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  1. bob Rispondi
    ..un famoso "clan politico" ( non partito) aveva proposta per beceri e vergognosi tornaconto elettorali di fare areoporti da Milano a Trieste passando per BG-BS- VR-VI- TV- VE. Possiamo ipotizzare qualsiasi scenario e progetto ma se non discutiamo di queste vergognose proposte non andiamo da nessuna parte. L' areoporto per Milano doveva essere posta a Sud della città dove avrebbe pescato sul bacino emiliano e avrebbe evitato di creare un obrobrio dove il biglietto del taxi in alcuni casi costa il doppio di quello dell'areo. Non ha senso avere un aeroporto a Verona avrebbe senso avere invece un metro di superficie che copre in 40 minuti la tratta con Venezia ( come gli aeroporti a Londra). Piccoli uomini mediocri progetti...ma ci penserà l'economia del 2+2=4 a sistemare tutto e a realizzare il piamo areoporti
  2. Andrea Salanti Rispondi
    Solo un paio di osservazioni ad una prima lettura: 1) l'esempio di Oslo vale per tratte europee, ma se si parla di intercontinentale non si può negare che Malpensa è in competizione con gli altri hub europei; 2) attualmente a Orio la prima compagnia è Ryanair con circa l'80% del traffico, a Malpensa è easyJet, sia pure con una quota di traffico molto inferiore. Va bene preoccuparsi di salvaguardare la concorrenza, ma se - per far questo - si finisse per concedere un potere di monopsonio a qualche vettore, per di più low-cost (con tutto quello che questo comporta), forse occorrerebbe qualche riflessione ulteriore.
  3. Virginio Zaffaroni Rispondi
    Trovo molto convincente la proposta di mettere in concorrenza i tre aeroporti attraverso la cessione a terzi di Malpensa e la rinuncia alla fusione tra i tre.Mi chiedo solo se Malpensa, che, per quel che capisco è sovradimensionato e fuori mano, possa in un regime di concorrenza con gli altri due porre a frutto le sue potenziali economie di scala e non invece vivacchiare in uno squilibrio permanente. Si dirà darwinianamente che il successo o la sopravvivenza li deciderà il mercato. Giusto. Ma Malpensa non è un negozio di vicinato a basso impatto su economia e società. Avverto poi negli autori un tireminnanz a proposito delle "generiche sinergie" annunciate dalla fusione. Mi piacerebbe che gli autori con la consueta chiarezza riprendano in futura occasione questo punto specifico, perché a me, avendo in mente i tre termini distinti di economie di scala, economie di scopo e sinergie (di cui, mi pare, i primi due sono termini di specie e il terzo è genus), incuriosisce capire quali tra gli stessi e in che modo si applicano alla fusione societaria dei tre aeroporti.