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LUNEDì 22 DICEMBRE 2014


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  1. BOLLI PASQUALE Rispondi

    Non c'è alternativa:fermarsi prima, per evitare di suicidarsi dopo.Solo un comportamento irresponsabile potrà spingere,oggi,un soggetto ad intraprendere un' iniziativa economica.Che certezze consente lo scenario politico,economico e finanziario nel nostro Paese? Chi ci governerà in futuro? Se i protagosti della politica saranno sempre quelli che hanno devastato la nostra società c'è poco da stare allegri.Il nostro sistema economico è al palo:non ci sono risorse finanziarie perchè assorbite da devastanti interessi sul debito pubblico ,evasioni fiscali e rapporti tra politica e criminalità organizzata:Perversi veti incrociati non ci consentono di riformare giustizia,conflitti d'interessi ed informazione.Quando si vorrà decidere che i parlamentari non potranno esercitare professioni oltre il loro mandato? E' vergognoso assistere che parlamentari-avvocati fanno le leggi su loro misura per tempi e contenuti..Siamo alle barzellette! Come si potrà con questi concetti e comportamenti assistere al declino della Gig? Potremmo immaginare che tra Banche e politica non ci sarà collusione? Le disposizioni sulle commissioni bancarie sono state approvate di giorno e cancellate di notte!

  2. SAVINO Rispondi

    E' sacrosanto fare le riforme oggi. Ma quando le avremo completate, con un mercato del lavoro efficiente, con le liberalizzazioni e le semplificazioni burocratiche, con le infrastrutture, magari col costo del lavoro più basso, con le tasse più leggere ecc., vedremo con i nostri occhi le scarse capacità dei nostri "imprenditori". In Italia nessuno vuole investire per dare lavoro ricavandone giusto profitto e nessuno vuole pagare le tasse sui propri ricavi, dichiarandosi piuttosto "povero". In italia l'imprenditore è il prenditore di soldi pubblici che scava una buca, compra una Ferrari e scappa col malloppo (vedi legge 488), alla faccia dei lavoratori in CIG, CIGS, mobilità, disoccupazione (con sussidi vecchi e nuovi) e stato di precarietà (con contratti vecchi e nuovi). Tremonti addirittura voleva abolire l'art. 41 della Costituzione, ultimo baluardo di rilevanza sociale dell'attività di intrapresa, cioè, è il senso di quella norma costituzionale, facendo l'imprenditore fai qualcosa per la società perchè dai lavoro. Ho una sola domanda da fare: si può andare avanti così, senza nessuna etica?

  3. marco Rispondi

    Penso che non si possano sempre operare riforme in perdita per i lavoratori; le riforme dovrebbe portare a un miglioramento della vita civile sociale economica di una nazione non a un suo peggioramento ma a un miglioramento dello spread- In un momento così difficile lo stato, per essere equo, dopo tanti sacrifici richiesti, dovrebbe potenziare e rendere più efficaci gli ammortizzatori per far ripartire l'economia....I disoccupati ovviamente aumentano ma in compenso continuiamo ad avere un formidabile numero di dipendenti pubblici che hanno due o tre stipendi o occupano diversi incarichi o magari lavorano pur essendo pensionati-sarebbe veramente bello vedere un giorno un grafico che riassuma questo fenomeno e spieghi quanto lo stato potrebbe risparmiare dal taglio di questi strani sussidi...