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  1. Alessandro Nanni Rispondi
    Purtroppo il discorso è molto complesso, semplificando al massimo, se si guarda alla sola CO2 allora bisognerebbe considerare anche le emissioni per la produzione e lo smantellamento dei veicoli, se il risultato è la produzione di meno veicoli il vantaggio è evidente (e secondo me prevalente). In ambito urbano, e quindi di ambiente e salute, altri sarebbero gli inquinanti da considerare ma il discorso mi pare convincente. E' chiaro che non è uno strumento di politica ambientale urbana e l'adozione di veicoli elettrici riporrebbe il problema della flessibilità.
  2. Enrico Rispondi
    Sarebbe stato più interessante utilizzare esclusivamente mezzi elettrici per il car sharing. Anche perchè sarà quella la vera rivoluzione: immaginate le città con un ridottissimo rumore di sottofondo, *molto* meno inquinamento. Immaginate il miglioramento della qualità della vita, l'impatto sulla salute pubblica.
    • Osvaldo Forzini Rispondi
      Sulla questione auto elettrica ha già risposto il commento di Alessandro Nanni: c'è un problema di "flessibilità" dell'utilizzo (ovviamente in funzione della problematica km percorribili e tempi di ricarica) per cui nel car sharing appare che per la auto elettriche si dovrebbe ricorrere all"irrigidimento" di prevedere presa e riconsegna solo in luoghi ben precisi, intendo luoghi dotati di ricarica ecc. Piuttosto, faccio notare una parte dell'articolo, in cui si segnala, in sostanza, che il car sharing può essere un mezzo di "incentivazione all'uso di auto" per persone che non la userebbero: magari senza car sharing userebbero la metropolitana o l'autobus... specie nel momento in cui si permette il parcheggio gratuito nelle zone con le strisce blù (e l'accesso in quelle ZTL). Infine, un'osservazione: 60.000 utenti (Roma, se ricordo) è un "successo"? Ci sono quei numeri che vengono maneggiati disinvoltamente, per esempio quando si fanno le raccolte di firme "2000 lettori hanno firmato la petizione!!!": premesso che potrebbe anche voler dire che "gli altri" lettori non sono d'accordo... poi sul successo va visto: è un giornale da 100.000 o da 2milioni di lettori? Non è la stessa cosa..
  3. Marco Ferrari Rispondi
    Le emissioni non sono solo il CO2, che aumenta l'effetto serra, ma in ambito urbano sono molto più dannose le emissioni di polveri sottili, di ossidi di azoto, di benzene e altre. Dannose per la salute delle persone nell'immediato, oltre che per l'ambiente. E' per questo che non si capisce come mai dal bando del Comune di Milano non siano state escluse le auto diesel.
    • Raffaele Grimaldi Rispondi
      Interessante articolo che solleva il tema delle emissioni dei veicoli del car-sharing, sistema che in questo senso è forse vittima del proprio successo e su cui è comunque ipotizzabile in futuro pretendere standard più severi (in questa fase era anche necessario facilitare l'avvio del sistema, non era così scontato che funzionasse). Tuttavia l'articolo, che nella prima parte elenca bene quali siano i benefici attesi ("minor numero di veicoli pro capite, minore domanda di spazi di parcheggio, minori costi fissi e complemento del trasporto pubblico, con una riduzione degli impatti energetici e ambientali, tenendo anche conto dei cambiamenti sui modelli di proprietà e utilizzo di veicoli"), sembra poi concentrarsi sulle sole emissioni di gas climalteranti, che sono solo una delle componenti in gioco. Un'analisi più completa dei costi e dei benefici mi sembra necessaria (la mia impressione è che sarebbe positiva).