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  1. uninformed trader Rispondi

    Nel caso di Lehman Brothers non erano necessari nemmeno i CDS. Un'obbligazione (non un'azione) che perde decine di punti percentuali in qualche settimana andava subito tolta dall'elenco pattichiari, a prescindere dal fatto che avesse rating A+. Ergo, fasullo è Patti Chiari come fasulli sono i rating e le società che li emettono. Io ho in portafoglio obbligazioni di Ford, Kazkommers, Banca Italease, TDC.....tutti junk bonds e nessuno è ancora fallito....Sono fallite Lehman e le banche islandesi: Glitnir, Kaupthing, Landsbanki che avevano rating A (anche doppia)...... Il sistema va rifondato, non ritoccato.

  2. francesco Rispondi

    Il mio intervento è dal p.v. giuridico ad adiuvandum. Mi fa piacere che qualcuno abbia finalmente scoperto che gli obblighi di permanenza nell'elenco per le obbligazioni basso rischio erano due. Dal mese di settembre, quale giurista del settore, cerco di far comprendere alla moltitudine di opinionisti che si affacciano in tv, che non solo di rating bisogna parlare. L'ultima in ordine di tempo è stato del banchiere E. Doris in una trasmissione di LA7 che, in soldoni, ancora una volta sollevava le responsabilità del Consorzio Patti Chiari ed in sostanza delle consorziate banche, imputandone la colpa, al mancato downgrade delle società di rating. Il perimetro di variazione per le obbligazioni era dello 0,3% giornaliero e mi chiedo se quelle obbligazioni l'avessero superato nelle settimane di settembre. Se si, vi è una chiara omissione di controllo di chi aveva fatto intendere che avrebbe vigilato. Violazione dell'affidamento; violazione di adeguata diligenza professionale. A chi ha sottoscritto le obbligazioni di acquisto è stato detto che banca attraverso il consorzio avrebbe vigilato se vi fosse stata una variazione del rischio (in fase di pre- in fase di acquisto e post vendita).

  3. Luca Rispondi

    Io non sono un investitore abituale. Ho fatto qualche esperienza ed ho realizzato che il mercato è in balia di gente senza scrupoli e speculatori. In casi gravi, almeno in Italia, questi dormono sonni tranquilli. La CONSOB è una istituzione assorbi stipendi e basta, dato che arriva sempre dopo, quando è inutile. Su patti chiari, poi, che ritengo quasi inutile, ho visto come affrontano i mutui. Avessi mai trovato una spiegazione che indicasse la convenienza di un piano di ammortamento rispetto ad un altro? Ci fanno bombardare dalla pubblicità dei tassi vantaggiosi, ma poi a conti fatti si scoprono le sorprese. Oramai quando è tardi!

  4. lorenzo Marzano Rispondi

    1) E' una bestemmia pensare che la società di rating europea da alcuni auspicata sia di natura pubblica? (certo per un agenzia di rating solo in Italia non oserei porre tale quesito!) 2) ora che anche i profani hanno capito -più o meno- cosa sia un CDS , per un ovvio sillogismo -visto che il CDS e il differenziale dei tassi dei buoni del tesoro italiani hanno uno spread rilevante rispetto ai Bund tedeschi- significa che bisogna investire in Bund come stanno facendo molti amici? 3) ma come si fa a ripristinare la fiducia in un mercato finanziario influenzato pesantemente da quello americano in cui scoppia il caso Madoof che organizza una catena di sant'Antonio da 50 miliardi di dollari truffando per anni fior di banche e fondi. Si dice anche che molti avevano lanciato l'allarme da anni. Patti oscuri mondiali ridicolizzano i patti chiari italiani.

  5. raffaele Rispondi

    Bell'articolo, complimenti, però non è vero che il Var si basi "solo" su dati storici. Mi occupo di market risk e tutti quelli che se ne occupano sanno che esiste anche il Var parametrico (nel caso dei bond basato sulla duration dei titoli, nel caso di azioni sulla volatilità a 10gg di solito) oppure, ancora meglio, in Var con Metodo Montecarlo, che "predice" il futuro sulla base di scenari casuali. Comunque concordo che sarebbe meglio usare i cds, anche se questo mercato per certi titoli può essere ipersottile, essendo demandato solo al fatto che ci siano delle controparti disponibili a contrattare; in assenza di controparti i valori dei cds non hanno significato (mentre il Var può comunque essere calcolato!).

  6. fuffalandia Rispondi

    Era evidente sin dalla sua introduzione che pattichiari introduceva un sistema di valutazione scorretto e non stupisce il fatto che quasi nessuno l'abbia fatto notare. Le banche italiane, del resto, grazie alla disinformazione dilagante e all'ignoranza dei risparmiatori hanno sempre spinto la raccolta diretta con emissioni a spread abbondantemente sotto il mercato (in questo periodo nell'ordine del 3% annuo) e la raccolta indiretta che al lordo dei costi impliciti di emissione (ad esser buoni 1%) hanno commissioni medie pari allo 0.70% annuo. Se mai dovessero introdurre dei criteri di valutazione oggettivi vedrebbero ridurre i proventi dal collocamento di obbligazioni drasticamente con effetti negativi sul bilancio, sulla capacita' di dare credito al sistema economico, di dare lavoro a qualche milione di persone. Non cambiera' nulla finche' banche imprese e media faranno riferimento agli stessi interlocutori.

  7. Tommaso Coco Rispondi

    Troppo facile dire ora che il sistema era inadeguato e sarebbe stato meglio valutare l’andamento dei CDS: poiché questi erano già noti (a loro, non ai risparmiatori che non potevano averne accesso), perché non sono stati adeguatamente valutati i segnali che ne sono derivati? Devo continuare a credere che gli intermediari di cui dovrei aver fiducia agissero in buona fede? O loro, proprio attraverso questi strumenti, si sono coperti dal rischio di default e l’hanno scaricato sul risparmiatore volutamente tenuto all’oscuro? Perché la Banca d’Italia non controlla se ci sono Banche che, mentre si coprivano con assicurazioni sui bond Lehman in loro possesso (sebbene di rating A+), contemporaneamente le piazzavano ad ignari risparmiatori? E mi fermo qui.

  8. raffaele Rispondi

    Ovviamente, anche gli spread dei credit default swaps non sono uno strumento efficace nel caso di una crisi sistemica come questa, per la rapidità di propagazione. Il punto è: sanno gli investitori cosa stanno comprando? Hanno mai sentito parlare di, faccio un esempio, SNS bank quando una sua obbligazione viene proposta? Certo che no! E perchè se vado in banca ad acquistare, ad esempio, un bond della BEI sul mercato secondario esco con un bond bancario in emissione, magari con un rendimento inferiore a causa delle commissioni di collocamento? Al contrario, il conflitto di interesse non dovrebbe avere un prezzo che la banca mi dovrebbe pagare? Alla base di tutto c'è, ovviamente, una vigilanza prudenziale da migliorare fortemente e l'eliminazione del conflitto di interesse. Non si faccia finta di non capire.

  9. Enzo Michelangeli Rispondi

    Usare i CDS spreads per valutare il rischio può rappresentare una parziale soluzione per gli investitori individuali, ma non certo per le istituzioni finanziarie che fanno il mercato e determinano il valore dei CDS stessi: altrimenti si finisce come nella storiella della stazione radio del Far West che basava le sue previsioni meteo in merito alla rigidità dell'inverno sulla quantità di legna da ardere accumulata dagli indiani, i quali a loro volta accumulavano legna sulla base delle previsioni meteo sentite alla radio... Per giunta, i CDS, a differenza di altri derivati, si basano su fattori generalmente opachi al mercato (quali posizioni creditorie di dubbia esigibilità, problemi organizzativi, business model difettoso etc.) ed è tutto da dimostrare che in questo contesto inquinato da asimmetrie informative il meccanismo dei prezzi possa fornire indicazioni affidabili. La verità è che neppure il mercato ha il potere di far emergere informazione dalla sua assenza: se così fosse, non avremmo assistito alla recente paralisi del credito interbancario... O i regolatori troveranno modi di forzare una maggiore trasparenza, o bisognera' peccare di eccesso di prudenza.

  10. nat Rispondi
    Meglio evitare tutto quello che propongono le banche ed investire in titoli di stato italiani. Esse invece continuano ad offrire i loro prodotti come se fossero sicuri. In realtà sono praticamente fallite.
  11. maria di falco Rispondi

    Penso che sia giunto il momento di cominciare a lavorare per un'agenzia di rating europea, cosa assurda da capire, ma non esiste. Mi piacerebbe sapere dagli studiosi di economia e di finanza internazionale il perchè di questa assenza. Inoltre, il conflitto d'interessi che si crea quando i vertici delle banche sono gli stessi delle società di rating dimostra due cose: a) il capitalismo non si sa difendere da se stesso ! Assurdo anche questo, ma vero! b) valori come l'onestà e la sobrietà devono essere ri-valorizzati b1) se l'onestà è un valore ed il capitalista/ imprenditore è soprattutto un innovatore (Schumpeter dove sei ??) che aspettano le associazioni di categoria come Confindustria a darsi codici deontologici, invece di perdere tempo dietro agli imprenditori perdigiorno e fannulloni?