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  1. Luca Rispondi
    "I commissari donne non sono meno propensi a votare per la promozione delle candidate e quindi il loro svantaggio dipende da un diverso metro di giudizio che adotta tutta la commissione". Ma quale sarebbe questo diverso metro di giudizio che sfavorirebbe le donne nella commissione mista? Mi pare che il punto dirimente sia proprio questo e sarebbe interessante conoscerlo e capire perché il metro di giudizio muta e su che basi.
    • Mauro Sylos Labini Rispondi
      Luca, grazie del tuo commento. Per ora non siamo in grado di dare una risposta precisa alla tua domanda. Stiamo studiando i testi dei giudizi sperando di poter estrarre informazioni utili. Ogni suggerimento è ovviamente benvenuto.
  2. daniela Rispondi
    Trovo bizzarre alcune ipotesi di fondo. Perché mai un commissario dovrebbe privilegiare il proprio genere? E' così difficile pensare che si può valutare un candidato rispetto alle competenze mostrate piuttosto che rispetto al genere di appartenenza? Ed è così difficile immaginare che una commissione mista produce un metro di giudizio differente (magari più corretto) rispetto ad un commissione monogenere? Tutto ciò, unito alle conclusioni, fa riflettere su questo articolo un pò troppo pieno di stereotipi.
    • bobcar Rispondi
      Comunque la sua prima affermazione è in contraddizione con la seconda.
    • Mauro Sylos Labini Rispondi
      Daniela, grazie del tuo commento. Provo a rispondere alle tue domande: "Perché mai un commissario dovrebbe privilegiare il proprio genere?" Una delle ragioni per cui un commissario potrebbe privilegiare candidati del proprio genere è che hanno interessi di ricerca simili ai suoi. "E' così difficile pensare che si può valutare un candidato rispetto alle competenze mostrate piuttosto che rispetto al genere di appartenenza?" Non è affatto difficile. Anzi è auspicabile. "Ed è così difficile immaginare che una commissione mista produce un metro di giudizio differente (magari più corretto) rispetto ad un commissione monogenere?" Non siamo in grado di sapere se il metro di giudizio è "migliore" o "peggiore". Per rispondere avremo bisogno di più dati. Per ora sappiamo che le commissioni miste sono relativamente più severe con le donne.
    • Manuel Bagues Rispondi
      Daniela, Thank you for your comment. The post discusses an empirical article where we compare the evaluations received by women in different committees. We observe that female candidates tend to obtain better evaluations when, as a result of the random lottery that determines committee composition, all evaluators in the committee are male. It is not clear why this happens but, based on the empirical evidence, we argue that we should be careful about introducing gender quotas in these committees: we might punish both senior female professors (who under a quota system have to serve disproportionately in committees) and female candidates (who if anything do worse).
  3. Marco Trento Rispondi
    Ci sono meno ricercatrici che ricercatori perché molte donne a un certo punto fanno figli. Ovvio. E li fanno tardi, perché il dottorato finisce ormai a 30-32 anni. Accettiamo le scelte individuali delle donne. Se non vogliono fare carriera per dedicarsi alla famiglia, che sia così. Non servono quote rosa e femminismo radicale. Dove sta scritto che le donne devono essere il 50% in tutti i settori? Libertà di scelta, non giacobinismo femminista.
    • Mauro Sylos Labini Rispondi
      Marco, sono d'accordo con te. Non è scritto da nessuna parte che debbano essere il 50%. Se però molte donne investono tempo e risorse per ottenere un dottorato di ricerca, il fatto che restino in minoranza fra i docenti può essere un segnale di spreco di risorse.
  4. AM Rispondi
    Non sono particolarmente favorevole alle quote rosa, ma penso che, in caso di applicazione generalizzata, si dovrebbe garantire la medesima tutela anche agli uomini negli ambiti in cui essi sono in netta minoranza e quindi parlare anche di "quote azzurre". Vorrei ricordare ad esempio, con riferimento all'Italia, quanto avviene nei tribunali a proposito di separazioni e divorzi. Tra i magistrati che si occupano di queste cause prevalgono nettamente le donne e i risultati si vedono. In genere gli uomini ne escono fortemente penalizzati.