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  1. milva Rispondi

    Quarantasei anni belli e compiuti, contratto a tempo indeterminato con azienda che mi licenzia. Mi assorbe altra azienda, per lo stesso lavoro di prima, che mi paga di meno, mi fa lavorare di più e mi demansiona, ma che in compenso mi fa un contratto a tempo determinato...scaduto in questi giorni. Cercavo informazioni su se, e quanto, mi spetta di indennità di disoccupazione se, come sembra, l'azienda nn rinnoverà il contratto...e mi sono imbattuta in questo articolo. Penso che sia necessario parlare di reddito, sganciandolo dal lavoro e dal tipo di contratto, non di indennità di disoccupazione che prevede che tu sia stato occupato con tutta una serie di condizioni. Gli affitti in dieci anni sono aumentati del 130%. Le assicurazioni rc? Almeno il doppio. La sanità? Provate ad ammalarvi poi ne parliamo. L'istruzione? I ragazzi si devono portare la carta igienica da casa. Se non parliamo di reddito di cittadinanza o non abbiamo case popolari o sanità gratuita etc., parliamo solo di fuffa fritta. E' il "contratto sociale" che va rimesso in gioco.

  2. Angelo Glasgow Rispondi

    Se fossi un liberista direi che la tua proposta è unemployment-improving.

    • La redazione Rispondi

      In astratto sì, ma seguendo questa logica la prostituzione minorile risulta unemployment reducing!

  3. antonio ferrara Rispondi

    Ho 44 anni. Disoccupato da più di 12 mesi. Molto importante a mio avviso sono le parole utilizzate che troviamo nei media. La prima parola "cancellata" in quanto molto "pesante" è disoccupato. O sei precario o assunto a tempo determinato. Per continuare, il precario è un giovane. Ma in pratica è un non senso. Il precario è un lavoratore di qualunque età che non ha un lavoro a tempo indeterminato. Credo che si faccia finta di non capire, e non che non si capisca, che il problema va visto nella sua totalità e non creando delle ripartizioni inutili e fuorvianti tra giovani e meno giovani. Lo Stato ha posto delle agevolazioni per far lavorare i più giovani fino ai 32 anni. Dopo si comincia ad essere vecchi. I giovani di oggi non riflettono abbastanza sul fatto che anche loro, passata la "giovinezza", saranno ritenuti sorpassati. Pertanto è da ripensare tutto. E' inutile cucire pezze su un vestito ormai inutile, ma si continua a far finta di non capire. Il futuro è sotto gli occhi di tutti. Attendo speranza. Saluti

    • La redazione Rispondi

      Ad oggi in Italia i precari sono in maggioranza "giovani", ma questa proposta non ha nulla a che vedere con l'età di chi non ha tutele.

  4. jasper Rispondi

    E' davvero interessante vedere come qualcuno si stia scervellando per risolvere il problema, dando una ritoccatina di quà, una limatina di là, pesando con il bilancino i vari ingredienti ("forse ne ho messo troppo, ma no va bene così ecc.ecc."). Ci si sta arrovellando sul nulla perchè siamo in "Itaglia" e non cambierà nulla. A suo tempo (Accordo sul costo del lavoro anno 1993 * Pacchetto Treu 1997 e poi avanti, a seguire Legge 30) sono state aperte le gabbie senza porre volutamente alcun freno agli abusi di una classe imprenditoriale becera e Italiota. Ma ormai il danno è stato fatto e le promesse a vuoto su "un robusto meccanismo di Welfare", promesso svariate volte e mai mantenuto, non incantano più nessuno. Il Presidente dell'Inps, che rifiuta di fornire ai fruitori della Gestione separata i mezzi per sapere quanto prenderanno di pensione "perchè avremmo una sommossa sociale", ha detto cinicamente il vero. Mio figlio è andato all'estero e non tornerà mai più in italia, paese dei pagliacci, mentitori, furbi, disonesti e farabutti.

    • La redazione Rispondi

      Nel testo si dice chiaramente che si tratta di una soluzione da adottare nel breve periodo. Condivido l'idea che il nostro sistema di welfare debba essere radicalmente riformato in senso nordeuropeo. Ovviamente per questo servono soldi e tempo.