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  1. Henri Schmit Rispondi
    Articolo limpidissimo, merce rara. Per me ha vinto l'Italia (cioè il governo, non gli Italiani) che può garantire una parte delle obbligazioni da emettere dai veicoli di liquidazione delle sofferenze dei quattro istituti. Ci hanno guadagnato pure le banche italiane in genere. Ci guadagneranno sicuramente i soliti gestori dei veicoli e probabilmente (una parte de)gli investitori. Ha perso la Commissione e hanno perso i contribuenti italiani (protetti dalla Commissione, benché nessuno se ne accorga, o lo dica apertamente). Quello che non capisco è perché non si propone agli altri istituti bancari interessati a sostenere il valore delle loro subordinate e delle loro azioni, cioè la loro credibilità, di sottoscrivere non solo una garanzia alle obbligazioni di un unico veicolo di sistema, ma pure una quota di capitale, come pegno della credibilità dell'operazione. Sono loro (oltre al governo ma solo per ragioni di facciata) i veri interessati al buon esito dell'operazione.
  2. Maurizio Cocucci Rispondi
    Condivido la considerazione del prof.Baglioni che questo è stato l'unico accordo possibile. Non ritengo comunque che la situazione sia drammatica, il livello delle sofferenze è certamente elevato così come quello degli incagli ma il tasso di incremento si è decisamente ridotto. Personalmente sono pienamente concorde nel principio insito nel Bail-in: i primi a subire le perdite devono essere azionisti e obbligazionisti ed eventualmente nei casi più gravi anche i correntisti non garantiti. Negli Stati Uniti le banche falliscono e non c'è intervento pubblico, noi invece abbiamo sempre scaricato su quest'ultimo il costo delle perdite mentre i profitti (quando c'erano) andavano naturalmente agli investitori. Questo sistema ha permesso che in diverse occasioni la gestione arrivasse ad essere alquanto discutibile se non addirittura illecita. Con il Bail-in sicuramente gli azionisti si preoccuperanno di nominare Consigli di Amministrazione più corretti oltre a monitorarne meglio l'operato. Poi dall'altra occorrono norme che vietino la vendita di strumenti finanziari complessi ai non operatori del settore oltre ad una sorveglianza bancaria seria che ad oggi è mancata. Con la recente Unione Bancaria e la supervisione da parte della BCE questo dovrebbe finalmente avere luogo.
  3. Massimo Matteoli Rispondi
    Occorre una seria autocritica come paese. Intanto iniziamo a dire che azzerare i 300 milioni di obbligazioni subordinate in mano ai privati delle 4 banche liquidate è stata un' ingiustizia ( visto che questi non sapevano nemmeno cos'erano) ed un colossale errore che ha aperto seri dubbi negli italiani sulla sicurezza dei 200 miliardi (!) di obbligazioni subordinate delle banche italiane. Ma c'è ancora di peggio. Le quattro banche liquidate avevano circa otto miliardi e mezzo di debiti deteriorati che con il consenso di Governo, Banca d'Italia e del sistema bancario sono stati valutati al 17,6 %, . dimenticando che nei bilanci delle banche italiane ci sono 200 miliardi di sofferenze. In questo modo in una notte hanno ridotto il patrimonio delle banche italiane di 30/40 miliardi di euro. Chi i conti li sa fare l'ha fatto ed ha immediatamente iniziato a vendere i titoli bancari. Per ristabilire la fiducia dei risparmiatori è necessario rimborsare i privati delle banche liquidate e trovare una soluzione di sistema nazionale alla bad bank, che veda coinvolti e partecipi tutti gli istituti che acquisti tutti i crediti in sofferenza ad un prezzo equo. E' difficile e costoso, ma di sicuro sarà molto meglio di come siamo messi ora.
  4. Michele Rispondi
    Piuttosto che "salvare la faccia" in modo così poco onorevole, meglio ammettere che un accordo non si trova
  5. Marcello Romagnoli Rispondi
    La legge sul bail-in diversi problemi. La legge sul bail-in è anticostituzionale (Art.47 non distingue tra i risparmiatori sopra o sotto una certa soglia) inoltre spinge risparmiatori con depositi altre i 100.000 euro ad andare a depositare in banche estere con un ulteriore problema di raccolta per le banche italiane. Il salvataggio delle banche estere con aiuti di stato sono andate contro i trattati europei e quindi chiama in causa l'art.11 della Costituzione che richiede a questo punto di fare anche noi come gli altri per motivi di parità. Se violentiamo la Costituzione Italiana violentiamo noi stessi.
  6. Carmelo Catalano Rispondi
    Va sottolineato anche che la garanzia statale può essere concessa solo le obbligazioni che cartolarizzano le sofferenze hanno un Rating minimo BBB, cioè praticamente il Rating dei TDS italiani. Cosa praticamente impossibile da ottenere.
  7. Carlo Ippolito Rispondi
    Breve elenco di opinioni personali e fatti non documentati, non collegati da nessi causali evidenti Ci si aspetterebbe di più leggendo lavoce.info, soprattutto se le aspettative sono settate partendo da voxeu.org...