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L'UNIVERSITA' TRUCCATA

di Roberto Perotti, Categoria Libri, Data 10.10.2008

Pubblichiamo un capito del libro di Roberto Perotti "L'università truccata" (Einaudi, 183 pagine, 16 euro), in libreria in questi giorni. L'università italiana non si riforma con nuove ondate di regole, prescrizioni e controlli. Serve invece introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci. Dove sia nell'interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. Su quest'ultimo aspetto si soffermano alcune parti del libro. Ecco un capitolo.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • ALCUNI COMMENTI
    Nome: Donatella Bertozzi  Data: 16.11.2008

    Ciò che il libro documenta e denuncia mi procura un senso di nausea e la voglia di vomitare. Ma alcuni commenti qui pubblicati... uno dice più o meno così "chi, potendo, non favorirebbe il proprio figlio?". L'unica risposta possibile a una domanda così è, naturalmente "Qualunque persona onesta." Che intenda fare, contemporaneamente, il bene del suo paese e - quel che più conta - il bene di suo figlio. Ma in Italia questa semplicissima risposta, che risponde a una logica assolutamente elementare, non viene in mente neppure a persone che dobbiamo presumere colte, visto che frequentano un sito come questo. Mentre il libro di Perotti - che ho appena comprato e che leggerò per intero - ti fa venir voglia di combattere, commenti di quel genere su un sito come questo procurano un senso di desolante, forse inesorabile, sconfitta. Mi viene in mente quella frase scrritta sul muro di Palermo all'indomani dell'assassinio di Dalla Chiesa e di sua moglie: "Qui finisce la speranza dei palemitani onesti".

  • LA SELEZIONE NELL'UNIVERSITA'
    Nome: Carlo Bassi  Data: 14.11.2008

    Mi piacerebbe puntualizzare un aspetto relativo al reclutamento nell'Università. La cooptazione porta, inevitabilmente, a processi di selezione che solo occasionalmente sono condivisibili. E' inutile crocifiggere solo i figli e parenti dei professori ignorando che tutti (quindi intendo non escludere nessuno) coloro che accedono ai concorsi devono avere uno sponsor che "apprezzi" il lavoro di ricerca svolto. Riprova ne è che se si digita il nome del prof. Perotti su Google si scopre che costui è più noto per il libro "l'Università truccata" che non per meriti scientifici.

  • Politecnico trucccato
    Nome: rina luce  Data: 03.11.2008

    Ho letto con atenzione l'articolo relativo alla facoltà di economia. Credo, per esperienza personale, che la situazione al politecnico di bari non sia diversa. Anche qui ci sono generazioni più generazioni che il sapere lo trasmettono "geneticamente" e che hanno carriere altrettanto fulminanti. Anche in questo caso alcuni sono stati sistemati a Taranto, Lecce, Potenza, Foggia, la stessa Bari nello stesso dipartimento spudoratamente. Ma tanto si sa che è tutto più facile per chi mangia pane e scienza fin da piccoli!

  • Malcostume accademico
    Nome: elvira lima  Data: 29.10.2008

    Caro autore, anch'io sono docente universitaria e ben conosco le pratiche nepotistiche da Lei descritte, anch'io ho dovuto faticosamente farmi strada fra figli, seconde mogli, amanti, relazioni particolari (le più pericolose). Ma crede davvero che questa ragnatela parentale sia il male maggiore dell'Università attuale? Il sistema universitario non si basa forse da sempre sulla cooptazione? Fa differenza dover lasciare il passo all'allievo del barone anziché al figlio? Anche fra gli allievi di un illustre maestro si contano gli incompetenti, un tempo il barone ne metteva in cattedra almeno uno, dopo essersene servito per anni come portaborse. Vogliamo piuttosto riflettere sulle conseguenze di tagli non mirati che costringeranno le università del sud a chiudere? Puniamo chi non produce, ma non decapitiamo capacità promettendo di discutere dopo di riforma!

  • L'universita' truccata
    Nome: federico  Data: 28.10.2008

    Introdurre l'obbligo del tempo pieno per i docenti e la pubblicazione di almeno un saggio all'anno su una rivista di carattere nazionale o internazionale. Dopo due anni senza pubblicazioni si è destituiti dall'impiego.

  • QUELLO CHE NON SI DICE
    Nome: Chiara Petrioli  Data: 26.10.2008

    Che esistano fenomeni di malcostume e nepotismo, concentrati soprattutto in alcune realta' e tipi di Facolta', e' cosa nota a tutti. La magistratura dovrebbe avere mezzi per intervenire in modo efficace sui concorsi truccati, e ben vengano meccanismi che disincentivino la selezione di parenti scarsi (ad esempio tramite valutazioni periodiche dei docenti e penalizzazioni economiche per i dipartimenti che assumono persone di scarsa qualita'). Tuttavia ci sono (molte) parti sane dell'universita'. I provvedimenti e gli attacchi mediatici non scalfiscono i baroni, non migliorano la situazione in senso meritocratico (sono anni che aspettiamo questo) mentre demotivano i molti che lavorano seriamente e per passione. Ho la fortuna di lavorare alla Sapienza ma di non avere nessun omonimo nel paese (un Prof. Rossi o Bianchi sarebbe meno fortunato). Non mi risulta che nessuno del mio dipartimento sia figlio di un Prof. Ranking internazionali (The Times inetrnational ranking) continuano ad avere nostre universita' al top (Scienze della Sapienza 37esima al mondo, il Politecnico di Milano circa 60esimo in ingegneria ad esempio). Quando si dara' spazio a queste realta' in cui il merito prevale?

  • colleghi di corso
    Nome: lidia  Data: 25.10.2008

    Conosco bene la situazione e appartengo alla generazione di moltissimi di quei figli di professori. Tanti di loro erano miei colleghi nei corsi e li ho conosciuti personalmente. E vi dico che si distinguevano per preparazione, serietà nello studio e brillavano veramente di luce propria, a prescindere dai loro genitori. Il contesto familiare nel quale si vive è sicuramente trainante e funziona da stimolo e incentivo per la preparazione dell'individuo. Si respira da piccoli pane e cultura. Non si faccia l'errore di sminuire la professionalità di molti di loro solo perchè "figlio di...." Nell'organico ci sono anche moltissimi figli di nessuno, ma questi non fanno notizia. E poi parliamoci chiaro, senza gridare allo scandalo, chi non favorirebbe un proprio figlio se ne avesse l'opportunità "scagli la prima pietra".

  • UN PUNTO DI ATTENZIONE PER PEROTTI
    Nome: Giuseppe Esposito  Data: 25.10.2008

    C'è un aspetto preoccupante in questa idea che chi si circonda di parenti, concubine e raccomandati sarà poi punito dall’allontanamento degli studenti. Infatti, intanto i “benemeriti” saranno stati assunti. Se per mandarli via bisognerà chiudere un'Università, perché dalle malefatte di uno deve derivare la tragedia dei colleghi della porta accanto? Resto dell'opinione che, tra le cure anti-nepotismo fattibili, ad offrire maggiori vantaggi sia questa: a) gli Atenei costituiscono un pool di risorse economiche, sulla base delle proprie esigenze e disponibilità; b) si stila una graduatoria nazionale (attenzione non "lista", "graduatoria") con criteri analitici e palesi; c) si fa scorrere la graduatoria, lasciando che siano i candidati a scegliere la sede e non viceversa.

  • E il merito?
    Nome: marco  Data: 17.10.2008

    Ecco perchè i ricercatori in Italia prendono meno di 1000 euro al mese Cari ragazzi ci stanno distruggendo il futuro, rubandoci anche ogni sogno e speranza. Non dico che bisogna scappare, ma almeno lavorare perchè i nostri figli stiano meglio

  • La famiglia
    Nome: antonella  Data: 15.10.2008

    Quando si sente dire questa frase, magari con compiacimento, come spesso capita in Italia, vuol dire che altre cose vengono dopo, e a una bella distanza. Tra queste ci sono il rispetto della legge e la moralità pubblica. Non è una soluzione, ma vorrei solo far notare che l'istituzione della famiglia come la concepiamo in Italia, feticizzata da molti a destra e a sinistra, ha anche le sue responsabilità rispetto al declino del paese.