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  1. sandro Rispondi

    perchè lo Stato dovrebbe ritirare somme per un soggetto di diritto privato come la Siae? L'unica tassa che non finisce direttamente all'Agenzia delel Entrate, è il canone Rai, che è riscosso dall'Agenzia delle Entrate a fronte di un contratto di servizio pubblico: La RAI ottiene dei soldi, se non pago l'Agenzia delle Entrate cura la riscossione, ma a fronte di un obbligo di servizio pubblico. La Siae quale servizio pubblico offre? E' pure molto discutibile la teoria dell'equo compenso come risarcimento preventivo per la presunta violazione del diritto d'autore. Non credo che esistano in commercio altri esempi di prodotti tassati per risarcire preventivamente terzi del danno presunto derivante dalla loro vendita.

  2. Pier Paolo Rispondi

    Se si fa pagare una tassa alla fonte su un presunto utilizzo da parte dell'utente finale, si deve come minimo togliere a tale utilizzo ogni possibile configurazione di reato o illecito. In parole povere, se su ogni dispositivo di memoria elettronica si paga un balzello alla Siae poichè probabilmente verrà usato per registrare copie "pirata", tali copie dovranno ritenersi perfettamente legali e approvate. Sempre che la legge italiana rimanga nell'ambito del diritto e della logica.

    • La redazione Rispondi

      Vorrei rispondere per sottolineare, ancora una volta, come il sistema dell'equo compenso e della copia "privata" nulla abbia a che fare con la legalizzazione delle copie "pirata" realizzate con il file-sharing. L'eccezione in oggetto, combinata col il 'balzello' pagato alla SIAE, copre solo le copie effettuate da chi ha acquisito legittimamente un esemplare originale di una registrazione audio o video, e non altri utenti. L'eccezione ha quindi un ambito piuttosto ristretto che non giustifica la proliferazione indiscriminata del prelievo, criticata nell'articolo.

      Giuseppe Mazziotti