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  1. Michele Rispondi
    L'operazione Atlante 2 sembra avere un obiettivo chiaro e che verrà certamente centrato: rinviare il problema MPS al 2017, dopo il referendum sulla riforma Costituzionale
  2. Michele Rispondi
    Prima di Atlante 2, non si era mai visto un investitore di "mercato" che si pone l'obbiettivo primario di acquistare a prezzi più alti gli assets in cui vuole investire. L'Italia primeggia nel mondo nella innovazione finanziaria!
  3. Carmelo Catalano Rispondi
    Atlante2 non acquista la tranche junior della cartolarizzazione delle sofferenze di MPS, bensì la tranche mezzanina. Penso che l'articolo vada corretto.
    • Michele Rispondi
      Da quello che si legge sui giornali, la tranche junior della cartolarizzazione è una partita di giro, non esiste: il prezzo relativo a tale tranche non viene pagato, le relative quote vengono distribuite agli azionisti di MPS. La tranche mezzanine è di fatto junior...
  4. Carmelo Catalano Rispondi
    Atlante prende le mezzanine. Mi sa che va corretto l'articolo.
  5. Massimo Matteoli Rispondi
    Mi domando dopo le conseguenze disastrose del "bail in" all'italiana di Banca Etruria e compagnia come si possa continuare a parlare dei "costi" della messa in sicurezza del MPS e dell'intero mondo bancario come se esistesse un'alternativa ad un intervento di sistema in tal senso. .Visto che si parla tanto di "soldi" mi domando se qualcuno ha calcolato quanto costerebbe (alle banche per prime) la risoluzione di un grande istituto del centro nord. La critica da fare è esattamente opposta: le grandi banche italiane si sono dimostrate fin troppo riluttanti ed avaro e così hanno provocato a loro stessi- e purtroppo a tutti noi - danni enormi. Quindi che facciano di necessità virtù perché le alternative sono disastrose. E che nessuno pensi di avere spalle così larghe da salvarsi da solo. Sarebbe solo un povero illuso.
  6. Stefano Scarabelli Rispondi
    PROSEGUE 3) In Europa ci si sta scandalizzando per un eventuale aiuto di stato. Forse ci si dimentica un attimo di quello che stanno facendo le banche centrali in tutto il mondo: in Giappone si comprano, con soldi pubblici, ETF sull'equity e sul real estate; in Europa, si comprano sul primario bond societari (in palese violazione dell'art. 123 del Trattato, secondo una corretta interpretazione estensiva) e si hanno aste illimitate con tassi negativi per i prenditori finanziari. Siamo sicuri che il problema sia il Monte dei Paschi? A me sembra che si tratti della classica "red herring", mentre cala un silenzio assordante, specie in Italia (dove veneriamo mr. Draghi) sul gigantesco azzardo morale che le banche centrali stanno scatenando in tutto il mondo.
  7. Stefano Scarabelli Rispondi
    A mio modesto avviso, ci sono diversi errori di fondo nelle valutazioni dei diversi analisti (e della Commissione) sul caso Montepaschi. 1) Secondo alcuni (già su questo sito Merler e Veron, in linea con la posizione delle Autorità Europee) si dovrebbero colpire gli investitori istituzionali e non quelli retail. Sul punto vorrei sottolineare che gli investitori istituzionali non esistono in natura (è un punto scontato, ma pare dimenticato) e, quindi, le perdite da questi subite sono, in ogni caso, le perdite di qualche persona fisica. Discriminare tra retail ed istituzionali significa favorire coloro che, violando il sano principio di diversificazione, hanno posto tutte le uova in un solo paniere. Peraltro, il caso Novo Banco ci insegna che la penalizzazione degli investitori istituzionali può contagiare il resto del sistema, che è già in sofferenza (il costo del capitale e del debito subordinato sta crescendo in tutto il sistema finanziario europeo, impedendo il raggiungimento degli obiettivi sul MREL e sul TLAC). 2) Comune è anche l'affermazione sull'esistenza di parti "sane" del sistema. Io credo invece che in assenza di un buco nero che faccia da calamita del cattivo credito, le prospettive reddituali dei soggetti virtuosi siano sostanzialmente nulle. In America si è cercato per ben 3 volte (Bear Stearns, Fannie Mae e Freddie Mac, Lehman Brothers) di affermare che si era in presenza di casi specifici di mala finanza: è inutile ricordare come si sono risolte le cose SEGUE
    • Henri Schmit Rispondi
      Giustissima l'osservazione sull'artificialità della distinzione fra istituzionali ed investitori retail. Diversa però è la situazione in caso di frode (di cui parla la Merler) contro la quale un operatore professionale si può premunire (chiedendo per esempio un rendimento superiore), contrariamente al risparmiatore ignaro e CLIENTE !!! della banca che ha collocato in conflitto d'interessi. Mi sembrava che la Mifid proteggesse contro tali irregolarità. BPEtruria aveva dei problemi dal 2009/2010, ma ha emesso subordinate come se nulla fosse almeno fino al 2013. Bisogna indagare chi fra amministrazione societaria e VIGILANZA è colpevole di questo disastro. Un'economia senza giustizia è una grande impostura, un grande sopruso. Le banche (italiane) non sono tutte uguali. C'è chi è gestito bene (sofferenze basse, rischi finanziari sotto controllo, cost-income ratio favorevole e assenza di irregolarità e truffe interne) e c'è chi tende verso l'opposto. Il bail-in ha il merito di obbligare i clienti, depositanti, debitori e investitori in titoli della banca stessa, piccoli e grandi, di informarsi loro e di scegliere la o le banche più sicure. Questa regola serviva perché né l'autoregolazione del sistema, né gli organi di vigilanza, né le autorità governative e legislative nazionali sono riuscite a tenere il rischio bancario in limiti accettabili.