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  1. Rick Rispondi
    La tabella postata può dar luogo a gravi fraintendimenti. Quello di cui voi parlate non è l'aumento della sopravvivenza nel senso di "tempo medio restante prima di morire" ma nel senso di "sopravvivenza media libera da progressione", cioè senza che la malattia peggiori. Inoltre fondamentale è anche la qualità della vita, in genere si usano indicatori come il quality-adjusted life expectancy". Cito da qui: http://www.quotidianosanita.it/scienza-e-farmaci/articolo.php?approfondimento_id=2663 "Dunque lo studio porrebbe il farmaco [crizotinib] come nuovo standard di cura per la popolazione di pazienti considerata. I dati dimostrano infatti che la sopravvivenza media libera da progressione risultava più che doppia nei pazienti trattati con crizotinib rispetto alla terapia standard: 7,7 mesi contro appena 3. La risposta complessiva al farmaco è stata del 65% per il primo farmaco contro il 20% nel campione di riferimento.
  2. Maria Rosaria Di Pietrantonio Rispondi
    Una cosa che mi ha colpito in questi giorni è la pubblicità su giornali e varie reti televisive che "pubblicizza" la "malattia con la C", riferendosi all'Epatite C, mi chiedo: che bisogno c'è di tale pubblicità? Chi paga per questa dispendiosa campagna? E' una pubblicità fatta da Aifa (che in ogni caso deve dare il permesso per la pubblicità attraverso un suo comitato che ne controlla i contenuti), per sensibilizzare il pubblico al fatto che ora esiste una seppur costosa cura, e che tutti ne facessero una grande richiesta...oppure è una ditta produttrice o distributrice a proporla sempre per il solito scopo di ottenere una richiesta da parte della vasta platea di malati? Sembra che voglia sensibilizzare inoltre la gente a fare dei test per verificare se hanno contratto la C senza saperlo e quindi...si attivassero immediatamente a fare richiesta del costoso farmaco, in tutti i casi non è dato da sapere dove finisce l'etica e dove comincia la finanza del farmacoPer carità, il brevetto deve ripagare la ricerca, ma qui si entra in un campo "spaziale" fatto di numeri a tanti tanti zeri. Perché non bastano i medici o personale sanitario a informare i pazienti su questo farmaco, invece che una pubblicità in tv?Si possono convincere così meglio gli stati o le regioni ad acquistarne tante dosi? Comunque ogni volta che rivedo questa pubblicità sono un pochino più perplessa.
  3. fabio Rispondi
    Buonasera, pensavo che le varie chemioterapie fossero un grande inganno, ma i dati purtroppo sono spietati, aumento dell' aspettativa di vita da 1 mese a 5 mesi, con una qualità della vita notevolmente inferiore a chi non fa chemio, costo annuo da 17.000 € a 70.000 €, chi è onesto intellettualmente e soprattutto libero da conflitti di interesse, sa che le chemio, sono solo a vantaggio per le società farmaceutiche. La prevenzione di tutte le malattie che affliggono le società avanzate e ci costano centinaia di mld all'anno, si potrebbe fare a costi bassissimi, il libro The China study di Campbell lo illustra molto bene. Per il momento pochi illuminati possono già beneficiari di salute benessere ed amore, senza prendere farmaci ed altri intrugli chimici. Grazie e buona serata