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  3. Scrillo Rispondi
    Ottimo articolo. Il solito disprezzo totale per l'intelligenza dell'italiano medio.
  4. Enrico Rispondi
    Ho una domanda: questa situazione (aumento delle spese, relativa disinformazione), quanto può durare? Qual è l'outlook del Paese dal punto di vista dei conti? Si riescono a mettere i dati tutti insieme ed avere una visione di dove si sta andando?
  5. Roberto Tomaselli Rispondi
    Ma il Fondo di solidarietà fra gli onorevoli deputati non è finanziato dalle indennità dei deputati? La voce "Introiti per quote di contribuzione" nell'attivo di gestione del conto economico del fondo farebbe così pensare. Non è quindi una sorta di fondo tfr pagato dagli stessi beneficiari? E' come dire che le spese di ufficio pubblico venissero coperte coi soldi dei tfr del pubblico impiego, questi sarebbero comunque soldi dei contribuenti. Non dei lavoratori pubblici?
    • giulioPolemico Rispondi
      Il fatto è che comunque, gli "onorevoli", una volta che vedranno il loro fondo di solidarietà prosciugato dai continui prelievi di cui l'illuminante articolo del prof. Perotti, tirando in ballo la dignità dell'alto ufficio a cui sono stati chiamati dal popolo elettore, l'alto compito istituzionale che svolgono, i timori circa una deriva non democratica, ecc., ecc., alla fine si faranno la solita leggina per rifinanziarlo. E come lo rifinanzieranno? Prendendo i soldi dall'Erario, cioè dai cittadini. Altri sistemi non ne esistono. Il problema sta tutto lì: non riducendo le spese, pur usando detto fondo come cassa di momentanea compensazione, si tratta comunque di un prelievo (differito) agli italiani.
  6. serlio Rispondi
    (possono i dipendenti della camera che guadagno più di un primario di ospedale oppure i politici stessi che si attribuiscono un lauto stipendio aggiuntivo per fare i questori della camera) e via dicendo. Se per tutelare l'interesse generale (meno debito pubblico e meno tasse) occorre affrontare qualche sciopero di privilegiati, beh, poco male, lo si faccia e non mancherà l'appoggio di tanti italiani onesti.
  7. Piero Rispondi
    Dispiace dirlo ma Grillo ha ragione, non vi può essere nessun accordo con una casta politica che non risponde a nessuno. Il primo provvedimento che la casta dei politici può fare per salvarsi e' la riduzione del loro compenso, almeno del 50%.
  8. Giuseppe Rispondi
    Poi la Boldrini si pavoneggia per essersi ridotta lo stipendio del 30%. Credo che questa storia finira' presto, un paio d'anni al massimo e una buona parte del popolo si ribellera' mandandoli tutti a casa.
  9. loredana Rispondi
    La ringrazio, laddove si facciano verifiche serie si scopre che gli italiani sono puntualmente presi in giro e poi parlano di credibilità nelle istituzioni!
  10. Maurizio Rispondi
    Chiedo scusa, vorrei dire la mia sui dati mostrati unicamente da un punto di vista contabile. A mio modesto parere perchè i dati siano confrontabili tra di loro e facciano emergere determinate valutazioni (oggettive) occorre che il confronto sia fatto sui medesimi documenti contabili. Ovvero il bilancio di previsione dell'anno n va confrontato con il bilancio di previsione dell'anno "n+1"; a sua volta il conto consuntivo dell'anno n va confrontato con il conto consuntivo dell'anno "n+1". Ha senso confrontare il dato previsionale con il dato a consuntivo del medesimo anno per determinare il risultato contabile della gestione. Per quanto possa contare il mio modesto parere, confrontare i dati a consuntivo dell'anno n con i dati previsionali dell'anno "n+1" potrebbe far emergere dei dati fuorvianti. I dati alla base dell'analisi mancano purtroppo dei valori a consuntivo per il 2013 che, ovviamente, non possono ancora essere disponibili, atteso che l'esercizio è ancora in corso. Per concludere direi quindi di aspettare i dati di consuntivo riferiti al 2013 e vedere di quanto la spesa si discosta rispetto ai dati di consuntivo 2012 e dai dati previsionali riferiti all'anno 2013. A quel punto sarebbe difficile confutare determinate considerazioni e anche l'eventuale critica acquisirebbe maggiore autorevolezza.
  11. Gianfausto Rispondi
    Mi sembra un ottimo lavoro, cosa ne dice la Presidente Boldrini ?
  12. EzioP1 Rispondi
    Ma quando gli italiani si renderanno conto che così il paese non può andare avanti. Irlanda e Spagna hanno migliorato la loro situazione ed ora sono fuori dai piani di aiuti delle troika – IMF, BCE e EU -. Noi che siamo bravi invece non solo siamo ancora ad alto rischio, sebbene usciti dal monitoring EU, ma corriamo il rischio di non avere ripresa nel 2013 e chissà nel 2014. Ciò nonostante dai dati OCSE risulta che abbiamo un numero di parlamentari e dirigenti della PA in eccesso rispetto agli altri paesi, e non solo, ma li paghiamo fino a tre volte quanto gli altri pagano i loro. Questo è un degrado politico e morale insito nel paese e nei personaggi di cui sopra che non mostra segni di ravvedimento. Forse solo una azione violenta, quale che sia, può cambiare questa disgraziata situazione.
  13. Pasquale Rispondi
    Io vorrei sentire i dati del Senato. Per me sono ancora peggio!!
    • Bruno Cipolla Rispondi
      Al senato c'è un questore del M5S, Laura Bottici, analista contabile. Credo che i giochini da "larghe intese" li siano più difficili. Vedremo.
  14. GiovanniS Rispondi
    Grazie Perotti! Non si fermi!
  15. Filippo Crescentini Rispondi
    Perotti, mi permetto di darle un consiglio: si dedichi anche agli stipendi dei dirigenti pubblici.
    • Tino Rispondi
      Li abbiamo visti oggi sui giornali: i dirigenti della PA italiana prendono stipendi pari ad oltre 3 volte la media OCSE: in media 650.000 euro contro circa 220.000 euro anno. Il nostro buon esempio viene dall'alto.
    • Piero Rispondi
      A mio avviso gli stipendi dei dirigenti devono essere legati ai risultati dell'azienda da loro gestita, e vi deve essere il controllo della corte dei conti, ai fini della congruità in rapporto ai risultati.