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  1. claudio ubini Rispondi
    Sono Claudio Ubini, dottore commercialista in Verona, residente nel Comune di Castelnuovo del Garda. Come cittadino ho seguito fin dalla sua origine il “Progetto fattore famiglia” che, muovendosi sul sentiero dell’ISEE nell’erogazione del sostegno alle famiglie in condizione di bisogno, si propone di migliorarne l’efficienza nella fase di identificazione dei beneficiari e di contrastare l’azione di coloro che ne hanno fatto ricorso abusivamente. Ho letto con attenzione il dibattito che si è sviluppato attraverso i commenti dei lettori al Progetto per un ISEE più efficiente, avviato dal Comune di Castelnuovo del Garda in collaborazione con l’Università di Verona. Anche la mia valutazione, come quella di molti residenti nel Comune di Castelnuovo del Garda con i quali ho avuto modo di confrontarmi sull’iniziativa illustrata nell’editoriale, è decisamente favorevole al Progetto . Condivido, come cittadino del Comune di Castelnuovo del Garda e come tecnico della materia tributaria, l’opinione favorevole espressa dai più (tra gli altri Daniele Udali e Andrea Vaccari) circa l’utilità dello strumento ISEE, in linea generale, che, pur rappresentando un costo sotto il profilo della burocrazia, ha la finalità di “pesare” le situazioni di difficoltà. Il Progetto, avviato a livello scientifico e attraverso la sperimentazione locale, propone un metodo, testato sul campo, per migliorare l’utilità dell’indicatore (ISEE) allo scopo di renderlo più efficace. Personalmente quindi condivido l’utilità dell’iniziativa avviata dall’Amministrazione Comunale di Castelnuovo del Garda, gli scopi di questa sperimentazione e ne incoraggio il proseguimento, anche alla luce dei riconoscimenti che il Piano integrato delle politiche familiari ha ottenuto a livello nazionale e regionale. Anche a me, come ad Ermenegildo Cesarin, sfuggono peraltro le motivazioni oggettive dei detrattori del “Progetto fattore famiglia Castelnuovo” e, prima ancora, dell’ISEE. Comprendo lo sfogo di Cesare Didoni che, da quanto mi pare di capire, si basa essenzialmente sui “mali amministrativi” che da sempre affliggono la macchina pubblica e i contribuenti italiani e sul bisogno diffuso di semplificazione amministrativa. Se l’approccio negativo al Progetto in commento è dovuto al “clima” con il quale in Italia sono impostati i rapporti tra fisco e contribuente, posso capire perfettamente. Se però guardiamo ai contenuti del “Progetto fattore famiglia” ed ai risultati della sperimentazione attuata, non è difficile cogliere l’importante contributo in termini migliorativi, rispetto all’indicatore ISEE vecchio e nuovo, allo scopo di assegnare prestazioni agevolate a chi è in stato di effettivo bisogno e in misura percepita come giusta, non soltanto dai beneficiari ma da tutti i destinatari dei servizi. Leggendo le conclusioni a cui perviene Didoni, ho avuto l’impressione che argomentando unicamente sul sentimento di sfiducia del contribuente verso la burocrazia, senza considerare l’innegabile utilità dello strumento, si corra il rischio di “buttare il bambino insieme all'acqua sporca”, senza attribuire il doveroso riconoscimento ai promotori dell’iniziativa per i risultati ottenuti.
  2. Ermenegildo Casarin Rispondi
    Mi sfuggono le motivazioni oggettive di chi critica questo studio. E' indubbio che il precedente ISEE e l'attuale proposta in atto non vanno propriamente nella direzione di dare "ad ognuno il suo" in un modo percepito "giusto". Sopratutto credo che la proposta attualmente in discussione pecchi di ciò che deve essere alla base di ogni proposta di legge, ovvero una adeguata sperimentazione su più territori e con condizioni diverse. Ecco perchè sottoscrivo in pieno quanto fatto dal Sindaco Bernardi, perché è lo sforzo di amministratore attento ai bisogni dei propri cittadini e che si rende conto di quanto sia inadeguato l'attuale strumento. Ben vengano proposte, sopratutto se sperimentate e simulate nei comuni. Per'altro questa proposta è molto interessante che va diffusa e fatta conoscere a tutte le amministrazioni.
  3. Mario Tognocchi Per Stt Rispondi
    Un nuovo ISee? Una cosa è certa: il tentativo di questi economisti è lì a dimostrare che l'Isee attuale non va bene. "Riporta degli errori, è di sicuro sbagliato: non è preciso!!", parola loro. Peccato che anche loro continuano nell'errore. Ad esempio: non vogliono riconoscere che la casa è un costo, non è un ricavo. La casa (e con essa ogni bene immobile) è un reddito se lo affitti, è un ricavo se lo vendi. Altrimenti, come sappiamo bene tutti, è soltanto un costo (in vista di future utilità che comunque saranno registrate quando ci saranno). Persistere nell'errore è un errore doppio se ci si pensa bene: continuare ad accettare che ci debba essere "una doppia complicazione" (740 e Isee) per misurare la nostra "capacità contributiva", Tutto ciò per non voler accettare che la dichiarazione dei redditi da sola basterebbe. Se solo essa potesse registrare "tutti" i ricavi e, allo stesso modo, davvero, "tutte" le spese. L'acquisto di una casa? Quella spesa oggi non viene registrata; per tassarvi la politica ha fatto inventare dagli economisti il reddito catastale e l'Isee. Tasse su una medesima casa il cui prezzo di acquisto oggi non puoi scrivere nella dichiarazione dei redditi. La formula è "Inventare, inventare, inventare". Inventare ad esempio un nuovo Isee pur di non riconoscere i fondamentali dell'economia (come dice Benigni...) : Reddito = Ricavi - Spese. E, in conclusione, poter pagare le tasse comunali in ragione di un bene e di un reddito reale registrato nella dichiarazione dei Redditi CON TUTTE LE SPESE.
  4. Ugo Pass Rispondi
    L'Isee è frutto della cultura burocratica statalista italiana che ha generato un sistema fiscale iniquo e penalizzante per le famiglie
  5. FuoriLaMafiaDalloStato Rispondi
    Analisi molto interessante. Considerazioni sulle franchigie molto sensate e ragionevoli. Per la descrizione di un fenomeno complesso, è naturale che il processo di indicizzazione sia complesso anch'esso. Anche se l'utilizzo di una molteplicità di scale di equivalenza possa risultare di non facile implementazione (sulla base di quali principi si scelgie?), la realizzazione dei suggerimenti chiaramente esposti in questo articolo potrebbe risultare molto utile a patto di uno studio approfondito e di una seria discussione nelle sedi istituzionali, ai quali ahimé non siamo più abituati.
  6. Roberto Bolzonaro Rispondi
    Purtroppo nel paese dei furbi devi inventare delle regole per limitare i danni da furbismo. Ipocrisia e demagogia è pensare che senza regole si possa andare avanti. Se poi i comuni sono costretti a costruire regole che correggano le regole fatte dallo stato centrale, è colpa dello stato centrale che emette leggi e leggine senza la necessaria sperimentazione o simulazione per prevederne l'impatto. Ad esempio, l'ultima versione ISEE, che sarà varata dal Governo a breve, costringerà le famiglie proprietarie della propria casa, anche se di modestissimo valore, ad un ulteriore salasso con un aumento di più del 20% delle rette nido, delle mense e quant'altro regolamentato dall'ISEE. E' il frutto nato dal governo "tecnico" precedente che ha creato gli esodati, il boom di disoccupazione giovanile (non fa più in pensione nessuno bloccando di fatto il turnover generazionale), l'IMU, la tares, l'aumento dell'IVA e questo nuova versione dell'ISEE. Altro che IMU, l'acquisto delle propria modesta abitazione comporterà non solo i sacrifici per comprarla, ma un aggravio molto pesante su tutte le rette e tariffe !!! I comuni virtuosi e sensibili e vicini ai propri cittadini, si rendono conto di questo e cercano di porre rimedio. Poi arrivano i saputoni che, senza proposte concrete e d alternative, ma con poche battute demagogiche e populiste, vogliono affondare il lavoro onesto, e difficile, di amministratori onesti e capaci. E' ora di finirla con le strombazzate di piazza, facciamo proposte concrete, realizzabili e che perseguano i veri obiettivi, sostenere ed aiutare la famiglia nel suo compito oggi sempre più difficile: mantenere ed educare i cittadini di domani, i propri figli. E' difficile, sindaco Bernardi, lo so, ma tieni duro. Vai per la tua strada, anche se difficile e tortuosa. E' quella giusta. I conti dell'Università di Verona dimostrano la complessità della cosa, ma fanno anche vedere che chi fa le cose difficili sono i tecnici, i professori universitari, non le famiglie che devono solo compilare un modulo al CAF, niente di trascendentale. Avanti tutta e non ascoltiamo le facili cassandre.
  7. Daniele Udali Rispondi
    Francamente non so con che cosa si potrebbe sostituire l'ISEE. L'idea di base di "normalizzare" la situazione economica di un nucleo di portatori di interesse (normalmente è quello familiare), tenendo conto di redditi e patrimonio, nonché della sua composizione in termini numerici, "pesando" le situazioni di difficoltà, mi sembra assolutamente ancora valida. L'esperienza di questi anni ci ha però insegnato che il metodo di calcolo (l'algoritmo) non è neutro e può portare a risultati disastrosi sia per difetto tecnico che per mala (o dolosa) applicazione. Da qui nasce l'esigenza di sperimentare un nuovo metodo che consenta di interpretare meglio la realtà delle famiglie di un territorio e che aiuti a "stanare i furbetti" che si appropriano indebitamente delle scarse risorse disponibili, rubandole a chi effettivamente si trova nel bisogno. Se poi la sperimentazione riesce anche a lavorare con strumenti di simulazione della applicazione delle tariffe alle famiglie di un determinato comune, con l'obiettivo della maggior equità e del contenimento delle tariffe massime applicabili, allora questa sperimentazione mi convince e credo meriti di essere sostenuta. Ed è quello che ho fatto con la mia associazione AFI - ASSOCIAZIONE DELLE FAMIGLIE - CONFEDERAZIONE ITALIANA
  8. Cesare Palombi Rispondi
    L'ISEE attuale è iniquo, in attesa che il Governo - che in 50 anni si è sempre distratto e dimenticato la famiglia - riformi l'ISEE e introduca il FATTORE FAMIGLIA benvengano Sindaci che cercano di inventarsi argini e correttivi a favore delle famiglie sempre vessate e tartassate. Ho 4 figli e non voglio rassegnarmi al fatto che non conviene sposarsi o conviene separarsi per difendersi dall'iniquità fiscale di Stato: Segnalo questo articolo sul sito delle ACLI: è una lettura interessante. http://www.acli.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=8151:brescia-il-fisco-ostacola-la-famiglia&Itemid=352
  9. Paolo Ghini Rispondi
    Molto interessante l'esperimento di Castelnuovo del Garda. Finalmente si affronta a livello locale, in maniera competente e non approssimativa o demagogica, il problema dei carichi familiari e del sostegno reale alle famiglie e al loro ruolo sociale (vista la latitanza governativa!). Questo è un primo passo, ma assai importante e operativo. E' importante che altri comuni aderiscano al progetto, in modo da allargare l'iniziativa e da migliorarla ulteriormente con un lavoro condiviso di più municipalità. Ecco un ottimo federalismo. Grazie a Castelnuovo!
  10. Enrico Rispondi
    Concordo con i due interventi precedenti: giusto il fine (aiutare chi ne ha bisogno), sbagliato il mezzo (troppa burocrazia che si autoalimenta). Detto questo, con l'attuale ISEE si potrebbe provare a ridurre quel 30% di falsi (e questo renderebbe disponibili le risorse ingiustamente fornite). Una proposta a costo zero: far firmare ai richiedenti e contestualmente una liberatoria per la guardia di finanza (per rendere possibili controlli più invasivi tipo supervisione dell'abitazione, conti correnti, etc, oltre i limiti normali).
  11. Marcello Rispondi
    Concordo con il commento di Didoni. E' già un sintomo di eccessiva burocrazia doversi rivolgere a un professionista per pagare le tasse, ma doverlo fare per iscriversi alla mensa scolastica lo trovo demenziale. Eppure si parla di estendere questo tipo di indicatori a tanti altri settori (IMU, tassa rifiuti, abbonamenti ai mezzi pubblici, parcheggi, ecc), dove ogni amministrazione troverà, come il comune di Castelnuovo d. G. dei parametri diversi per applicare il proprio concetto di equità sociale, alla ricerca ossessiva della perfezione.
  12. Cesare Didoni Rispondi
    La corsa a complicare sempre più l’ISEE, senza differenze rilevanti nei risultati, e la mancanza di verifiche sostanziali sulla fondatezza dei dati su cui questo fantomatico indicatore si basa, mi conferma ulteriormente nel mio convincimento drastico: l’ISEE è da abolire. Si tratta infatti del classico esempio di intervento che ha buone intenzioni, ma porta a risultati opposti, perché: 1) crea complessità e burocrazia improduttiva (alimenta la "produzione di carta per mezzo di carta", finanzia gli apparati sindacali dei CAF, risente di una mentalità statalista e moralista che etichetta ogni individuo con l'equivalente della "tessera" del pane); 2) il 30% degli ISEE sono falsi rispetto ai dati, già disponibili e conoscibili dalla Pubblica Amministrazione (così risulta dai controlli della Finanza), perché i furbi "omettono" redditi e patrimoni (Se non ci credete, parlate con qualcuno che lavora in un CAF); 3) una percentuale sconosciuta è falsa rispetto alla realtà dei redditi e dei patrimoni in nero. Ne consegue che i furbi che dichiarano il falso e gli evasori che hanno redditi e patrimoni in nero, non solo pagano meno tasse, ma sono ulteriormente premiati e pagano meno tasse universitarie, ottengono posti negli asili nido, mangiano a prezzi scontati nelle mense scolastiche, evitano i ticket sanitari etc. In un Paese civile, moderno, liberale e socialmente responsabile si dovrebbe invece: a) avere "una" tassazione complessiva semplice, ragionevole e giustamente progressiva; b) concentrare le risorse dell'amministrazione sul buon funzionamento del sistema fiscale, sugli accertamenti e sulla riscossione effettiva (e sulla galera per i furbi). c) prevedere interventi attivi a sostegno delle situazioni realmente di bisogno (e su questo i Comuni dovrebbero concentrarsi). Punto.
    • Andrea Vaccari Rispondi
      Io odio la burocrazia. Eppure sono consapevole della sua utilità. Una politica che dichiari odio per la burocrazia e per tutti i cavilli di cui sono farcite le nostre leggi è ipocrita. Ricordo norme di anni fa, dichiarate per le famiglie, "costruite per loro", che facevano belli tanti politici però se, burocraticamente, si andava a cavillare sui livelli di reddito previsti per l'accesso minimo alle agevolazioni ci si accorgeva che in realtà non tutelavano praticamente nessuno. Una regola, una legge è vera solo se burocraticamente inattaccabile. Eliminare l'ISEE? Sono padre di sei figli e noi da anni prepariamo la nostra ISEE. E' una delle rarissime leggi che considerano realmente l'avere dei figli. Ci sono abusi? Ovvio... siamo in Italia. Ma questo deve essere un motivo per dire che l'ISEE è ingiusta? Sarà meglio definire in modo più preciso e migliore (burocratico certo, ma la giustizia ha un suo prezzo) le regole e farle rispettare. Che dei comuni si mettano di impegno per ridefinire le regole, non solo è corretto, ma ringraziamo il cielo!
    • FuoriLaMafiaDalloStato Rispondi
      Temo che il mondo che lei descrive non esista. E' però anche vero che il contesto di non sobrietà in cui ci troviamo non è il luogo ideale nel quale attivare uno strumento così raffinato come quello descritto nell'articolo, per i vari motivi da lei elencati. Tuttavia, sarebbe auspicabile incamminarsi in quella direzione a fronte di una azione complessiva che sia capace di superare tutte le lacune del nostro paese. Lo so, facile a dirsi difficilissimo a realizzarsi, però a mio avviso l'atteggiamento di distruggere tutto (anche quel poco di buono che è stato fatto), probabilmente non è la cosa migliore, anche perché si dimenticherebbero facilmente gli errori commessi.