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  1. lavoceinfo Rispondi
    "Mi permetto di rispondere ai suoi rilievi. Il mio articolo non mette in dubbio i vantaggi della tabella nazionale attesa fin dal 2005 e neanche che i risarcimenti siano una causa dell'alto livello dei costi per le compagnie italiane, rispetto a quelle di altri paesi europei. Quello che invece sostengo è che non è detto che una diminuzione dei costi si rifletta in una diminuzione dei prezzi in un mercato caratterizzato da scarsa concorrenzialità. Nell'articolo non mi soffermo sulle ragioni di quest'ultima perché l'argomento è già stato oggetto di numerosi articoli su Lavoce che sono citati in nota. Ovviamente l'opinione della vostra Associazione è diversa. Ed, infatti, la mia critica è rivolta alle affermazioni che accompagnano la tabella ministeriale nelle quali si dà per scontato che la tabella unica sia uno strumento per contenere l'aumento dei premi rc-auto". Donatella Porrini
  2. Vittorio Verdone Rispondi
    Mi sembra improprio, oltre che contrario al buon senso, negare una relazione tra l'entità dei risarcimenti assicurativi e l'ammontare dei premi assicurativi nella Rc-auto. Il "sistema" Italia prevede una tutela molto ampia delle vittime, sia per le invalidità permanenti sia per i parenti di vittime mortali. Tutti gli altri paesi europei hanno fatto altre scelte, senza mortificare le vittime e senza che in quelle realtà si parli di valori offensivi della dignità umana. Rispetto a altri paesi non propriamente incivili (Francia, Germania, Gran Bretagna e Spagna) in Italia i danni da invalidità permanente si risarciscono con valori che vanno da due a sei volte di più e i danni ai parenti delle vittime mortali da due a nove volte di più. La conseguenza di questo maggiore livello di protezione, stabilito in questi anni dalle autonome decisioni dei tribunali e non dal legislatore, è un livello delle tariffe assicurative più elevato che altrove. Contenere la volatilità e l'incidenza di simili risarcimenti rendendoli compatibili con la realtà che il paese sta attraversando - è l'obiettivo delle nuove tabelle ministeriali - consentirebbe di innescare una riduzione nei prezzi del servizio assicurativo. La supposta mancanza di concorrenza del mercato assicurativo italiano come causa del caro tariffe - un refrain che l'articolo riprende senza fornire il supporto di dati verificabili e di un'analisi approfondita e comparativa del mercato - rappresenta un falso bersaglio. Nel mercato assicurativo notoriamente più competitivo al mondo, quello inglese, negli ultimi tre anni mediamente il prezzo dell'assicurazione r.c. auto è aumentato del 78 per cento. E nessuno ha gridato allo scandalo andando alla ricerca di improbabili capri espiatori. Vittorio Verdone Direttore Centrale Auto, Distribuzione e Consumatori - ANIA
  3. AM Rispondi
    In Italia circolano troppe automobili non assicurate o assicurate in modo inadeguato presso compagnie estere. Possibile che non si possa trovare un sistema moderno per individuare le auto non assicurate e quelle che portano falsi contrassegni? Si potrebbero come conseguenza abbassare i premi che oggi sono tra i più elevati al mondo.
  4. asintomatico Rispondi
    Ho fatto più di un preventivo su siti che mette a confronto il prezzo della Rca del mio mezzo : ho avuto differenze di prezzo anche di 450 euro. Fatto riscontrato anche da altre persone, familiari ed amici. Il prezzo della Rca italiana è invece davvero vario e la concorrenza, a mio modo di vedere, c'è. Se vogliamo davvero ridurre i costi, facciamo come in Germania o Francia, dove per le micropermanenti non si paga nulla, dove non vengono accettate 1000 euro di terapie per sinistri da colpo di frusta, dove non esistono ridicoli giudici di pace che ammettano queste porcherie...e sopratutto paghiamo bene le lesioni serie, superiori al 9 %.
  5. ik1ojl Rispondi
    L'arretratezza del settore assicurativo è da anni prateria di scorrerie del legislatore, delle reti dirette (telefoniche, on-line, canali bancari, postali, ecc.), degli oligopoli azionari di banche-assicurazioni, e di tutti i protagonisti di secondo livello che attorno al settore gravitano come api sul miele. Dalle lobby oligarchiche ai fornitori di ricambi per auto, carrozzieri, avvocati, infortunistica stradale, medici legali, formatori, associazioni di categoria, servizi in genere, in nome del consumatore scatenano campagne demagogiche e populiste per favorire i propri interessi. Si è così formata l'idea, nell'opinione pubblica, che questa valanga di norme piovuta sulla pelle degli Agenti negli ultimi anni abbia liberalizzato il mercato favorendo il consumatore! Partendo dalla polizza più banale, l'RCAuto, mi fa rabbrividire l'idea che un cliente scelga di proteggere il proprio rischio da circolazione, con un massimale di partenza di 6 milioni di euro in caso di sinistro, scegliendo la compagnia o la polizza on-line per risparmiare pochi euro l'anno! Non è il libero accesso ai prodotti che liberalizza un settore se poi i prodotti stessi (polizze) sono indecifrabili, ingannevoli, confusi, volutamente indisponibili al punto da limitare sempre più le garanzie prestate. La concorrenza del mercato si realizza quando il cliente è in grado di scegliere confrontando prodotti chiari e semplici. Ma se veramente si vuole fare qualcosa per diminuire i premi RCA, basterebbe iniziare da una determinata e intransigente lotta alle frodi, senza ma e senza se, per abbassare del 40% i costi dei sinistri e di conseguenza dei premi necessari al fabbisogno tariffario. L'arretratezza del settore assicurativo è da anni prateria di scorrerie del legislatore, delle reti dirette (telefoniche, on-line, canali bancari, postali, ecc.), degli oligopoli azionari di banche-assicurazioni, e di tutti i protagonisti di secondo livello che attorno al settore gravitano come api sul miele. Dalle lobby oligarchiche ai fornitori di ricambi per auto, carrozzieri, avvocati, infortunistica stradale, medici legali, formatori, associazioni di categoria, servizi in genere, in nome del consumatore scatenano campagne demagogiche e populiste per favorire i propri interessi. Si è così formata l'idea, nell'opinione pubblica, che questa valanga di norme piovuta sulla pelle degli Agenti negli ultimi anni abbia liberalizzato il mercato favorendo il consumatore! Partendo dalla polizza più banale, l'RCAuto, mi fa rabbrividire l'idea che un cliente scelga di proteggere il proprio rischio da circolazione, con un massimale di partenza di 6 milioni di euro in caso di sinistro, scegliendo la compagnia o la polizza on-line per risparmiare pochi euro l'anno! Non è il libero accesso ai prodotti che liberalizza un settore se poi i prodotti stessi (polizze) sono indecifrabili, ingannevoli, confusi, volutamente indisponibili al punto da limitare sempre più le garanzie prestate. La concorrenza del mercato si realizza quando il cliente è in grado di scegliere confrontando prodotti chiari e semplici. Sostenere che il mercato è finalmente aperto alla concorrenza perché chiunque è in grado di confrontare i prodotti, senza semplificare un quadro normativo indecifrabile di CGA i cui opuscoli tante volte superano le 100 pagine, è un ossimoro inquietante. Ma se veramente si vuole fare qualcosa per diminuire i premi RCA, basterebbe iniziare da una seria e determinata lotta alle frodi, senza ma e senza se, per abbassare di almeno il 40% i costi dei sinistri e conseguentemente i premi necessari al fabbisogno tariffario.