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Il Punto

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E’ condivisibile nei principi il provvedimento del governo per la ricapitalizzazione delle banche. Non deve essere però un pretesto per tornare agli anni bui del credito controllato e lottizzato dai partiti. Opportuno che lo stato fornisca capitale di ultima istanza alle banche che ne fanno richiesta: se all’inizio della crisi il problema era la liquidità del sistema, a cui fanno fronte le banche centrali, oggi è anche di solvibilità. I paesi europei tuttavia, non si coordinano e le risposte alla crisi sono ancora frammentate e nazionali. Speriamo che alle riunioni del G7 e del Fondo Monetario di questo fine settimana si trovi un accordo per un’azione coordinata fra paesi. Questa potrebbe anche contemplare una garanzia statale sul mercato interbancario, bloccato dalla mancanza di fiducia tra banche, prima che la stretta creditizia si trasmetta alle imprese. Cominciano a sentirsi gli effetti della crisi sull’economia reale. Bene anche cominciare a discutere su come rimettere ordine nel sistema delle autorità di vigilanza e di regolamentazione dei mercati in Europa, assegnando ad ognuna specifiche competenze. Ecco una proposta.
Vero o Falso? I risultati della lotta all’assenteismo del ministro Brunetta sono miracolosi come proclama
a Domenica In?
Il libro di Roberto Perotti L’università truccata. Pubblichiamo un capitolo sul clientelismo a Bari. Familismo alla Sapienza: Boeri e Perotti rispondono a due docenti dell’ateneo romano.

 


300 parole
Quando il premier dà consigli per gli acquisti di Marco Pagano
Qualcuno ha nostalgia delle BIN? di Tito Boeri e Fausto Panunzi
Un passo in più di Luigi Guiso


 

Audio: Francesco Vella risponde ai commenti "Il coraggio di cambiare le regole"
Video: Tito Boeri a Primo Piano - Rai 3
Francesco Giavazzi a Otto e mezzo - LA7

Lavoce.info sostiene Un'idea per l'economia, premio del Collegio Carlo Alberto di Torino. La proposta premiata nel primo semestre 2008.

 

ARTICOLI

Finanza / Europa NEW Luigi Guiso e Marco Pagano 10.10.2008

Anche se il provvedimento varato dal governo italiano per la ricapitalizzazione delle banche è largamente condivisibile, resta sul tappeto il problema dell'eventuale salvataggio delle grandi banche transnazionali europee. Che hanno un ruolo chiave sia nell'integrazione dei mercati finanziari europei che nella loro stabilità sistemica. La Bce ha affrontato bene uno dei due aspetti della crisi, il problema di liquidità. In Europa manca però una istituzione che possa mettere in atto una risposta organica. Così dopo il fallimento dell'Ecofin, i paesi membri procedono in ordine sparso. Ma la definizione di regole condivise è questione non più eludibile.

Finanza NEW Angelo Baglioni 10.10.2008

La corsa dei governi europei a garantire i depositi della clientela presso le banche non sembra l'obiettivo giusto: la crisi ha sinora colpito il sistema interbancario. Vi è un problema di aspettative e le banche non si prestano più liquidità. Una situazione molto delicata che apre nuovi scenari. E che potrebbe richiedere anche soluzioni estreme, come l'estensione della garanzia statale ai depositi interbancari.

 
Finanza NEW Barry Eichengreen 10.10.2008

Non basta il piano Paulson per arrivare a una rapida conclusione della crisi. Le cui conseguenze si allargano velocemente da Wall Street all'economia reale. E allora i confronti con la Grande Depressione non sono più solo un esercizio accademico. Sicuramente la Fed e l'amministrazione americana non ripeteranno gli errori del passato. Ma la situazione è anche decisamente più complessa e le soluzioni più difficili. Gli Stati Uniti non arriveranno a un tasso di disoccupazione del 25 per cento come negli anni Trenta, ma al 10 per cento forse sì.

Finanza NEW Carmine Di Noia 10.10.2008

Autorità di vigilanza e banche centrali hanno troppi conflitti di interesse se perseguono più obiettivi contemporaneamente. E oggi il sistema offre un grado di protezione inadeguata agli investitori e mantiene un ulteriore strato di regolazione nazionale che fa perdere competitività a tutta l'industria finanziaria. Una struttura equilibrata potrebbe essere a quattro picchi. La regolamentazione e vigilanza sarebbe organizzata, a livello orizzontale, per finalità. E in modo federale, a livello verticale, con una struttura simile al sistema europeo di banche centrali.

 
Vero o Falso NEW La redazione 10.10.2008

“In pochi mesi si è registrata una diminuzione di quasi il 50 per cento e non sono un taumaturgo” Renato Brunetta, Ministro per la pubblic amministrazione e l'innovazione nel corso della trasmissione "Faccia a faccia" su Radio3. Dichiarazione riportata nell'articolo "Brunetta: io meglio di Padre Pio apparso su La Repubblica", 3 ottobre 2008;
Siamo più verso il 50% delle assenze in meno rispetto al settembre del 2007 che verso il 40%",. ''E' un miracolo?'' ha chiesto Massimo Giletti. Brunetta: "Son diventato un taumaturgo, son diventato San Brunetta''. Domenica in" 5 ottobre 2008.

Libri NEW Roberto Perotti 10.10.2008

Pubblichiamo un capito del libro di Roberto Perotti "L'università truccata" (Einaudi, 183 pagine, 16 euro), in libreria in questi giorni. L'università italiana non si riforma con nuove ondate di regole, prescrizioni e controlli. Serve invece introdurre invece un sistema di incentivi e disincentivi efficaci. Dove sia nell'interesse stesso degli individui cercare di fare buona ricerca e buona didattica ed evitare comportamenti clientelari. Su quest'ultimo aspetto si soffermano alcune parti del libro. Ecco un capitolo.

 
Finanza / Europa Francesco Vella 07.10.2008

Le risposte comunitarie alla crisi finanziaria sono ancora deboli e incerte. Bisogna rivedere l'organizzazione della vigilanza nell'area dell'euro. Ad esempio, i soli paesi che convergono sull'esigenza di trovare criteri comuni potrebbero istituire propri collegi di controllo sui gruppi che operano nei loro confini, fondati sul principio di maggioranza e sulla delega di poteri a un lead supervisor. Una sorta di vigilanza europea a geometria variabile. Ma anche in Italia è necessario semplificare l'architettura dei controlli, creando un'unica autorità.

Finanza / Concorrenza e Mercati Francesco Daveri e Fausto Panunzi 07.10.2008

Salvare le banche in difficoltà oggi non è abbastanza. Occorre continuare a favorire la concorrenza, anche facilitando l'ingresso di banche straniere che di solito apportano maggiore efficienza operativa. E si dovrebbe anche imporre l'offerta di alcuni contratti standard, per accrescere la comparabilità delle condizioni proposte da istituti diversi. E' solo riportando nell'agenda politica la liberalizzazione del settore bancario che sarà possibile restituire alle famiglie e alle imprese una parte dei potenziali benefici del salvataggio.

 
Finanza / Concorrenza e Mercati Luigi Guiso 07.10.2008

Si dice che in America il capitalismo è sfrenato, mentre da noi si concedono meno prestiti, si cartolarizza di meno e non c'è stata la bolla immobiliare. Per questo le nostre banche sono più solide. Ma se gli americani sono un popolo di consumatori indebitati, gli italiani sono un popolo di risparmiatori. Ed è su questo versante che si fanno gli affari e qualche malefatta. Infatti, nel mezzo di una crisi finanziaria con epicentro del rischio nel settore bancario, i portafogli delle famiglie italiane sono zeppi di depositi e obbligazioni bancarie, nazionali e non.

Finanza / Internazionali Riccardo Cesari 07.10.2008

Dopo anni di deregulation e decenni di scarsi controlli, di sfiducia nei sistemi di prevenzione e di vigilanza sugli intermediari, la crisi del credito è scoppiata negli Stati Uniti e da lì si è estesa a tutto il mondo sviluppato. Le origini del problema sono dunque chiare. Il piano approvato dal Congresso punta a rimediare agli effetti e non alle cause della crisi. Per essere efficace dovrebbe invece ri-regolare i mercati e aiutare le famiglie incapienti con mutui. Tanto più che un programma di agevolazioni immobiliari alle famiglie avrebbe molteplici effetti positivi.

 
Scuola e Università Massimo Bordignon e Daniele Checchi 06.10.2008

Condivisibile l'obiettivo di una riduzione del personale e di una riorganizzazione della rete delle scuole. E probabilmente ragionevole una revisione degli orari di insegnamento almeno negli istituti professionali. Ma nel piano del governo manca un progetto educativo e non c'è alcuna valutazione delle conseguenze dei provvedimenti decisi. Sembra emergere solo la necessità di far cassa rapidamente. Gli stessi risultati si potevano ottenere con interventi alternativi, che non avrebbero colpito altrettanto pesantemente e casualmente l'offerta didattica. Il problema del sostegno.

Europa / Finanza 01.10.2008

Pubblichiamo, insieme con altri siti internazionali consorziati con noi, un appello alle autorità politiche dei paesi europei e della UE perchè fronteggino la crisi finanziaria che sta contagiando pericolosamente il continente con misure tempestive, adeguate e trasparenti. Sono promotori di questo appello alcuni economisti europei che invitano tutti i colleghi economisti che lo condividono ad aderirvi inviando una e-mail all'indirizzo appelloeconomisti@lavoce.info dichiarando la volontà di sottoscriverlo e indicando la propria affiliazione professionale.

 
Finanza Tommaso Monacelli 02.10.2008

Dietro il sistema dei subprime non c'è né una bolla né un eccesso di avidità, ma un meccanismo razionale sostenuto da aspettative euforiche sull'andamento futuro dei prezzi immobiliari. Ed è questo forse l'unico elemento effettivamente non razionale. Quando i prezzi sono crollati contemporaneamente in tutti gli Stati Uniti, si è verificata la realizzazione di un rischio aggregato, come tale non diversificabile. Travolgendo le compagnie assicurative che garantivano il funzionamento di tutto il meccanismo. E che per lo stesso motivo sono poi state salvate.

Finanza Stefano Firpo e Renato Maino 02.10.2008

Il piano Paulson punta a risolvere i problemi di liquidità del solo settore finanziario statunitense. Anche se nel resto del mondo il settore soffre dei problemi esportati dagli Usa. Ma davvero gli investitori non possono fare altro che affidarsi di nuovo alla locomotiva americana? Si potrebbero invece decidere azioni multilaterali, affidate alle istituzioni nate a Bretton Woods, il primo tentativo di governo dell'economia finanziaria globale. Ancora oggi potrebbero agire in fretta e bene, preparando le basi per la nuova architettura finanziaria internazionale.