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  1. Giuseppe Spazzafumo Rispondi

    Io credo che l'unico intervento serio per aiutare le famiglie e rendere l'IRPEF più equa sia quello di rapportare l'imposta al singolo e quindi sommare tutte le entrate di ogni nucleo familiare, dividerle per il numero di componenti e calcolare l'imposta che ogni componente deve pagare. Togliere ovviamente di mezzo le detrazioni per familiari a carico, eliminare assegni aggiuntivi ecc. Ne risulterebbe un sistema più semplice e più equo. Probabilmente sarebbe necessario rivedere le aliquote al rialzo, ma in sostanza pagherebbe di più chi oggi ha un reddito elevato e deve pensare solo a se stesso, mentre si avvantaggerebbe chi con un solo reddito ha più persone da mantenere.

  2. Alberto Lusiani Rispondi

    Non condivido l'impianto ideologico statalista della riforma proposta, anche se singoli punti come la riduzione dell'imposta al 38% su redditi medio-basse sono piu' che corretti. Per es. si prevede che lo Stato tassi un contribuente per poi ritornare una "dote fiscale" ai suoi figli addirittura "come assegno in busta paga". Personalmente preferisco tutt'altra idelogia, quella liberale dello Stato minimo, e preferirei che l'IRPEF fosse esattamente zero sulla parte di reddito commisurata al costo della vita per il contribuente e tutti i suoi familiari (quindi con deduzioni del reddito come quelle passate di Tremonti ma pari a >10mila euro per persona, poi meno che proporzionali al numero dei familiari per tener conto delle economie di scala, ma costanti col reddito al contrario di quelle di Tremonti. Sulla parte eccedente ci potrebbero essere poche aliquote progressive (come 30% e poi 40%, oppure meglio 25% e poi 35%). Quanto ai sussidi agli indigenti, in un paese ad alta illegalita' e lavoro nero nel 40-50% dello Stato come l'Italia sarebbe saggio limitarsi ad interventi ridotti e possibilmente calibrati per non incentivare l'imbroglio di massa (es. food stamp USA).

  3. Marco Lorenzetto Rispondi

    Secondo me, l'educazione ed il mantenimento dei figli dovrebbero essere sostenuti non tanto con interventi di tipo fiscale quanto con miglioramento dei servizi. Chi assicura che il maggiore reddito disponibile, ottenuto in virtù del minore carico fiscale, sia effettivamente utilizzato per gli scopi desiderati? Non sarebbe meglio fornire pari opportunità a tutte le fasce di reddito migliorando, ad esempio, la scuola pubblica?

  4. Giorgio Antonello Rispondi

    Mi scuso se il mio commento sarà OT, tuttavia prima di mettere mano all'irpef nonsarebbe meglio togliere o ridurre alcune ingiuste imposte indirette, quali ad esempio l'imp di bollo sull'estratto conto, che colpisce allo stesso modo il pensionato e il capo del governo? Inoltre: se attraverso le imposte si cercasse di costruire un rapporto dialettico tra eletti ed elettori, imposte come il bollo su estratto conto, che ci vengono tolte dalla banca e poi non si sa dove vanno a finire andrebbero tolte al più presto.