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  1. Enzo Pisano Rispondi
    Audizione al Senato della Repubblica del Presidente dell'Autorità garante del mercato e della concorrenza Antonio Catricalà, in data 12 ottobre 2011: .... "Le frodi sono indicate dalle compagnie come le maggiori cause di aumento dei prezzi, soprattutto al Sud. Questo dato pero` non risulta all’evidenza delle indagini dell’Antitrust; infatti, nel 2007-2009 le frodi accertate a danno delle compagnie sono dell’ordine del 2-3 per cento del numero totale dei sinistri. Nel Regno Unito questo dato e` quadruplicato, mentre in Francia e` il doppio. Poiche´ non possiamo ritenere che in Italia le frodi non esistano, si suppone che le compagnie non abbiano interesse a scoprirle, perche´ non c’e` interesse a controllare i propri prezzi." .... Ritengo superfluo qualsiasi altro commento
  2. Andrea Battista Rispondi
    A me pare invece che la Relazione sia stata ben equilibrata: non e' compito di un'Authority sparare per forza a zero sui vigilati, rapporti di sana dialettica nel rispetto dei ruoli sono un valore e non un inciucio. Mostrare per forza un regolatore "catturato", senza che la cosa abbia il ben che minimo fondamento, non credo serva a nessuno. Dare ragioni ad affermazioni dell'antitrust abbastanza aprioristiche solo per guadagnare consenso pure e' inutile, meglio capire quali interventi possono essere utili e il d.l.liberalizzazioni va in questa direzione. La tutela dei consumatori e' stata trattata nella relazione all'assemblea ania e le due relazioni vanno lette assieme, come indicato da Rossi. Solo alcuni punti specifici infine. Che le frodi in Italia siamo alte e impattino sui premi non e' sbagliato solo perche' lo dicono le compagnie. In generale i premi dipendono in massima parte dai costi nell'r.c. Auto, che piaccia o no. Se scendono i costi scendono i premi ed e' quello che e' avvenuto: la lentezza deriva forse dal fatto che dopo anni di perdite le migliori compagnie stanno guadagnando da questo ramo, probabilmente in via provvisoria? Sui rami non auto non credo che ci sia nulla da rimproverare: e' evidente che certe aree non decollano per la normativa mancante ( rischi catastrofi naturali) o delirante ( r.c. Sanitaria). E' cosi' necessario che ce lo ricordi tutte le volte la relazione IVASS?