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  1. Max Rispondi

    E' noto che gli imprenditori abbiano mille modi di evadere o eludere l' IRES ... e lo facciano costantemente. A mio avviso ciò non è del tutto sbagliato in quanto l'imprenditore in genere crea ricchezza e paga tasse e contributi sotto forma di stipendi pagati ai dipendenti. L'IRAP d'altra parte è un'imposta che effettua un prelievo a prescindere dai redditi dichiarati .... un fisco moderno che favorisca le imprese e la voglia di fare impresa dovrebbe dire: caro imprenditore ti abolisco l'IRES (che tanto fai di tutto per non pagare) ma tengo l'IRAP perchè comunque per un tot devi contribuire al sostentamento dello stato e della comunità. Quest' IRAP però te la miglioro introducendo esenzioni per le imprese giovani, esenzioni per ricerca, etc.... non sarebbe un sistema più equo così ?

  2. Tino Rispondi

    Non so come fossero le tasse che l'IRAP ha sostituito, ma, per me, è odiata soprattutto perchè è slegata dal vero andamento dell'azienda. Per di più è stata introdotta in anni in cui le aziende italiane, specie manifatturiere, si sono trovate ad affrontare un mercato sempre più concorrenziale, che le obbliga a combattere con margini risicati. Vedere che lo stato tramite l'Irap, ma anche con altre voci indetraibili ai fini Ires, si crea un'entrata certa partendo dall'assunto che se un'azienda registra un costo deve avere un conseguente guadagno, ha creato questa fama di tassa vessatoria. Infatti, al momento di redarre il bilancio, si sarebbe portati a pensa: costi-ricavi= utile su cui calcolare le tasse. Invece negli anni ci si è spostati molto da questa formula!

  3. Francesco Caivano Rispondi

    Tutte le imposte sono evase da parte di coloro che ne hanno la possibilità. E' noto che solo i lavoratori dipendenti ed i pensionati non possono evadere le imposte, tutti gli altri lo possono fare e, di fatto, lo fanno tranquillamente e senza vergognarsene. Conosco degl'imprenditori che non solo evadono le imposte dirette e indirette, ma se ne fanno una ragione ed un vanto. Come dire una forma di rivincita nei confronti dello Stato che li trascura non chiedendosi da dove prendono i soldi per i loro consumi (ville, suv, vacanze esotiche, ecc.). L'IRAP, però, è un'imposta che è quasi impossibile da evadere, anzi la si evade solo per la quantità di profitto che, com'è noto, è un elemento che viene quasi sempre nascosto. L'IRAP è antipatica solo perchè di difficile evasione, che sia tecnicamente corretta e, nel breve periodo, difficilmente sostituibile agli evasori abituali non importa un fico secco. E' del tutto falso che l' IRAP possa determinare un aggravio di costi relativi alla tenuta della contabilità perchè chi redige il bilancio dovrebbe essere addestrato alla sua veloce rielaborazione. Esistono anche dei software in materia.

  4. Paolo M. Rispondi

    Finalmente qualcuno che esamina l'imposta con criteri tecnici. Queste cose si sentono solo nelle università e purtroppo i cittadini le ignorano. E' giustissima quest'opera di alfabetizzazione economica che portate avanti, perchè spesso la gente vede e conosce solo un lato di un problema che di lati ne ha 100. Lo scusante che è un imposta ridicola perchè si paga anche in caso di perdita d'esercizio è quasi esiderante. Potrei elencarne parecchie imposte che hanno queste peculiarità. Il problema è che l'imposta è efficacie anche verso coloro che non sono abituati a pagare l'Ires...ed è questo che la rende "scandalosa"

  5. valter ottello Rispondi

    Mai nessuno ha letto "euroschiavi"? Nessuno segue "canale italia"? Che pure fà .it sul web! I nostri politici al Parlamento europeo vengono descritti "fatcat"! I nostri politici sono i più pagati, i nostri politici sono quelli che ti guidano ad utilizzare i derivati per ripianare il debito degli enti locali, come apparso su "il cannocchiale blog": il derivato Tremonti!!! E basta con questa Italia. Sarebbe gradito un'intervento di Napolitano. Chissà però se è qualcuno, in alto, è interesato alla salute ed all'interesse dell'italiano medio. Sempre più spesso si sente dire che il pesce comincia a puzzare dalla testa e Bruno Vespa che incita gli italiani ad andar a prendere i politici con "il forcone" se non esaudiranno le preomesse fatte durante la campagna elettorale. Ma gli "studi di settore", è forse una legge anticostituzionale? Forse, molti di quelli in alto, non l'hanno neppure letta. L'ultimo bellissimo Decreto Legislativo è quello del 19 novembre 2008 n. 194 (art.2 comma 1, art. 10 comma 4). Einaudi si starà rivoltando nella tomba e provando vergogna dei tempi attuali, sicuramente dirà: dove siamo finiti. Valter da torino

  6. Bordignon Rispondi
    Non mi è piaciuta la criminalizzazione della categoria professionisti, come se indistintamente fossero tutti e gli unici evasori. Sono dipendente di uno studio professionale, l'anno dell'introduzione dell'Irap (grazie Visco!) eravamo dodici dipendenti (costi indeducibili), ora siamo in otto. Quelli che si sono dimessi, per motivi personali, non sono stati rimpiazzati, molto meglio computer e macchinari elettronici vari (costi deducibili). Per il pagamento della tassa, se non è chiaro, si deve tenere una contabilità specifica, altro che riduzione della burocrazia e dei costi! I soci dello studio pagavano complessivamente circa 15 milioni all'anno di tassa della salute, con l'Irap si sono trovato aggravati di un'importo di circa 45-50 milioni annui. E' triste doverlo dire, ma sarebbe meglio un ritorno al passato.
  7. Giuseppe Di Vincenzo Rispondi
    Non ci sono molti dubbi che l'Irap dovrebbe essere migliorata, non tanto perchè viene percepita come tassa ingiusta, ma piuttosto per gli effetti distorsivi su alcuni industrie. Mi riferisco alle industrie che operarano nei settori ad alta tecnologia (quelle che sono state alla base della crescita americana negli ultimi anni) e che appaiono particolarmente penalizzate. In aggiunta a tutti gli altri problemi del sistema Italia, come può una start-up operante in settori quali la farmaceutica/biotecnologie e l'IT caratterizzati da crescita elevata ed elevate spese per R&D non essere fortemente penalizzata rispetto ad aziende di altri paesi da una tassa come l'Irap?
  8. Bordignon Rispondi
    Come si fa a dire che l'IRAP è una tassa tecnicamente corretta? E' semplicemente mostruosa perchè tassa la voglia di fare impresa, cioè prima ancora di aver prodotto un reddito si viene tassati per il solo motivo di aver comprato un capannone o per aver assunto dei dipendenti. Giancarlo Fichera
    • La redazione Rispondi
      Tutte le tasse introducono distorsioni e vanno valutate rispetto alle alternative. Per esempio, anche prima dell'introduzione dell'Irap si pagavano i contributi sanitari sulle retribuzione dei dipendenti e la tassa patrimoniale (oltreché altre imposte abolite dalla riforma) sugli immobili, ancor prima di aver prodotto utili di impresa. E se questi redditi venivano prodotti, erano tassati ad un'aliquota molto più elevata di quella attuale. Sono comunque d'accordo che l'Irap può e deve essere migliorata. Questo è il senso del mio articolo.