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Commenti

DA WALL STREET ALLA STRADA

di Barry Eichengreen, Categoria Finanza, Data 10.10.2008

Non basta il piano Paulson per arrivare a una rapida conclusione della crisi. Le cui conseguenze si allargano velocemente da Wall Street all'economia reale. E allora i confronti con la Grande Depressione non sono più solo un esercizio accademico. Sicuramente la Fed e l'amministrazione americana non ripeteranno gli errori del passato. Ma la situazione è anche decisamente più complessa e le soluzioni più difficili. Gli Stati Uniti non arriveranno a un tasso di disoccupazione del 25 per cento come negli anni Trenta, ma al 10 per cento forse sì.

COMMENTI PRESENTI SULLA NOTIZIA
  • LA MORTE DEL LIBERO MERCATO
    Nome: marco salvini  Data: 15.10.2008

    L'intervento dei governi per salvare le banche è un atto di resposabilità per salvaguardare i contribuenti. Purtroppo, noto che le misure che si vogliono prendere per evitare future crisi stanno andando un po troppo oltre le reali necessità. Si parla ormai di regolare qualunque cosa, il ministro Tremonti parla di una nuova Bretton-Woods, le speculazioni non devono essere ammesse e lo Stato deve essere sempre piu presente nella gestione economica. Onestamente penso che la causa di questa crisi piu' che da mancanza di regole, sia stata la mancanza di controllo degli organi preposti. L'ex-governatore della FED, da tutti osannato come il genio (è un essere umano come tutti quindi puo' sbagliare), non ha svolto il suo compito durante la parte finale del suo mandato e ha creato la bolla immobiliare. Alle banche e' da imputare invece la mancanza di programmazione di politiche di investimento di lungo periodo ma solo la ricerca esasperata di profitti esponenziali nel breve periodo. L'economia globale e' in recessione alcune regole sono da riscrivere ma non dimentichiamo che piu' l'economia e' libera e' piu ricchezza viene generata.

  • "Tempi ostili, non averete fava" da Brancaleone alle crociate
    Nome: silvestro gambi  Data: 11.10.2008

    Così dice alla scalcagnata truppa Brancaleone dopo aver chiesto a un villico, senza avere di che pagare, una fornitura di fava "per la sua armata" e dopo averne avuto una sapida risposta negativa. Fuor di metafora: quando le cose vanno i governati sono superflui, quando non vanno i governati sono inutili. Non è confortante, anche se comprensibile, lo spettacolo dell'incapacità dei politici a far fronte a questa situazione, del tutto nuova. Non fatevi prendere dal panico e perchè non dovremmo? Traduzione per capire meglio "la nave affonda, non temete!" Obbediamo! Che altro potremmo fare, in questi tempi di moratoria della pena di morte? Forse una moratoria della moratoria, perchè quello che succede ha pure qualche responsabile.

  • Mandati per strada
    Nome: Massimo GIANNINI  Data: 10.10.2008

    Nessuno piangerà se la disoccupazione si crea nel settore finanziario e bancario. Sfido a trovare qualcuno che abbia ora compassione per chi lavora in questo settore e perde il lavoro a seguito del disastro creato nel settore. Ovvio lo sportellista faceva probabilmente il suo mestiere ma altri no. E l'intero sistema é finito sotto accusa. I confronti con il passato lasciano il tempo che trovano e sono spesso inutili se i fatti dimostrano che la storia non ha insegnato nulla e si commettono sempre i soliti errori. L'innovazione finanziaria, che certo non c'era negli anni '20, si é spinta troppo oltre. Talmente oltre che il controllo della moneta e la politica monetaria sono ora inefficaci. Servirà che le banche tornino a fare le banche e non i giocatori d'azzardo.

  • Se l'Armageddon crolla su main street
    Nome: raffaele principe  Data: 10.10.2008

    Se l'Armageddon finanziario crolla su main street che cosa succederà? Nonostante i crolli di borsa, ancora non siamo a questo, ma siamo vicini. Chi e con che cosa si svuoterà l'Armageddon finanziario che ha nella sua pancia titoli fasulli per 10 volte almeno il pil mondiale? L'iniezione di liquidità da parte dei governi sempre più assomiglia all'iniezione di sangue ad un soggetto pieno di metastasi. Nè si può pensare di scaricare sui poveri della terra questa montagna di titoli fasulli. Finora il gioco ha retto paradossalmente anche grazie alla complicità di Paesi come la Cina e l'India, che erano ben felici di ricevere investimenti dall'occidente, a prescindere se fossero consapevoli che erano una montagna di carta straccia. Quanti investimenti ha garantito la Lehman Brothers e le altre banche in questi paesi negli ultimi 20 anni? Per loro l'importante era far partire lo sviluppo. L'economia reale la si può garantire solo con provvedimenti direi rivoluzionari: congelamento di tutti i titoli tossici, creazione di un circuito parallelo, affidato alle stesse banche, una sorta di doppia contabilità, con soldi veri, pulizia dei finanzieri e della montagna di carta straccia prodotta.