logo


  1. Cosimo Rispondi
    In merito all'articolo "Servizi finanziari, mancano ancora le regole essenziali" del Prof. Luigi Spaventa vorrei segnalare che tra i pericoli per la trasparenza del mercato, a proposito del "piatto forte" della direttiva sui servizi di investimento, c'è la possibilità per le grandi aziende di non passare più per gli intermediari ma di andare direttamente sul mercato diventandone membri. In secondo luogo vorrei far notare come uno dei problemi principali che pone questa direttiva e che l'articolo non cita è quello dell'autorizzazione alla quotazione. Oggi è infatti affidata al mercato (Borsa Italiana S.p.A.) ma in un mercato concorrenziale, che la direttiva si propone di creare, dovrà essere affidata per forza ad Authority indipendente (Consob?). Vorrei sapere una vostra opinione su questi due temi. Nel ringraziarvi anticipatamente, vi faccio i miei migliori auguri per il primo anno di questo progetto che spero duri a lungo Cosimo
    • La redazione Rispondi
      Sul primo punto, se ben ricordo, solo le società di assicurazione e i gestori possono essere "eligible counterparties" sul mercato; non le grandi aziende. Il problema dell'internalizzazione riguarda le investment firms. Sul secondo punto. Il problema è stato risolto dagli inglesi, che, quando hanno privatizzato il LSE, hanno affidato la ammissione a quotazione a un'autorità indipendente: la UK Listing Authority. Ma il problema si pone a motivo della privatizzazione delle borse, per evitare conflitti d'interesse, non a motivo della concorrenza fra borse. Un titolo può essere ammesso a quotazione su un mercato regolamentato e poi ammesso a negoziazione su altri mercati. Le questioni che si pongono riguardano soprattutto le regole di trasparenza e di informazione sui mercati ove vi è solo negoziazione. Luigi Spaventa