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  1. Antonino Colombo Rispondi
    Breve osservazione a sostegno delle tesi di Ventoruzzo. Per alcuni settori (ad es., quello bancario / finanziario) il diritto è sempre meno legato alle specificità storiche e geografiche: non è più così raro leggere norme italiane che costituiscono una mera traduzione (per lo più dall'inglese)! Oltre al grave problema della bontà della traduzione, il vero tema "politico" è: come sono formati gli standard-setting bodies internazionali? da chi? come elaborano e come producono le "norme"? quali influenze subiscono (e da parte di chi)? quali interessi prendono in considerazione? come li soppesano e li bilanciano? Per fornire risposte a domande del genere, c'è urgente bisogno di giuristi in grado di confrontarsi con i colleghi stranieri. E i criteri di selezione e valutazione dei professori universitari non possono ignorare una simile realtà.
  2. Savino Rispondi
    Gli avvocati di oggi sono i dottori azzeccacarbugli del terzo millenio. Spazio al merito e nel cestino gli atti giudiziari fatti con i copia e incolla.
    • morselli elio Rispondi
      Limitandomi ai docenti di diritto penale, ci sarà pure una ragione che spieghi come abbia fatto a crescere, in pochi anni, il numero dei docenti ordinari da 3-4000 a 30-40.000. Evidentemente i tradizionali criteri di valutazione sono stati ampiamente stravolti, a danno della qualità.
      • Antonino Colombo Rispondi
        Sarebbe auspicabile che anche gli insider (i.e., i professori) contribuissero a fornire una risposta a tali domande (il fenomeno - credo - non è limitato al settore del diritto penale). Quanto dipende dalle regole formulate dal centro (parlamento/ministeri) e quanto dai comportamenti concreti tenuti in periferia (singoli atenei/dipartimenti)?
      • morselli elio Rispondi
        c'è un grosso errore nel mio commento: mi riferivo alla totalità dei docenti ordinari universitari e non soltanto a quelli di diritto penale. Questi ultimi saranno aumentati da 20 fino a 100 all'incirca.