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  1. Roberto Crescini Rispondi
    La didattica per livelli è già prevista in ogni scuola. Il consiglio di classe divide periodicamente gli alunni in tre o quattro fasce di livello, e prevede interventi diversi per ognuna di esse. Inoltre nelle scuole ci sono anche tante possibilità di aprire le classi, che ogni collegio dei docenti decide preventivamente, così da poter accorpare chi ha bisogno di potenziamento o di recupero. Il peccato è che poi il docente medio raramente progetta e attua questi interventi per fasce nella didattica quotidiana.
  2. Luca Demattè Rispondi
    La proposta di stabilire tramite studio randomizzato quale modello sia migliore mi sembra particolarmente discutibile sul piano etico: a differenza di situazioni apparentemente paragonabili, penso alle sperimentazioni cliniche, la scelta randomizzata di un percorso scolastico può in effetti condizionare tutte le scelte successive del soggetto. Non si capisce poi quale autorità dovrebbe approvare il protocollo (in analogia con i comitati etici dei trial clinici). Forse sarebbe preferibile uno studio che misuri non tanto le competenze raggiunte alla fine del percorso scolastico, quanto il grado di miglioramento dei ragazzi. In questo modo, e ovviamente registrando per quanto possibile i confounders esistenti, si potrebbe forse arrivare a qualche conclusione sufficientemente robusta.
  3. giovane arrabbiato Rispondi
    Sono sempre stato uno studente eccellente, dalla matematica all'educazione fisica, e ad essere onesti gli ''asini'' sono tali semplicemente perchè non hanno voglia di studiare. Io passavo 4 ore al pomeriggio a fare traduzioni di greco e latino mentre gli ''asini'' le passavano al bar. Nota, io venivo dalla cosiddetta famiglia ''povera'', gli asini spesso da quelle ricche. Guardando indietro, sono sempre stati un peso: non solo studiavano poco, ma disturbavano la lezione e i compagni e venivano mandati avanti con il famoso calcio nel c... Se uno non ha voglia di studiare, perchè forzarlo? Perchè obbligare altri a sopportare la sua presenza? A conti fatti sono sempre stati un peso ed invece ricordo con piacere quelle pochissime occasioni in cui le classi venivano suddivise in gruppi in base alle capacità. In Italia il merito non conta e si vede dalla scuola. Perchè togliere le famose braccia all'agricolutra?
  4. ghino di punta Rispondi
    Solo un asino può trasformare “gruppi di livello” in “classi dei bravi e degli asini”. Si può essere bravo in italiano, ma asino in fisica. Non occorre solo superare la suddivisione in classi, ma la suddivisione in licei vari indirizzando gli studenti verso discipline differenziate in livelli di difficoltà. Uno studente bravo e capace in matematica studierà con un gruppo di studenti di pari livello, ma potrebbe essere meno bravo in latino e quindi trovarsi in un gruppo di livello più basso per questa disciplina. Per andare oltre, andrebbero abolite le medie e introdotte primarie di 7 anni e con almeno due maestri. Nei successivi 5 delle superiori devono essere gli studenti stessi, adeguatamente seguiti durante il settimo anno delle primarie, a scegliere un piano di studio. In questo modo si supererebbero anche i test di ammissione all'università: senza fare greco e latino di livello A non si può accedere a lettere classiche. Senza matematica o fisica di livello A niente SMFN o medicina e così via. Seguendo matematica livello B o C, latino livello B possono essere intrapresi studi tipo lettere moderne, storia, psicologia, giurisprudenza. E' bene dire che chi non ha nel suo curriculum scolastico discipline di livello A non potrà insegnarle nelle scuole superiori. Nel sistema attuale gli studenti "poco" bravi costituiscono una ingiusta zavorra per quelli capaci e meritevoli!
  5. Giuseppe Mirabella Rispondi
    Lo studente,a qualunque età, non è,e non deve diventare, un robot idoneo solo a svolgere specifiche mansioni.Pertanto, sia l'apprendimento, sia la formazione del carattere, derivano dallo studio, ma anche dall'interazione con i compagni e con tutto l'ambiente circostante. Di conseguenza, al di là di di chiacchiere alla moda e di sperimentazioni da risultati assai opinabili, penso che la formazione di sezioni sulla base di livelli di profitto avrebbe risultati deleteri.
  6. Marina Rispondi
    Molto si dice , e giustamente , sul problema del sostegno agli allievi meno dotati. Paradossalmente esiste anche il problema inverso, mi riferisco alla scuola primaria. Ho un nipote , lasciamo perdere se intelligente o meno, che apprende tutto in pochissimo tempo ed ha quindi risultati scolastici al massimo. Però a scuola si annoia e siccome è vivace "anima" la classe in modo ingestibile per le maestre pur capaci. Così accanto a votazioni al massimo accumula "note" di condotta quotidiane con il risultato di essere continuamente punito a casa (i genitori non vogliono giustamente contraddire le maestre) oltre alle reprimende che prende a causa della sua vivacità nel contesto famigliare. Insomma se per lui ci fosse un percorso scolastico un po' più "impegnativo" , perderebbe meno tempo , sarebbe stimolato e non metterebbe continuamente in imbarazzo maestre e genitori.
    • Pino Rispondi
      Il nipotino sarà anche un genio, ma: o è un po' disadattato, o gli insegnanti sono piuttosto mediocri.