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  1. STEFANO Rispondi
    Buon giorno, perchè continuano le differenze, distinzioni, discriminazioni tra lavoratori dipendenti/pensionati e professionisti? Non ci sono solo professionisti di serie A, come non ci sono solo lavoratori di serie B o C. Io sono iscritto alla cassa ragionieri, sono diversi anni che non riesco a pagare i contributi per mancanza di lavoro, perchè non posso usufruire delle novità Ape (pensionamento anticipato) come i lavoratori dipendenti?
  2. Giancarlo Rispondi
    egr. Simone Ferro , secondo lei è possibile fare una legge per favorire il riscatto degli anni di diploma di scuola non obbligatoria a chi non si è laureato (max 2) ? Mi sono informato e ci sono una serie di diplomi che lo permettono .... grazie
  3. Vincenzo Russo Rispondi
    Egr. Dott. Ferro, approfitto per chiedere una informazione ed evidenziare una problematica. Sono nato il 18 Gen 1955. Per ristrutturazione aziendale, mi ritrovo in mobilità fino al 31 gen 2018. Maturo la pensione anticipata il 01 Set 2018 (pagando personalmente 7 mesi di contributi). Da 01 feb 2018 a 31 ago 2018 sarò disoccupato, no pensione, no ammortizzatori, no contributi. In pratica esodato. Potrò usufruire della flessibilità in uscita? Perchè limitare il riferimento alla pensione di vecchiaia e non anche alla pensione anticipata quando, in pratica, il prestito lo ripagherò io? Perchè subire le negatività del passaggio dalla pensione di anzianità a quella anticipata e non poter usufruire della possibilità offerta ai pensionandi di vecchiaia? Dovrò per forza passare 7 mesi da esodato? Non si voleva evitare di ripetere errori precedenti? Nel ringraziarla per lo spazio offertomi e in fiduciosa attesa della Sua risposta, invio distinti saluti. Vincenzo Russo
  4. Marco Rispondi
    Per andare in pensione invece di avere un prestito da restituire utilizzo i miei risparmi tanto in banca rendono o%. In sostanza mi licenzio e mando in fumo i risparmi di una vita. Senza contare le mancate entrate dello stipendio per il lavoro perso. Ma ci rendiamo conto che è abominevole la proposta. Pur di non parlare più delle pensioni d'oro si escogitano cose assurde "all'italiana" sperando che qualcuno abbocchi. Questo è il modello American Europeo che ci stanno imponendo piano piano. Ma la riforma Boeri che fine ha fatto? Almeno aveva una finalità sociale con un piccolo sacrificio
  5. Giorgio Spedicato Rispondi
    Ma un bel contributivo puro, e riduzione dell'età pensionabile a 63 anni?
  6. Michele Rispondi
    Non sarebbe più semplice ed equo stabilire un quadro di certezze (ammontare della pensione futura al verificarsi delle condioni - fisse), rischio di morte del pensionato a carico dello stato. E poi lasciare che il mercato e le banche costruiscano prodotti finanziari ad hoc: in sostanza un finanziamento erogato a tranche mensili garantito da una quota della futura pensione? Prodotti creati sulla falsariga della cessione del quinto dello stipendio.
  7. Alfonso Salemi Rispondi
    Non riesco a capire perché si cerca sempre di complicare inutilmente le cose. Ho già proposto questa idea almeno 15 anni fa senza alcuna risposta. Se una persona vicina alla pensione andasse in pensione al 50% con una retribuzione del 50% da parte dell'azienda o dell'ente statale ed il 50% da parte dell'INPS l'azienda o l'ente non perderebbe un euro se nello stesso tempo si dovrebbe assumere un'altra persona al 50%. I vantaggi sono ovvi. il pensionamento sarebbe "soft", si darebbe lavoro ad un disoccupato, si darebbe formazione ai nuovi assunti, ..... e l'ente o l'azienda non perderebbe un euro. Se, alla fine il posto fosse eliminato dalla pianta organica il nuovo assunto passerebbe ad un nuovo incarico parziale. L'unico inconveniente sarebbe quello di prolungare di qualche mese il pensionamento al 50% (ad esempio). Non capisco perché non possa essere presa in considerazione questa proposta. Bisogna fare una legge che consente il pensionamento "parziale". Bene. i parlamentari cosa ci stanno a fare? Escogitano qualche norma SEMPLICE per attuare questa possibilità. Ogni anno vanno in pensione centinaia di migliaia di persone .......per cui ogni commento ulteriore è inutile. Troppo semplice per la mentalità della nostra politica? Ed in più i sindacati sarebbero coinvolti in modo concreto. ,Speriamo bene!
  8. Alessandro Fedeli Rispondi
    Secondo voi è normale perdere prima il 12-15% e poi ridare dal 5 al 15%. In molti casi si supererebbe il tasso di interesse dato allo Stato del 21%. Sappiano benissimo cosa significa questo.
    • Simone Ferro Rispondi
      Caro Alessandro, le aliquote di riduzione non sono ancora state definite ma saranno comunque convenienti da un punto di vista finanziario dato che lo Stato coprirà interessi e rischio morte (in parte per alcuni, totalmente per i redditi bassi). Se un lavoratore a cui spetterebbe 100 con pensione piena decide di anticipare l'uscita di 1 anno rinunciando al 15% si sta facendo prestare 85, è normale che, anche senza contare gli interessi, dovrà rinunciare negli anni seguenti a percentuali importanti per ripagare il debito. Se lo Stato si facesse carico del debito, oltre che degli interessi, torneremmo alla situazione pre-Fornero, ossia a pensioni insostenibili.
      • Alessandro Fedeli Rispondi
        Caro Simone, a me risultano questi debiti pensionistici INPS dal sito INPS: 2009 28 Mld, 2010 30 Mld, 2011 30 Mld, 2012 53 Mld, 2013 56 Mld, 2014 57 Mld - Meglio tornare al PREFORNERO. Inoltre mi mandi in pensione non a 61 anni ma a 63 mi ha preso due anni, con questo prestito , che ti ridò mi freghi altri tre anni, inoltre il coefficienti di trasformazione del 5% presupporrebbe che io vivessi fino a 87 anni: FALSO! La vita media dei nati nel 2015 è per i maschi di 80,1 anni. Morale mi dai metà del montante contributivo (se ho il contributivo) e mi freghi il 50% della pensione PREFORNERO. Più chiaro di così. POSTSCRIPTUM: in questo Paese si fanno 5 Mld di debito pubblico al mese e i 36 miliardi della decontribuzione 2015 hanno fatto meno posti di lavoro che nel 2014 (dati ISTAT - 2014 0,74% 165.000 nuovi posti 2014 / 22.191.000 dicembre 2013 - 2015 0,51% 114.000 nuovi posti 2015 / 22.356.000 dicembre 2014).