logo


  1. Marco Tamanti Rispondi
    Trova offerte Aeegsi", sito molto interessante e fatto bene. Purtroppo le prime due tariffe proposte nel mio caso (uniche con un risparmio invitante) non erano più sottoscrivibili da tempo. Inoltre nel prospetto presentato erano assenti molti operatori della mia zona. Come già indicato in altri interventi, credo che serva rendere confrontabili i costi. Il modo migliore è avere 2 soli voci: costo fisso mensile e costo del KWH. A parte si possono indicare le agevolazioni, ma anche quelle devono essere semplici. Tutto il resto all'utente non interessa. Quando vado a comprare un tablet, mi viene indicato il costo totale, non il costo della ram, della cpu, della batteria, del case, del vetro, dell'ottica, del sensore CCD
  2. Alessandro Rispondi
    Dai commenti non si direbbe che il mercato libero sia garanzia di risparmio. Per esperienza personale sia come assessore di un piccolo comune sia come attento analizzatore della propria bolletta mi sono accorto che: per il comune pur andando con consip i prezzi al kWh sono lievitati e non c'è verso di farlo capire ai segretari comunali che dei passivi esecutori. Per la casa privata, confrontando le bollette con amici e parenti, ne risulta che il regime di maggior tutela stravince. Per cambiare poi sono cavoli amari tra tempo dedicato e call center muro di gomma. Vero che la stressante pressione telefonica di commerciali impreparati porta frutti su anziani e famiglie che hanno voglia o capacità di fare domande tecniche. Detto questo il consumatore dovrebbe essere tutelato, ma da chi? Provare per credere.
  3. Farside66 Rispondi
    Condivido completamente quanto sostenuto da Marco Catellacci, soprattutto sulla distanza siderale tra governanti e governati. Sulla "scelta" sottolineata dall'autore, il cittadino medio è (forse) in grado di scegliere tra 2 prosciutti, non certo nel mercato elettrico. Anzi, per la mia esperienza (lavoro in un URP) il cittadino non sa nemmeno che esistono 2 mercati. Se ne accorge dopo che qualche venditore capitatogli in casa gli ha rifilato un contratto "libero" facendogli pagare bollette stratosferiche. C'è un rimedio? Come no! Ci sono gli "appropriati strumenti", cioè un call center che ringrazia per la segnalazione e promette (da marinaio) che farà qualcosa, o l'Authority (glielo vada a dire a un anziano), o i più prosaici carabinieri e associazioni di consumatori. Ma sono comunque grane, perdite di tempo e di soldi. Senza contare l'umiliazione (specie per gli anziani) per essersi fatti fregare, o il terrore (sottolineo: terrore) di non riuscire più a pagare le bollette (ebbene sì, anche questo accade nel mondo reale). Lasciamo stare il mercato telefonico: sfido chiunque a sapere quanto paga e se quella che sta usando è la tariffa migliore per lui (a meno che non passi il suo tempo a confrontare ogni giorno le tariffe telefoniche; e quelle dell'energia, dei conti correnti, delle assicurazioni ecc.). Mi scuso per il tono polemico, ma non riesco più a sopportare i disastri che la "distanza siderale" causa a noi governati.
  4. Renato Pesa Rispondi
    Condivido i contenuti dell'articolo e concordo con Martino Venerandi. Il tema centrale è la trasparenza del mercato e l'idea del TAEG è geniale [se ne parla in giro ma leggerla è sempre meglio]. Con Bolletta 2.0 avremo un costo unitario energia riportato in bolletta (costo servizi di vendita/consumi totali) ma è un valore ancora "grezzo" [include dispacciamento]. Occorre imporre per legge un criterio standard di presentazione delle offerte. In aggiunta togliere ai piccoli comuni la rete elettrica. Giusto estendere agevolazione gas (0.012498) a tutte le imprese
  5. Arturo Lorenzoni Rispondi
    Carlo, sai bene quanto la presenza di offerte commerciali non significhi che il mercato si concentri su quei valori. Con le offerte a prezzo fisso non si compra "certezza", dal momento che sono spinte solo quando i prezzi sono in discesa (si guardino le offerte reclamizzate nel tempo correlate ai prezzi dell'energia elettrica sul mercato forward). Facile mettere offerte vantaggiose nel sito AEEGSI, ma spingere invece al telefono delle famiglie offerte meno convenienti per loro, ma laute per il fornitore, sulla base di variabili oggettivamente complesse. L'AU, aggregatore per definizione, può essere uno stimolo alla concorrenza migliore di qualsiasi altro, rimanendo benchmark senza interesse di parte. Vedo molti più rischi che benefici dalla sua scomparsa, proprio in difesa della molteplicità e della scelta dei consumatori. L'assenza di un riferimento e di un operatore capace di tenere pressione su una fetta significativa del mercato a chi giova se non a chi vende?
    • Riccardo Gallottini Rispondi
      Solo nel settore energia c'e bisogno di un soggetto come AU che "stimola" la concorrenza? Eppure in altri servizi non si necessita di Un acquirente all'ingrosso pubblico. E dire che nel settore energia non avremo neanche una situazione di oligopolio come nella telefonia in quanto le societa' di vendita sono centinaia. La vera domanda e' capire come mai c'e questa sfiducia nel cittadino solo quando si parla di energia.
    • Roberto C. Rispondi
      Perfetto, concordo pienamente con il sig. Arturo Lorenzoni e con il sig. Marco Catellacci. Un supporto concreto proviene dai calcoli che ho potuto fare su due offerte ricevute rispettivamente da mia mamma (telefonicamente) e da mia cognata (porta a porta). Assolutamente negative! Con la prima, applicata ad una utenza a basso consumo pari a 1900 kWh/anno, ho dimostrato il vantaggio a mantenere la maggior tutela. La seconda, applicata a una utenza ad alto consumo, pari a 3200 kWh/anno, consisteva in una forfettizazione annuale ma, alla fine, il totale superava quanto risultante con la maggior tutela. Non voglio dire che sul mercato non esistano offerte convenienti ma occorre essere capaci di far bene i conti. Io, avendo lavorato all'Enel dal 1985 al 2000, posso azzardare qualche calcolo ma un normale utente sarebbe in balia dei venditori porta a porta, ... con quale "tutela"? La telefonia è più semplice, ci sono poche variabili (tempo e scatti) contro la complessità della bolletta elettrica (costi fissi e costi variabili, vendita, trasporto, dispacciamento, distribuzione, perdite, oneri, imposte locali, imposte generali, ..., e soprattutto: le tariffe progressive!). Insomma, non vedo solo "leggende metropolitane" ad impedire una seria svolta verso il mercato libero. A volte vedo fatti concreti, altre volte vedo un mondo incomprensibile ai più.
  6. Marco Catellacci Rispondi
    Che i prezzi sul mercato libero siano maggiori rispetto alla Maggior Tutela non è una leggenda metropolitana ma la realtà che chi come me lavora nel settore constata ogni giorno. Che si parli di privati o di aziende, nessuno oggi sa esattamente quanto sta pagando per l'energia e per come sono organizzate le bollette non ha alcun modo per saperlo. I venditori e le società di vendita a questo punto hanno buon gioco nel piazzare contratti a prezzi esorbitanti. Questo articolo rappresenta perfettamente quanto tra chi legifera e chi lavora sul campo ci sia una distanza siderale. Chiunque sia in grado di fare due calcoli può farsi assumere da una delle centinaia di società di vendita e accorgersi in un istante di quanto i clienti vengano spennati pur di "portare a casa la pagnotta", se lo facesse anche l'autore dell'articolo sono sicuro che diventerebbe il più strenuo difensore della Maggior Tutela.
  7. Alberto Villa Rispondi
    Il prezzo della materia prima e' solo una parte del problema ; con il mercato libero può capitare di spendere 7,5 euro al mese di " quota fissa commercializzazione " rispetto ai 0,90 del tutelato. Per piccoli consumi il risparmio sulla materia prima viene mangiato da questa o da un'altra delle mille voci della bolletta. Quello che l'autorità dovrebbe garantire e' l'applicazione della imposta erariale agevolata (0,012498) invece dell'imposta piena (0,175) a tutte le piccole imprese ed esercizi commerciali che ne hanno diritto. Questo sarebbe un immediato risparmio a costo zero per i consumatori.
  8. Emanuele Rispondi
    In un Stato come l'Italia dove la giustizia civile non funziona e dove l'Antitrust continua a multare gli operatori per comportamenti scorretti e questi continuano imperterriti, il libero mercato è una pia illusione dove è concesso fare razzia tra i cittadini. O forse si vogliono inventare nuovi posti di lavoro per creare altri consulenti (dell'energia)?
  9. Martino Venerandi Rispondi
    Per favorire il libero mercato dell'energia bisognerebbe imporre che le offerte tariffarie fossero facilmente confrontabili fra loro. Le offerte dei singoli operatori sono volutamente molto articolate e spesso le bollette sono incomprensibili. Da qui nasce l'insoddisfazione di chi si accorge ex-post di avere sceltro un'offerta non adeguata alle sue esigenze. Il mercato dell'energia è simile al mercato del credito (un oligopolio con pochi grandi operatori dal lato dell'offerta e il consumatore contraente debole). Nel mercato del credito è stato imposto per legge che gli affidamenti abbiano solo due voci di costo: una commissione disponibilità fondi e un tasso di interesse (art.117-bis del TUB). Questa norma, unitamente all'obbligo di esplicitazione del TAEG, ha migliorato la confrontabilità e quindi la concorrenza. Qualcosa di analogo bisogna imporlo nel mercato dell'energia. Il mercato da solo non basta.