
Siamo agli ultimi atti della tragedia greca. Qualsiasi governo riesca a insediarsi, vorrà ridiscutere gli impegni con la "troika". E aumentano le probabilità che abbandoni l'euro. Con conseguenze per il paese ellenico e per tutta l’Eurozona. Particolarmente pesanti per l'Italia, in termini di tassi d’interesse e di fiducia nel sistema bancario. Vediamo cosa potrà succedere.
È ridotta al lumicino la borsa italiana. Lo conferma il presidente della Consob, Giuseppe Vegas. Il quale addita lo spread espresso dal mercato come il numero che vanifica il suffragio universale. Vuole forse abolire il vincolo di bilancio delle amministrazioni pubbliche?
Oggi vengono depositati i maxi-emendamenti alla riforma Fornero. Nel frattempo il ministro Patroni Griffi sta facendo di tutto per allontanare da questa il pubblico impiego. Se il Governo non è in grado di applicare a se stesso le regole che impone ai datori di lavoro privati, meglio che modifichi la sua riforma del lavoro. Anche la Corte dei conti richiama l'attenzione sulla spesa per la pubblica amministrazione e denuncia il calo di produttività. Ha comunque molto più senso premiare le amministrazioni virtuose che i singoli dipendenti con tante leggi e burocrazia. Bene perciò abbandonare la riforma Brunetta, all’epoca sottoscritta dallo stesso Patroni Griffi.
Dal ticket sanitario alla franchigia? La proposta del ministro Balduzzi è che ogni cittadino paghi di tasca propria le prestazioni sanitarie fino a una quota percentuale del proprio reddito, oltre la quale tutto è gratuito per il resto dell’anno. Un progetto con molte controindicazioni: di fattibilità pratica, di equità, di efficacia.
Paolo Manasse interviene commentando "La democrazia e il Fiscal compact" di Francesco Daveri. Una risposta dell'autore e una precisazione
Un articolo di Maurizio Bovi a commento di "Bilance dei pagamenti: l’Eurosistema non basta" di Giorgio Ragazzi
Multimedia
Audio: Angelo Baglioni sulla situazione economica dei paesi dell'Eurozona a "Tutta la città ne parla", Radio3 - 16 maggio
Audio: Daniela del Boca sulla povertà infantile in italia a "Tutta la città ne parla", Radio3 - 15 maggio
Video: Angelo Baglioni sulla eventuale uscita della Grecia dall'euro a SkyTG24 Economia - 15 maggio
Documenti utili
IMF: An agenda for reviving growth in Italy
Intesa sul lavoro pubblico
Relazione sul costo del lavoro pubblico
Festival di Trento
Dal 31 maggio al 3 giugno si terrà il Festival dell'Economia di Trento. Tema: Cicli di vita e rapporti tra generazioni. Ovviamente saranno presenti anche gli economisti de lavoce.info
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La crisi greca si avvicina all'epilogo. Anche se tecnicamente l'insolvenza di uno Stato non implica l'abbandono dell'euro, la Grecia potrebbe essere tentata da un ritorno alla dracma. Non tanto per i vantaggi della svalutazione, quanto per riguadagnare sovranità nella gestione della politica monetaria. Per gli altri paesi dell'area, il danno principale sarebbe la perdita di credibilità della moneta unica, con l'unione monetaria di fatto declassata a un accordo di cambio. Per l'Italia le conseguenze sarebbero gravi, in termini di tassi di interesse e di fiducia nel sistema bancario.
Il principale difetto della riforma Brunetta era il rilievo assoluto dato alla valutazione individuale, con fasce di valutazione definite per legge e deresponsabilizzazione della dirigenza. Il ministro Patroni Griffi rinnega quella proposta, ma sembra voler distanziare quanto più possibile il pubblico impiego dalla nuova normativa del settore privato, per esempio nella disciplina dei licenziamenti. Un impiego pubblico più efficiente deve invece basarsi su un sistema premiale, con obiettivi chiari e misurabili, nel quale ciascuno si assume le proprie responsabilità. A partire dal ministro.
Nella sua relazione annuale, il presidente Consob ha dato molte informazioni. Per esempio, ha confermato che nel nostro paese la Borsa è un canale sempre meno efficace per convogliare il risparmio delle famiglie verso le imprese. Eppure, l'attenzione di tutti si è concentrata sulla parte dedicata allo spread. Ma la democrazia non c'entra, l'indicatore riflette i timori degli investitori. E per l'Italia i rischi sono legati al livello eccessivo di debito pubblico: oggi paghiamo il conto di scelte passate. Perché il vincolo di bilancio non si può eludere.
Si parla di un possibile superamento dell'attuale sistema di ticket ed esenzioni nel Sistema sanitario con l'introduzione di una franchigia basata sul reddito. La manovra del luglio 2011 prevede infatti 2 miliardi di aumento delle entrate da ticket dal 2014. Ma la proposta sembra debole sotto il profilo della fattibilità, delle ricadute sociali e delle scelte di politica sanitaria. Piuttosto vanno attenuate alcune incongruenze, garantendo comunque i soggetti più deboli. Ma i ticket devono mantere il ruolo di mera responsabilizzazione degli assistiti sul consumo di prestazioni sanitarie.
A quasi cinque anni dall'abolizione delle Ssis, le scuole di specializzazione per futuri insegnanti, parte finalmente il Tirocinio formativo attivo per il conseguimento dell'abilitazione. Ed è ben congegnato perché è a numero chiuso e prevede una selezione in più fasi. Solo che ora il ministro sembra voler aprire le porte del tirocinio a chi, seppure non abilitato, ha svolto supplenze per tre anni, senza dover sottostare ai test previsti per gli altri. Una scelta che spazzerebbe via ogni programmazione legata al turnover. E che penalizzerebbe i più giovani e i più bravi.
Approvato negli Stati Uniti il Jobs Act, la legge che permette l'accesso alla raccolta di capitali anche alle società di più limitate dimensioni, frazionata però in piccole tranche tra una folla di sottoscrittori. Toglie alcune tutele per gli investitori. Ma è una idea nuova per favorire la crescita. Proprio di idee simili abbiamo bisogno in Italia. Dove il problema del ricorso al mercato per le piccole e medie imprese è antico. E dove esistono istituti e strumenti che, adeguatamente rivisti, possono garantire maggiore trasparenza e una governance efficiente per le piccole aziende.
Paesi caratterizzati da elevati livelli di debito pubblico registrano anche una ridotta crescita economica. La correlazione tra debito e crescita è spesso utilizzata come argomento a favore di una politica fiscale restrittiva. Tuttavia, non è chiaro se sia l'elevato debito pubblico a provocare un rallentamento della crescita economica o viceversa. Uno studio recente mostra che non esiste alcuna evidenza a sostegno dell'ipotesi secondo la quale il debito pubblico provoca una riduzione della crescita economica.
"Frutta nelle scuole" è una campagna promossa dall'Unione Europea per favorire una corretta alimentazione. Costa oltre 16 milioni di euro all'anno e coinvolge più di 5mila scuole primarie italiane. Ma mangiare più frutta non basta per combattere l'obesità nei bambini se contemporaneamente non diminuisce il consumo di cibo spazzatura. E secondo uno studio, gli acquisti di merendine e patatine sono scesi solo nella parte di popolazione che è già meno esposta ai problemi di obesità e sovrappeso, mentre sono rimasti invariati per il gruppo a maggiore rischio.
La Commissione europea vuole rivitalizzare i project bonds, titoli emessi sul mercato per finanziare grandi progetti infrastrutturali. Ciò avverrebbe trasferendo buona parte del rischio finanziario sui bilanci dell'Unione e della Bei, attraverso la concessione di garanzie e di prestiti subordinati. Pur animata da buone intenzioni, la proposta non chiarisce alcuni punti. A partire dalla scelta dei progetti da finanziare. L'esperienza insegna che è forte il rischio di usare denaro pubblico per sostenere investimenti di scarsa utilità collettiva e di alto impatto ambientale.
I musulmani sembrano avere idee più tradizionali verso le diseguaglianze di genere rispetto ai non-musulmani. È dunque possibile che la discriminazione che si registra nel mercato del lavoro verso i lavoratori di quella religione dipenda, almeno in parte dalla volontà dei datori di lavoro di non mettere in difficoltà le loro dipendenti-donne? Studi empirici condotti in Francia ci dicono che non è così: confermano che i modelli di genere dei musulmani sono diversi da quelli dei cristiani, ma i datori di lavori non sembrano esserne consapevoli.
Le elezioni in Francia, Grecia, Italia e Germania hanno messo in evidenza che nell’Europa in crisi gli elettori premiano chi si oppone ai tagli di bilancio. Ma la revisione delle politiche di rigore di bilancio auspicata dalla maggioranza degli elettori incontra un importante vincolo oggettivo: i governi a cui gli elettori oggi chiedono maggiore spesa pubblica sono quelli nei quali la spesa pubblica è salita di più negli ultimi dieci anni. Alle difficoltà di oggi non c’è via di uscita alternativa a quella di praticare le riforme con anche maggiore decisione rispetto a quanto fatto in passato.
È una vera e propria controriforma del lavoro pubblico l'intesa tra ministero della Funzione pubblica e organizzazioni sindacali. Il nuovo accordo da una parte mira a cancellare definitivamente il sistema di valutazione per fasce. Dall'altra, vuole introdurre deroghe per evitare che si applichino anche ai lavoratori pubblici le modifiche all'articolo 18 dello Statuto dei lavoratori previste dalla riforma Fornero. Si rischia così di creare un dualismo insanabile tra lavoro pubblico e privato, rafforzando le tutele del primo, mentre si cerca di flessibilizzare il secondo.