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  1. Piero Rispondi
    Mi scuso con l'Autore, ho letto solo ora l'articolo, perfetto, finalmente la verità e la concretezza, l'unica sbavatura a mio avviso e quando si dice che con le operazioni di mercato aperto la Bce rischia meno, perché ha come controparte lo stato e non le banche, ricordo all'Autore che il collaterale dato dalle banche italiane alla Bce per gli Ltro e' garantito dallo stato italiano ( provvedimento Monti del 22/11/2011- decreto salva Italia, invece doveva essere chiamato salvabanche), il governo ha concesso la garanzia sul collaterale senza fare accantonamenti sul bilancio dello stato, invece quando concede le garanzie alle imprese con la legge 662, accantona il rischio nel bilancio, si deduce che le banche sono solvibili, mentre le imprese no, oggi abbiamo 12 banche commissariate. A parte questa considerazione, mi associo pienamente all'articolo, e' ciò che su questa rivista tramite i commenti ripeto dal 2007, la mia proposta per risolvere la crisi deriva principalmente dalla politica monetaria che oggi è in parte di competenza della Bce, domani con l'unione bancaria sarà di esclusiva competenza della Bce. La proposta e' sempre quella dell'acquisto sul secondario dei titoli dei paesi euro, ma in misura proporzionale ai debiti, per un importo di 5000 mld in dieci anni, circa 500 mld all'anno, questa e' l'unica misura che oggi può salvare l'area valutaria dell'euro ed impedirne la sua inevitabile rottura. Giustamente l'Autore paragona il comportamento della nostra banca centrale alle altre, immediatamente appare la differenza, le altre banche hanno immesso liquidità nel sistema, la nostra invece no, quando il provvedimento poteva portare ad un incremento della liquidità, immediatamente venivano sterilizzati i suoi effetti con operazioni sul mercato, abbiamo Smp sterilizzati, gli Ltro sterilizzati e per ultimo gli annunciati Omt da sterilizzare. Dal confronto dei bilanci delle banche centrali si può notare la creazione di base monetaria della Fed rapportata a quella inesistente della Bce, quindi quando qualche pubblicista economico afferma che le due banche hanno immesso la stessa liquidità nel sistema dice un'enorme falsità, dovrebbe leggere attentamente l'articolo di Siciliano e chiedere scusa ai lettori.
  2. Alè Rispondi
    C'è un aspetto della faccenda che non viene toccato: i titoli di stato di quale paese dell'area euro comprare? solo quelli italiani? Non è fattibile ovviamente,quindi? In proporzione del debito di ciascun paese? del Pil? in entrambi i casi la Bce dovrebbe comprare miliardi di titoli tedeschi che rendono già pochissimo (rispetto a quelli italiani) lasciando inalterati le divergenze di valore di questi due titoli. Dovremmo avere gli eurobond per fare una cosa del genere.
    • Piero Rispondi
      Per l'emissione degli euro bond occorre un ente emittente, gli stati si dovrebbero mettere d'accordo, e' uno strumento sicuramente utile ma difficilmente attuabile nel breve. Gli euro bond potrebbero essere emessi per finanziare le infrastrutture pubbliche di utilità europea (per esempio sul problema degli extracomunitari per i Paesi meridionali), in fin dei conti esse farebbero crescere il Pil europeo. Al contrario la Bce con i suoi poteri può subito senza autorizzazione degli stati, se ritiene utile per la stabilità della moneta (qui ricordo che per garantirne la stabilità della moneta, prima si deve garantirne la sopravvivenza) acquistare sul secondario i titoli statali, pro quota. Perché? Per non considerare il provvedimento come se fosse un aiuto allo stato, poi se i titoli tedeschi rendono poco, cosa cambia? Viene compensato il rendimento dai titoli italiani e spagnoli, con tale provvedimento poi si avrà un riallineamento immediato dei rendimenti, gli speculatori non aggrediranno più il debito statale. Dire che è una misura di forte impatto, non è vero, fare 500 mld di acquisto all'anno per dieci anni sono 5000 mld, ricordo che negli ultimi due anni sono stati fatti Ltro 1000 Smp 250, abbiamo avuto interventi per oltre 600 mld all'anno e non hanno risolto nulla, perché? La Bce ha solo annunciato gli Omt, invece deve annunciare e fare una politica di Smp per 500 mld annui, al fine di sostenere il debito degli stati, deve partire dagli acquisti dei titoli più lunghi, con tale misura cambia tutto: le banche ritornano con il patrimonio di vigilanza precisi e possono tornare a fare il loro mestiere, prestare denaro, gli stati al contrario liberati dal debito, possono concentrarsi e realizzare il fiscal compact e realizzare le misure strutturali, ricordo a tutti che il fiscal compact con l'attuale politica monetaria diventa un mortal compact, alla fine un solo vincitore, la Germania.
  3. Ugo Pass Rispondi
    1) Perché non fissare per legge il tasso massimo sui Titoli del Debito Pubblico dell'area Euro, valido per le aste sul mercato primario: pari al tasso di rifinanziamento della BCE ? Se non si raggiunge questo obiettivo non si spezzerà mai la speculazione sui Debiti Sovrani e i profitti parassitari delle banche. 2) Perché la BCE non monetarizza almeno il 10% dei Debiti Pubblici Europei ? Non costerebbe nulla in termini di Politica Monetaria. 3) Perché lo Stato Italiano non dà ai propri Titoli di Stato valore di credito d'imposta, da far valere con un massimale pari al 10% dei tributi, in sede di pagamento delle tasse ? Le imprese e le famiglie avrebbero più interesse ad acquistarli avendo la certezza del rimborso.
  4. Piero Thor Rispondi
    1) Anche le banche europee hanno giganteschi aiuti pubblici per ricapitalizzarsi da sofferenze (e clientele), ma qui da noi gli aiuto sono nascosti e si chiamano spread tra il tasso d'interesse dei Btp (4%) e l'1% Ltro che genera utili di fatto finanziati dai contribuenti con l'Imu/tasse varie... 2) E' per questo gigantesco motivo, oltre che per i vincoli statutari Bce ed elusione dell'opinione pubblica tedesca, che non deve ben capire cosa sta succedendo, che invece degli acquisti diretti a beneficio degli Stati (come Fed/Boe/Boj) la Bce li fa indiretti a beneficio in misura minore degli stati ed in misura maggiore delle banche 4) Se fallivano gli stati Piigs il credito bancario aumentava?
  5. Marcello Rispondi
    Nel caso italiano disincentivare l'acquisto di titoli di stato produrrebbe un aumento degli interessi sui medesimi. Lo Stato vedrebbe peggiorare il rapporto debito/PIL e sarebbe costretto ad aumentare le tasse riducendo ancora di più il PIL. Ancora peggio sarebbe svendere gli asset pubblici, cosa che sembra trovare molti sostenitori nei possibili compratori degli assets medesimi i quali potrebbero fare ottimi affari a poco prezzo. Meglio sarebbe invece che le banche rifacessero le banche erogando maggiore credito, ma facendo attenzione a chi lo erogano (vedasi sofferenze delle banche per crediti dati senza tanta attenzione ad amici dei managers che stanno venendo alla luce in questi giorni).
  6. Fabio Rispondi
    Cosa si intende per misure di consolidamento fiscale ?