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  1. claudio bellavita Rispondi

    Tutto bene ma resta l'impressione di un 'enorme e macchinosa invadenza di uno stato mamma, che entra nei dettagli delle % in cui si può operare una deduzione o un contributo, quasi accompagnandoti per mano su ogni passo. Spostandoci di problematica, c''è nel ministero delle Finanze un delirio di onnipotenza e di regole complesse e variate di anno in anno, che si manifesta soprattutto contro i lavoratori autonomi, obbligati ogni anno a aumentare gli oneri di commercialista. E non è che i "viscalisti democratici" abbiano semplificato le cose, tutt'altro.

  2. MUSSARI FERDINANDO Rispondi

    L'antitrust non è il corretto ente che può regolamentare il mercato del medicinale in quanto il sistema NON è DI MERCATO, per la presenza del terzo pagante, perchè è l'offerta di salute che crea la domanda. il pay back non si riperquote solo sull'industria ma anche sulla catena del farmaco che non può controllare queste dinamiche. il governo di questo settore va demandato alla costruzione di procedure terapeutiche nazionali riconosciute.

  3. Valerio Poppi Rispondi

    Credo che si tratti di una non approfondita comprensione del mercato dei farmaci, si continua a non distinguere tra dinamiche di mercato di questi ultimi e dinamiche di mercato di altri beni (poniamo degli snaks), è evidente per chiunque che in presenza di farmaci validi ed utili questi si imporrebbero oltre le quote (si immagini una nuova terapia per una malattia oggi non curabile), il cui sistema al contrario serve a regolare le azioni di marketing aggressivo in assenza di innovazione terapeutica. Ciò che è ad libitum per gli snaks: l'essere aggressivi nel marketing per accrescere le quote, sarebbe bene che non lo fosse per i farmaci.