logo


  1. Enrico Rispondi
    Problema risolto (o accentuato?) : i lavoratori che hanno iniziato con co.co.co/co.co.pro etc oppure quelli che sono stati impattati dalla crisi con anni di "buco" contributivo, non andranno mai in pensione se non con la minima, malgrado abbiano pagato e (speriamo) continuino a pagare. Onestà vorrebbe che a fronte di un chiaro prognostico si potesse scegliere se versare o meno.
  2. Giovanni Antelmi Rispondi
    Per quanto riguarda i contributi pagati in eccesso, occorre anche considerare che in molte occasioni (che si tratti di uno o più contratti) il contribuente/collaboratore non sa, specie se il committente è pubblico, quando sarà pagato e, quindi, se supererà o meno il massimale INPS nell'anno di riferimento. La soluzione, però, non sarebbe poi così complicata: basta prevedere che, fermo restando l'obbligo del pagamento dei contributi entro il massimale, nel caso di contributi versati in eccesso gli stessi concorrano comunque al montante contributivo del contribuente/collaboratore. E' così difficile? Adesso, invece, c'è un furto vero e proprio ....
  3. Jack Rispondi
    riequilibrio del sistema. Andare a riallineare le pensioni di chi prende molto di più di quanto ha versato (in valori o in anni di contributi) rispetto all'attuale sistema vigente. senza ovviamente scendere sotto soglie "di povertà". Per equità sociale o par condicio che dir si voglia. I lavoratori/pensionati del 2015 non meritano certo meno di quelli del 1980 e sicuramente questi non faranno le barricate in piazza a difesa dei loro diritti acquisiti a discapito delle generazioni future (presenti).
  4. Pierluigipiccari Rispondi
    Aggiungerei il "punto oscuro" che emerge dal confronto tra il tasso annuo di capitalizzazione, risultante dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo nominale (PIL), utilizzato per determinare il montante contributivo, e le possibili alternative dei tassi delle emissioni pubbliche(esempi: Rendistato, redditività emissioni dell'anno, BTP protetti da inflazione). Appare infatti che tali differenze creano vantaggio per lo Stato e negano all'assicurato quanto otterrebbe con i suoi risparmi sul mercato finanziario.
  5. Lando Barberio Rispondi
    Sono un medico e ho avuto poche trattenute a favore di Inps gestione separata per un incarico con gettoni da parte del mio sindacato. Sono soldi confiscati! Non li rendono e non li possono riversare al mio fondo (Enpam). Mi han detto che riceverò la pensione a suo tempo in base al montante contributivo...Bel modo di appropriarsi dei quattrini altrui!
    • pier luigi piccari Rispondi
      Aggiungerei il "punto oscuro" che emerge dal confronto tra il tasso annuo di capitalizzazione, risultante dalla variazione media quinquennale del prodotto interno lordo nominale (PIL), utilizzato per determinare il montante contributivo, e le possibili alternative dei tassi delle emissioni pubbliche(esempi: Rendistato, redditività emissioni dell'anno, BTP protetti da inflazione). Appare infatti che tali differenze creano vantaggio per lo Stato e negano all'assicurato quanto otterrebbe con i suoi risparmi sul mercato finanziario.
    • Gianni Rispondi
      Non è' vero che nn è Possibile avere rimborsi
  6. Salvatore Rispondi
    Per esperienza personale ritengo il modo di fare dell'INPS truffaldina. Una delle aziende per la quale lavoravo aveva fatto un versamento a mio favore in un posto diverso da quello che doveva fare (parlo di un tempo precedente il 2005). Sono andato all'INPS indicando la mancanza di due annualità di versamenti da parte dell'azienda e l'addetto, facendo una verifica tamite terminale si accorge che il versamento era stato fatto ma che il GLA (la ripartizione del versato ai vari collaboratori) non era andato per il verso giusto. A questo punto, invece di prendersi in carico il problema, mi invita ad andare ad un CAF. Ci sono andato CINQUE anni di seguito con il risultato che sono riuscito ad ottenere il riconoscimenti di una annualità ma non della seconda. Dato il poco valore ho desistito. Quello che voglio evidenziare è che l'INPS AVREBBE DOVUTO prendersi in carico il problema e non delegarlo ad altri in quanto I VERSAMENTI ERANO STATI FATTI MA LA DISTRIBUZIONE sui singoli lavoratori non era avvenuta. Quindi l'INPS si trovava con un ammontare in entrata e non un corrispondente valore in uscita, CIOE' NON C'ERA QUADRATURA, PER ANNI, ma le cose andavano avanti lo stesso!!! Pura associazione a delinquere.
    • Lorenzo Rispondi
      Gentile Salvatore, potrebbe indicare in linea di massima quanto avrebbe dovuto ricevere, quanto invece riceverà e quanto le è costato tutto il giro in giostra? (dopo 27 anni di lavoro la mia azienda è in liquidazione e l'INPS mi dice che sono ora in gestione separata e quindi mi devo regolare se armarmi della sua pazienza per ottenere giustizia rispetto a quanto paventato dall'articolo e dal suo commento). La ringrazio e la saluto cordialmente
  7. Leo Rispondi
    Il problema più grave della gestione separata è che l'anzianità contributiva maturata nella gestione separata non è cumulabile in alcun modo con l'anzianità contributiva maturata nelle altre gestioni anche della stessa INPS. Tanti giovani e meno giovani hanno iniziato a lavorare come co.co.co, co.co.pro e compagnia cantante e il risultato certo è che i 42 anni di contributi per andare in pensione prima dei 67 anni non li potranno mai raggiungere. Se proprio devo dire la mia: è bene che anche i non più giovani comincino a rinunciare a qualcosa e a subire qualche piccola ingiustizia!