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  1. sandro Rispondi
    concordo che la legge non insiste a sufficienza sul ruolo di garaqnzia e tutela del consumatore, svolto dai periti. La norma non dispone una seria disciplina del conflitto di interesse che vieti di svolgere a ttività peritale a chi effettua compravendite immobiliari nello stesso territorio. a tutela del debitore, il perito dovrebbe essere equiparato a un consulente tecnico del tribunale tale che ha la responsabilità civile di danni ed errori fortuiti nello svolgimento dell'estimo: esistono a riguardo le assicurazioni contro errori professionali. La legge nulla dice in merito. 3) la non-retroattività della norma non si esaurisce col divieto di applciarla ai mutui surrogati..in caso di rinegoziazione del mutuo con la prorpia banca, cosa accade?? 4) una soglia minima di procedibilità potrebbe essere la stessa che Art. 76 del D.P.R. n. 602/1973), applica a Equitalia per debiti tributari, verso la prima casa adibita ad abitazione principale: l'ipoteca e il debito devono essere pari ad almeno 20.000 euro. Prima di ricorrere al leasing abitativo, per i debiti piccoli si può ipotizzare la vendita separata delle pertinenze della casa (cantina o garage, o giardino, ecc)
  2. Henri Schmit Rispondi
    Una critica alla nuova normativa è che è ipocrita ed inefficiente concedere al debitore ipotecario la facoltà di accettare o meno la nuova procedura. Giusto cioè protettivo sarebbe stato disporre che la procedura vale sempre a meno che le parti la escludano espressamente. Solo debitori professionali forti sono in grado di imporre una rinuncia del genere alla banca. Non convince inoltre il ruolo del perito. Il legislatore dovrebbe invece fare di tutto per favorire un mercato trasparente e efficiente, in particolare abbassando la tassazione delle transazioni (e recuperare sul versante tassa immobiliare patrimoniale). Ma il binomio Renzi-Padoan ha già fatto la scelta opposta, una costante di tutti governi degli ultimi 15 anni a parte Monti e Letta.
  3. Giovanni Medioli Rispondi
    E' curioso di come tutta l'attenzione si concentri solo sulle banche. Il condominio, in caso di insolvenza del condomino, può emettere un decreto ingiuntivo che porta al pignoramento (e vendita all'asta) della casa dopo solo sei mesi di mancati pagamenti, e il disegno di legge in approvazione alla Camera prevede di scendere a quattro mesi. Quasi sempre, poi, è la banca mutuante ad avvantaggiarsene. Ma nessuno ne parla.