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Legge di Stabilità: i nuovi numeri per il 2016

Sono ora disponibili i numeri definitivi del ddl 2111, la legge di stabilità 2016, arrivata per la discussione in Senato. Eccone un riassunto per il solo anno 2016 in una tabella che distingue tra le risorse e gli impieghi (gli interventi finanziati dalle risorse predisposte allo scopo dalla legge di stabilità).

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Come si può vedere le risorse disponibili per finanziare gli interventi ammontano a 14,1 miliardi di euro, 8,4 dei quali vengono da minori spese (soprattutto dei ministeri, delle regioni e della sanità) e per 5,7 da maggiori imposte (imposte temporanee sui giochi, voluntary disclosure e modifiche di stanziamenti di fondi preesistenti).
Gli impieghi (cioè gli interventi di minori tasse e maggiori spese) ammontano a 31,8 miliardi, almeno nel caso in cui all’Italia sia riconosciuto il bonus di 3,1 miliardi di maggiore deficit per lo sforzo profuso nel far fronte all’emergenza migranti. In questo caso il deficit aggiuntivo (altrimenti chiamato “margine di flessibilità Ue”) ammonterà a 17,7 miliardi di euro (la differenza tra 31,8 e 14,1 miliardi). In questa ipotesi il deficit dell’Italia per il 2016 salirebbe dall’1,4 del Pil previsto a legislazione vigente al 2,4 per cento del Pil.
Sul totale dei 31,8 miliardi destinati a nuovi interventi solo 5,4 vanno in maggiori spese e 26,4 vanno in minori entrate. Le riduzioni di entrata servono prima di tutto a disattivare le clausole di salvaguardia (per 16,8 miliardi). Gli interventi di riduzione delle imposte sono dunque di 9,6 miliardi, di cui 4,6 in minori tasse sulla casa e 3,5 in minori imposte sul reddito delle società e altri sgravi per le aziende. Al netto delle salvaguardie e degli aumenti di entrate di 5,7 miliardi necessari per le coperture, la riduzione nelle imposte nette prevista dalla legge di stabilità per l’anno 2016 è di 3,9 miliardi, lo 0,25 per cento del Pil.

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  1. Enrico

    Molto interessante e grazie per la sintesi. Potrebbe chiarire perche’ nella tabella raggruppa maggiori uscite e minori entrate tra gli impieghi e viceversa per le fonti? Capisco il ragioanmento contabile ma le poste hanno anche una valenza politica (un minor ricavo non e’ un maggior costo). In sintesi per me e’ la differenza tra considerare le entrate (tasse) come mezzo oppure come fine (non importa con quali impieghi). Realizzo la spending review e quindi abbasso le tasse, oppure abbasso le tasse e quindi vi fate la spending review (o debito).

    • Cristian Bianco

      Penso che sia stata creata così perché lo scopo ultimo della tabella è evidenziare la variazione del deficit e come si è arrivati a quel risultato, utilizzando quindi un approccio fonti-impieghi.

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