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  1. George Rispondi
    Probabilmente le università dovrebbero: 1) per le facoltà che ne hanno bisogno (quelle umanistiche poco o nulla) "aggiornare" i programmi ogni, diciamo, 3 anni per tener conto delle necessità del mondo del lavoro 2) studiare per tutte le facoltà un corpus di conoscenze "sine qua non", aggiornabile ogni, diciamo, 10 anni o più 3) dovrebbero essere previsti per tutte le lauree soggette ad obsolescenza degli aggiornamenti obbligatori, diversi e meglio organizzati rispetto a quelli attualmente esistenti, p.e. per le facoltà "sanitarie" (che sono una inutile e burocratica perdita di tempo nel 90% dei casi). Inoltre vedrei bene un aggiornamento in cultura e realismo anche nel mondo imprenditoriale che NON PUO' pretendere di trovare "la pappa pronta" per qualsiasi specializzatissima mansione di cui abbisogna e piagnucolare che il lavoro c'è ma non ci sono le professionalità necessarie, SE SERVONO SI FANNO "IN CASA" (se non lo fanno significa che non ne hanno una necessità reale), il praticantato/apprendistato inteso come periodo limitato per imparare una abilità lavorativa particolare (e non un parcheggio burocratico a basso costo per le imprese) è sempre stato necessario e continuerà ad esserlo anche in un futuro ipertecnologico o in un altro di regressione dal primo (in cui l'italia non è improbabile finisca).