle aziende private in cui c'è meritocrazia ( perché lo dice chi ci lavora in modo anonimo) non ci sono leggi che obbligano al concorso pubblico o alla valutazione o una costituzione che impone l'indipendenza dei propri dirigenti eppure si fa. Togliamo vincoli e tutele e lavoriamo sul giudizio del cittadino e sugli obiettivi .
  2. Lorenzo Rispondi
    Aggiungo che le procedure di selezione ipotizzate a partire dalla rosa indicata dalla Commissione saranno gestite da coloro che adesso "selezionano" i dirigenti a tempo determinato (cosiddetti 110) con i bei risultati che quotidianamente si leggono sulla stampa, in primis lo scandalo nel Comune di Roma. Operazione veramente preoccupante.
  3. Lorenzo Rispondi
    Al limite dell'eroismo
  4. Lorenzo Rispondi
    Se la riforma così com'è scritta nel decreto approvato in prima istanza dal Consiglio dei Ministri dovesse essere applicata, rappresenterebbe la fine dell'indipendenza dei dirigenti. Saranno tutti ricattati dai politici pena il mancato rinnovo dell'incarico. Coloro che in questi anni con un impegno e autorevolezza al limite dell'eroina hanno difeso l'interesse della collettività dai quotidiani abusi della politica saranno sostituiti da yes men inconsapevoli che, per proteggere il padrino di turno finiranno davanti alla magistratura, penale e contabile.
  5. paolo Rispondi
    sono un dirigente pubblico, e il mio stipendio annuo lordo è di 48.000 € (rispetto a una base tabellare di 43.000). La riforma è stata scritta come se esistessero solamente i dirigenti della PA centrale (poche centinaia, tutti sopra i 100.000 € lordi, in incarichi di vertice con rapporti diretti con i politici governativi, e per i quali è quindi immaginabile come necessaria una forma di spoil system). probabilmente è pensando a questi numeri che si è pensato che bastassero le tre commissioni. tutte le altre decine di migliaia di dirigenti di sanità ed enti locali e territoriali (fatti salvi i dirigenti sanitari, che vilmente il governo ha escluso dalla riforma) ne rimarranno duramente penalizzati. E ovviamente saranno posti in balìa dei propri amministratori, liberi di condizionare l'operato del dirigente con la minaccia del demansionamento e conseguente licenziamento. il tutto ovviamente mascherato con una meritocrazia che l'articolo spiega bene come inesistente.
  6. Davide Rispondi
    Stamattina su Radio24 ho sentito Rughetti che asseriva che questa riforma è figlia anchedella legge 56/14, ovvero la famosa Del(i)rio, che in oltre due anni ha solo smontato un sistema senza riuscire a rimettere in piedi qualcosa di sensato... Proprio una bella stirpe!
  7. Nicolo' Boggian Rispondi
    Tutti i dirigenti ( o quasi) della PA a tempo determinato, cade il tabù del posto fisso a vita, retribuzione variabile molto forte, grandi responsabilità per i dirigenti. Ci sono punti poco chiari dal punto di vista operativo, ma per il resto chapeau. Ora i dirigenti avranno tutto ll'interesse di avere obiettivi chiari e misurabili... Se poi un politico vuole cambiare un dirigente con ottimi risultati, si accomodi. Ne pagherà rapidamente le conseguenze...
    • Vincenzo Rispondi
      Peccato che in questo modo il Dirigente sia tenuto per i testicoli dal politicante di turno, il quale, sotto la minaccia del licenziamento, potrà facilmente indurlo a fare quello che vuole.....se poi magari quel tale Dirigente ha anche incarico di supervisionare l'operato del politico, fai un pò 2+2 ....
      • Nicolò boggian Rispondi
        I buoni professionisti verranno fuori tirando fuori i ....
      • luca Rispondi
        Secondo me è giusto dipendere dagli eletti altrimenti per questi ultimi c è il rischio di non poter implementare le riforme promesse per l opposizione dei burocrati che di fatto non rispondevano a nessuno ed erano i veri padroni dell indirizzo politico. All ex sindaco marino di Roma i burocrati in combutta con lobbies e mafiosi scrivevano apposta male le delibere x farsele bocciare dal TAR . il sindaco non potendo licenziarli si doveva arrendere. Può certo avvenire il contrario di un funzionario onesto rimosso dal sindaco mafioso ma qui sta agli elettori eleggere politici decenti. X me è meglio un funzionario che renda conto di uno irresponsabile che può fare ciò che vuole in barba all indirizzo politico.
  8. Bartolo Meotti Rispondi
    Ecco una bella riforma della dirigenza Pubblica Amministrazione, in attesa della riforma della Costituzione applicata in un Paese in cui le ricche Regioni a guida centro-destra non vedono l'ora di scegliersi i propri dirigenti. Proprio una bella strategia per tenere insieme il Paese
  9. Umbe Rispondi
    Sì faccia sparire il denaro contante. 1) Tutti i cittadini devono rendere conto alla società del fatto che il loro tenore di vita sia in linea con il loro stato patrimoniale. 2)la selezione includa esami di lingua straniera, uso di strumenti informatici, test di uso del pensiero critico. I risultati siano resi pubblici sia come domande nel dettaglio , sia come risposte nel dettaglio (youtube ad esempio) associate al nome e cognome del candidato. 3) ci tieni alla privacy, tu che gestirai la MIA VITA ? Stai a casa tua a farti coccolare da mamma' ...che ogni scarrafone è bellissimo a mamma sua...
  10. andrea naldini Rispondi
    Non ho studiato il problema ma leggendo l'articolo credo che la questione cruciale sia quella di mettere in piedi dei veri obiettivi di servizio. Su di quelli sarebbe necessaria una vigilanza indipendente (vedi p.e. capacity building enti locali inglesi) in modo tale che poi la comparazione dei dirigenti diverrebbe molto più facile, oltre ad avere una distribuzione del salario integrativo rispondente ad effettivi criteri meritocratici.